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        <title>2.V.1489</title>
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          <resp>transcription by</resp>
          <name>Biagio Nuciforo</name>
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          <resp>main editor</resp>
          <name>Fulvio Delle Donne</name>
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      <publicationStmt>
        <publisher>BUP - Basilicata University Press</publisher>
        <pubPlace>Potenza</pubPlace>
        <date>2024</date>
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          <licence target="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/4.0/">Attribution-NonCommercial-ShareAlike 4.0 International (CC BY-NC-SA 4.0)</licence>
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          <bibl type="main_source">Archivio di Stato di Milano, Sforzesco Potenze Estere, Napoli. cartella 247</bibl>
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          <msIdentifier>
            <idno>ASM SPE, Napoli, 247, s.n.</idno>
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          <msContents>
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              <p>
                <persName role="mittente">Battista Sfondrati</persName>
                a
                <persName role="destinatario">Gian Galeazzo Maria Sforza</persName>
                ,
                <placeName>Napoli</placeName>
              </p>
              <p>
                Nelle lettere precedenti gli ha inviato l’exemplum scritto da
                <persName>Antonio d’Alessandro</persName>
                e della discussione fatta in presenza di
                <persName>Innocenzo VIII</persName>
                , gli oratori spagnoli, i cardinali, altri convocati e lo stesso d’Alessandro. Il giorno precedente, dopo la messa celebrata a Castelnuovo,
                <persName>Ferrante I</persName>
                ha convocato lui,
                <persName>Marcantonio Morosini</persName>
                e
                <persName>Piero Vettori</persName>
                e si sono recati nelle sue stanze. Il sovrano ha, dunque, chiesto a
                <persName>Giovanni Pontano</persName>
                di esporre il contenuto dell’exemplum inviato da
                <placeName>Roma</placeName>
                dal d’Alessandro. Il re non si fida del papa e riferisce della lettera inviata dal cardinale
                <persName>Ascanio Maria Sforza</persName>
                : gli ambasciatori della Lega si sono opposti all’estensione dei capitoli.
                <persName>Gian Giacomo Trivulzio</persName>
                afferma che nella stipulazione dei capitoli non si è mai parlato del pagamento del censo. Il sovrano e il figlio
                <persName>Alfonso d’Aragona</persName>
                annuivano durante la discussione, che durò circa due ore. Pontano ha poi letto una lettera più recente del giurista napoletano: nella prima parte, ha scritto di come il cardinale Sforza si è battuto contro il parere di tutti, riferendo al papa che non ci sarà bisogno di convocarlo perché sarà lui stesso ad intervenire; nella seconda parte, invece, riferisce ciò che gli ha detto il neo-vescovo, il protonotario
                <persName>Caravayal</persName>
                . Ha apprezzato l’invio della ratifica del capitolo a
                <persName>Ferdinando II d’Aragona (Il Cattolico)</persName>
                e
                <persName>Isabella di Castiglia</persName>
                e, in generale, il comportamento e le premure avute dal sovrano napoletano: a Roma non ha ricevuto alcuna copia. Nessuno dei presenti all’orazione, ha proferito parola, tranne l’ambasciatore fiorentino che ha sottolineato la volontà del re e suo figlio di non aver intenzione di pagare il censo:
                <persName>Bernardino Valerio</persName>
                ha sempre messo in chiaro con il cardinale
                <persName>Giovanni Michiel</persName>
                la questione del censo, il quale ha fatto intendere che il pagamento rappresentasse solo una questione simbolica e che mai il re lo avrebbe dovuto pagare. Bisognava informare anche le città di
                <placeName>Firenze</placeName>
                e
                <placeName>Milano</placeName>
                , tramite
                <persName>Pier Capponi</persName>
                e
                <persName>Branda Castiglioni</persName>
                , ma le lettere sono state intercettate e spedite a Roma: Vettori ha confermato. Dopo la conclusione dell’incontro, il diplomatico ha affermato di voler informare Venezia.
              </p>
              <p>
                Ps: è giunto un tal marchese
                <persName>Otto</persName>
                , afferente ai signori di Baviera: ha fatto visita al sovrano. Probabilmente, ha percorso la via di Milano per andare a Roma e, data la vicinanza, ha voluto visitare Napoli, anche per comprare alcuni cavalli grossi.
              </p>
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              <p>Poscritto</p>
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        <date>1489-05-02</date>
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