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        <title>22.II.1487</title>
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          <resp>transcription by</resp>
          <name>Biagio Nuciforo</name>
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          <resp>main editor</resp>
          <name>Fulvio Delle Donne</name>
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      <publicationStmt>
        <publisher>BUP - Basilicata University Press</publisher>
        <pubPlace>Potenza</pubPlace>
        <date>2024</date>
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          <licence target="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/4.0/">Attribution-NonCommercial-ShareAlike 4.0 International (CC BY-NC-SA 4.0)</licence>
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          <bibl type="main_source">Archivio di Stato di Milano, Sforzesco Potenze Estere, Napoli. cartella 247</bibl>
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            <idno>ASM SPE, Napoli, 247, s.n.</idno>
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              <p>
                <persName role="mittente">Branda Castiglioni</persName>
                a
                <persName role="destinatario">Gian Galeazzo Maria Sforza</persName>
                ,
                <placeName>Napoli</placeName>
              </p>
              <p>
                Risponde alle lettere del 12 febbraio, sulla proposta fatta da
                <persName>Federico d’Aragona</persName>
                di giustificarsi con
                <persName>Innocenzo VIII</persName>
                , in nome di
                <persName>Ferrante I</persName>
                . Branda si è, quindi, presentato al cospetto del re e del figlio
                <persName>Alfonso d’Aragona</persName>
                con gli altri oratori, per leggere il dispaccio ducale.
              </p>
              <p>Intesa la risposta del duca, è stato affermato che non si conosceva la ragione che ha spinto Federico a fare la spedizione: è probabile che, per sicurezza, gli è parso necessario ammonire il papa. Tuttavia, tale azione non è stata compiuta per offendere qualcuno ma per difendere “la propria casa”.  Il Castiglioni, riportando la volontà dello Sforza, ha affermato che bisogna evitare altre azioni per non far ricadere sospetti. Ferrante, nonostante il discorso di Branda, continua a perseverare nei suoi propositi: vuole che si continui.</p>
              <p>
                Dopo aver letto le lettere, l’Ambasciatore ha riferito che il duca intende ritirare i suoi uomini, non essendo più necessaria la loro permanenza nel regno:
                <persName>Gian Giacomo Trivulzio</persName>
                ha, quindi, detto di voler partire ad aprile. Il re, inizialmente, aveva acconsentito, ma, parlando con il duca di Calabria, si è mostrato contrariato.
              </p>
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              <p>Carta lacera</p>
              <p>Cifra</p>
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        <date>1487-02-22</date>
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