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        <title>24.II.1487</title>
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          <resp>transcription by</resp>
          <name>Biagio Nuciforo</name>
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          <resp>main editor</resp>
          <name>Fulvio Delle Donne</name>
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      <publicationStmt>
        <publisher>BUP - Basilicata University Press</publisher>
        <pubPlace>Potenza</pubPlace>
        <date>2024</date>
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          <licence target="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/4.0/">Attribution-NonCommercial-ShareAlike 4.0 International (CC BY-NC-SA 4.0)</licence>
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          <bibl type="main_source">Archivio di Stato di Milano, Sforzesco Potenze Estere, Napoli. cartella 247</bibl>
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            <idno>ASM SPE, Napoli, 247, s.n.</idno>
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              <p>
                <persName role="mittente">Branda Castiglioni</persName>
                a
                <persName role="destinatario">Gian Galeazzo Maria Sforza</persName>
                ,
                <placeName>Napoli</placeName>
              </p>
              <p>
                <persName>Ferrante I</persName>
                ha convocato gli ambasciatori, affinché esponessero nuovamente il contenuto delle lettere ricevute in presenza di
                <persName>Alfonso d’Aragona</persName>
                ,
                <persName>Ferrandino d’Aragona</persName>
                e
                <persName>Federico d’Aragona</persName>
                . Il sovrano ritiene che entrambe le faccende siano preoccupanti, sia quello esposto da Marcantonio Morosini che quello di cui si addolora Innocenzo VIII: i Veneziani hanno sempre innescato guerre in
                <placeName>Italia</placeName>
                . Rivolgendosi a
                <persName>Bernardo Rucellai</persName>
                , ha detto di ricordarsi di ciò che aveva detto a
                <placeName>Troia</placeName>
                : è sicuro che
                <placeName>Venezia</placeName>
                formerà la lega col papa. Sente la mancanza di Francesco Sforza e della sua abilità politica. La Serenissima ha sempre provocato guerre: quella di
                <persName>Bartolomeo Colleoni</persName>
                , a
                <placeName>Ferrara</placeName>
                e contro lo stesso sovrano. Bisogna saperne di più e prendere i dovuti provvedimenti.
              </p>
              <p>
                <persName>Gian Giacomo Trivulzio</persName>
                ha, quindi, affermato che, finché ci sarà questo sospetto, la Lega non avrà pace.
              </p>
              <p>
                Il Fiorentino ha detto al re che, secondo lui, la Serenissima vuol stringere lega col papa solo per reputazione e non per muovere guerra. Branda ha, quindi, affermato che la risposta data ai veneti è stata moderata, essendo approvata da Firenze e dal re: il duca è fedele ai Fiorentini. Dopo aver accolto le opinioni di tutti, Ferrante ha chiesto a
                <persName>Giovanni Pontano</persName>
                di scrivere a Roma nella medesima forma in cui ha risposto lo Sforza.
              </p>
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        <date>1487-02-24</date>
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