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        <title>11.IX.1487</title>
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          <resp>transcription by</resp>
          <name>Biagio Nuciforo</name>
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          <resp>main editor</resp>
          <name>Fulvio Delle Donne</name>
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        <publisher>BUP - Basilicata University Press</publisher>
        <pubPlace>Potenza</pubPlace>
        <date>2024</date>
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          <licence target="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/4.0/">Attribution-NonCommercial-ShareAlike 4.0 International (CC BY-NC-SA 4.0)</licence>
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          <bibl type="main_source">Archivio di Stato di Milano, Sforzesco Potenze Estere, Napoli. cartella 247</bibl>
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          <msIdentifier>
            <idno>ASM SPE, Napoli, 247, s.n.</idno>
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              <p>
                <persName role="mittente">Branda Castiglioni</persName>
                a
                <persName role="destinatario">Gian Galeazzo Maria Sforza</persName>
                ,
                <placeName>Napoli</placeName>
              </p>
              <p>
                Nell’ultima cavalcata sono arrivate le lettere del 31 agosto, circa la presentazione al suo cospetto degli ambasciatori genovesi e della guarigione di
                <persName>Ludovico Sforza</persName>
                . Ha riferito tutto a
                <persName>Ferrante I</persName>
                e
                <persName>Alfonso d’Aragona</persName>
                : sono contenti, specialmente per il ritrovato accordo con
                <persName>Francesco II Gonzaga</persName>
                .
              </p>
              <p>
                Il sovrano gli ha riferito che sono necessarie soluzioni più forti, poiché
                <persName>Innocenzo VIII</persName>
                persevera nel suo intento di contrastarlo: cerca di inimicargli tutti i re cristiani; ha suscitato nuovamente l’arrivo del duca
                <persName>Renato II di Lorena</persName>
                e custodisce
                <persName>Mannella Caetani</persName>
                , moglie di
                <persName>Girolamo Sanseverino</persName>
                , e i suoi figli. Ferrante riferisce, inoltre, una voce di popolo che vuole il duca e i Fiorentini sottoscrittori di alcuni capitoli col papa, ma non gli dà credito. Per placare le false notizie, il sovrano consiglia di mostrarsi in altri termini col pontefice. Branda, d’altro canto, afferma che il duca non può ordinare al papa ciò che deve scrivere e che non deve dubitare della sua lealtà.
              </p>
              <p>Il re e suo figlio sono contenti per la guarigione di suo zio. Branda spera che anche lui stia meglio perché ha ricevuto la notizia del suo malessere.</p>
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        <date>1487-09-11</date>
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