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      <titleStmt>
        <title>23.I.1486</title>
        <author />
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          <resp>transcription by</resp>
          <name>Biagio Nuciforo</name>
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          <resp>main editor</resp>
          <name>Fulvio Delle Donne</name>
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      </titleStmt>
      <publicationStmt>
        <publisher>BUP - Basilicata University Press</publisher>
        <pubPlace>Potenza</pubPlace>
        <date>2024</date>
        <availability>
          <licence target="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/4.0/">Attribution-NonCommercial-ShareAlike 4.0 International (CC BY-NC-SA 4.0)</licence>
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        <listBibl>
          <bibl type="main_source">Archivio di Stato di Milano, Sforzesco Potenze Estere, Napoli. cartella 247</bibl>
        </listBibl>
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          <msIdentifier>
            <idno>ASM SPE, Napoli, 247, s.n.</idno>
          </msIdentifier>
          <msContents>
            <summary>
              <p>
                <persName role="mittente">Branda Castiglioni</persName>
                a
                <persName role="destinatario">Gian Galeazzo Maria Sforza</persName>
                ,
                <placeName>Napoli</placeName>
              </p>
              <p>
                Non riceve lettere dal 29 novembre, a parte quelle aperte e stracciate, del 26 dicembre, portate da
                <persName>Luigi da Casalnuovo</persName>
                . Sa che i brigantini sono ad Ortona per inviare le missive a
                <placeName>Pesaro</placeName>
                , ma non può inviare lettere in sicurezza, poiché
                <persName>Innocenzo VIII</persName>
                controlla tutte le zone, intercettando i dispacci.
              </p>
              <p>
                <persName>Ferrante I</persName>
                è contento per l’invio di
                <persName>Giovanni Andrea Cagnola</persName>
                a
                <placeName>Venezia</placeName>
                e per i 200 armigeri che spedirà
                <persName>Gian Giacomo Trivulzio</persName>
                . Sollecita, dunque, l’invio delle truppe.
              </p>
              <p>
                Lo informa sulla situazione dei baroni:
                <persName>Pirro del Balzo</persName>
                pattuglia la
                <placeName>Puglia</placeName>
                con gli stradiotti;
                <persName>Antonello Sanseverino</persName>
                sta all’erta per intuire le intenzioni del sovrano;
                <persName>Girolamo Sanseverino</persName>
                , invece, è accampato in
                <placeName>Calabria</placeName>
                , nei pressi di
                <placeName>Castrovillari</placeName>
                .
              </p>
              <p>
                A causa della ribellione di
                <persName>Giovan Battista Orsini</persName>
                , il re ha deciso di mandare le 13 squadre, che sono tronate in
                <placeName>Abruzzo</placeName>
                , a
                <placeName>Cassino</placeName>
                , disponendo, inoltre, che
                <persName>Ferrandino d’Aragona</persName>
                vigili su Terra di Lavoro con le sue 7 squadre.
              </p>
              <p>
                Dopo aver appreso della defezione del cardinale Orsini,
                <persName>Antonello Sinibaldi</persName>
                , ambasciatore di
                <persName>Virginio Orsini</persName>
                , si è recato a
                <placeName>Nola</placeName>
                per gestire la situazione.
                <persName>Nicola Orsini</persName>
                intende ritirarsi, provocando una grande preoccupazione nel regno.
              </p>
              <p>Gli aquilani vigilano tutti i giorni sull’Abruzzo: si dice che abbiano preso 10 castelli.</p>
              <p>
                Gli uomini di
                <persName>Teobaldo Visconti</persName>
                informano circa la dispersione degli armigeri che sono con
                <persName>Alfonso d’Aragona</persName>
                in Abruzzo: si sono ritirati nei loro alloggi e i tesorieri stanno cercando di convincerli a tornare sul campo.
              </p>
              <p>
                Ferrante è dispiaciuto per la partenza del duca di Calabria, suo figlio, alla volta di
                <placeName>Firenze</placeName>
                e
                <placeName>Milano</placeName>
                : doveva restare con gli Orsini. Gli invierà delle galee a
                <placeName>Pisa</placeName>
                per farlo tornare a casa.
              </p>
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        <date>1486-01-23</date>
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