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        <title>12.VIII.1486</title>
        <author />
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          <resp>transcription by</resp>
          <name>Biagio Nuciforo</name>
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          <resp>main editor</resp>
          <name>Fulvio Delle Donne</name>
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      </titleStmt>
      <publicationStmt>
        <publisher>BUP - Basilicata University Press</publisher>
        <pubPlace>Potenza</pubPlace>
        <date>2024</date>
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          <licence target="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/4.0/">Attribution-NonCommercial-ShareAlike 4.0 International (CC BY-NC-SA 4.0)</licence>
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        <listBibl>
          <bibl type="main_source">Archivio di Stato di Milano, Sforzesco Potenze Estere, Napoli. cartella 247</bibl>
        </listBibl>
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          <msIdentifier>
            <idno>ASM SPE, Napoli, 247, s.n.</idno>
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          <msContents>
            <summary>
              <p>
                <persName role="mittente">Gian Galeazzo Maria Sforza</persName>
                a
                <persName role="destinatario">Lorenzo da Mozanica</persName>
                ,
                <placeName>Milano</placeName>
              </p>
              <p>
                Istruzione da fare ad
                <persName>Alfonso d’Aragona</persName>
                :
                <persName>Ascanio Maria Sforza</persName>
                ha inviato tramite il suo segretario
                <persName>Guidobono Cavalchini</persName>
                la risoluzione del duca di Calabria circa i capitoli di pace, portati da
                <persName>Gaspare del Paradiso</persName>
                , il quale ha trasportato anche la risposta di
                <persName>Innocenzo VIII</persName>
                . La Lega non sa come agire nei confronti del papa, a causa della già ottima predisposizione alla pace.
              </p>
              <p>
                Siccome è svanita la possibilità di una pacificazione, si impegna a inviare tutti i sussidi necessari. Dovrà informare Alfonso e gli
                <persName>Orsini</persName>
                circa la ferma posizione nel voler proseguire la guerra.
              </p>
              <p>
                Dovrà, inoltre, parlare con
                <persName>Gian Giacomo Trivulzio</persName>
                e capire che problemi ha avuto con lo zio Ascanio Maria Sforza.
              </p>
              <p>
                Si recherà, dunque, a
                <placeName>Firenze</placeName>
                da
                <persName>Lorenzo de’ Medici</persName>
                per esortarlo a continuare il conflitto e ad inviare i sussidi necessari.
              </p>
              <p>Con tutti questi provvedimenti, il papa dovrà decidersi a stipulare la pace.</p>
              <p>
                Lo Sforza vuole che chiarisca col duca di Calabria e con
                <persName>Ferrante I</persName>
                che lui non ha tramato nulla con
                <persName>Roberto Sanseverino</persName>
                , come ha letto in alcune lettere che Alfonso ha spedito a
                <persName>Simonetto Belprat</persName>
                : non gli ha mai promesso terre o denari, soprattutto per lo scontro accaduto con i Veneziani.
              </p>
              <p>Vuole inviare qualche squadra nel regno per combattere i baroni: il duca di Calabria sceglierà il condottiero.</p>
              <p>Quando Alfonso vorrà, dovrà inviare un commissario ai baroni ribelli affinché questi desistano nel proseguire gli scontri.</p>
              <p>
                A Firenze dovrà incontrare Stefano Taverna e parlargli dell’esposizione che dovrà fare ai Fiorentini e al Magnifico. In seguito, dovrà parlare dei fatti generali con
                <persName>Giovan Francesco Oliva</persName>
                e
                <persName>Giovanni Andrea Landriani</persName>
                : chiede di mantenere segreta la questione occorsa tra il cardinale Sforza e il Trivulzio.
              </p>
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        <date>1486-08-12</date>
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