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        <title>10.I.1486</title>
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          <resp>transcription by</resp>
          <name>Biagio Nuciforo</name>
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          <resp>main editor</resp>
          <name>Fulvio Delle Donne</name>
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      <publicationStmt>
        <publisher>BUP - Basilicata University Press</publisher>
        <pubPlace>Potenza</pubPlace>
        <date>2024</date>
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          <licence target="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/4.0/">Attribution-NonCommercial-ShareAlike 4.0 International (CC BY-NC-SA 4.0)</licence>
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          <bibl type="main_source">Archivio di Stato di Milano, Sforzesco Potenze Estere, Napoli. cartella 247</bibl>
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          <msIdentifier>
            <idno>ASM SPE, Napoli, 247, s.n.</idno>
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              <p>
                <persName role="mittente">Branda Castiglioni</persName>
                a
                <persName role="destinatario">Gian Galeazzo Maria Sforza</persName>
                ,
                <placeName>Napoli</placeName>
              </p>
              <p>
                <persName>Giannozzo Pandolfini</persName>
                è tornato dopo aver incontrato
                <persName>Innocenzo VIII</persName>
                : il pontefice vuole la pace e le trattative sono gestite segretamente da
                <persName>Giuliano della Rovere</persName>
                , con l’aiuto di
                <persName>Marco Barbo</persName>
                . Il vescovo si sta occupando dei capitoli relativi alla pace e delle condizioni: sicurezza dei baroni e soddisfazione delle loro richieste; pagamento dei costi di guerra alla Chiesa; rendita del censo; libertà della Chiesa di disporre e concedere benefici all’interno del regno; unione dell’abbazia di
                <placeName>Montecassino</placeName>
                al pontificato; risoluzione della questione di
                <persName>Roberto Sanseverino</persName>
                tra
                <persName>Ferrante I</persName>
                e il pontefice.
              </p>
              <p>
                Fra’
                <persName>Ludovico de Mondellis</persName>
                , che fa da tramite tra il re e il Sanseverino, è tornato a Napoli: il signor Roberto è intenzionato a passare dalla parte del sovrano, ma chiede in cambio il principato di
                <placeName>Rossano</placeName>
                e
                <placeName>Manfredonia</placeName>
                o altre terre e città con le stesse entrate. Inoltre, chiede a Ferrante di risolvere la questione dei baroni e accontentare il papa.
              </p>
              <p>
                Il sovrano ha incontrato Branda e
                <persName>Giovanni Lanfredini</persName>
                per chiedere la loro opinione. L’ambasciatore milanese ha detto al re che confida nelle sue scelte, ma chiede solo di prestare attenzione poiché questo era anche il piano dei baroni: è probabile che Innocenzo VIII e il Sanseverino stiano facendo la stessa cosa. Chiede, quindi, al re di informare la Lega (in particolare, il duca), prima di prendere la sua decisione. Il re, infatti, vuole che i diplomatici informino i propri signori. Ferrante ha, del resto, dichiarato di non aver nessuna intenzione di accettare la pace così facilmente: i baroni devo prestare obbedienza, come era già stato deciso. L’Aragonese ha, dunque, aggiunto di volere utilizzare i proventi richiesti dal papa per creare un’armata antiturca. Parlerà, a tal proposito, nuovamente con il vescovo Pandolfini e fra’ Ludovico de Mondellis.
              </p>
              <p>Il sovrano non si fida della mossa della Chiesa.</p>
              <p>
                PS: Il re ha inviato a
                <placeName>Roma</placeName>
                il frate per rispondere al Sanseverino: non può accettare nulla perché deve consultarsi con la Lega. Al papa, invece, fa sapere che dovrà rivedere i capitoli: i baroni dovranno prestargli obbedienza; sulla questione del censo, dovrà ragionarci; i baroni dovranno pagare le spese di guerra, il cui ricavato sarà utilizzato per creare l’armata antiturca; sulla libertà ecclesiastica e spirituale, Innocenzo VIII dovrà attenersi a ciò che fu stabilito con il suo predecessore
                <persName>Sisto IV</persName>
                ; il pontefice dovrà conferire Montecassino a una persona gradita al re.
              </p>
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            <objectDesc form="original">
              <p>Carta lacera</p>
              <p>Poscritto</p>
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        <date>1486-01-10</date>
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