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        <title>10.II.1486</title>
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          <resp>transcription by</resp>
          <name>Biagio Nuciforo</name>
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          <resp>main editor</resp>
          <name>Fulvio Delle Donne</name>
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      <publicationStmt>
        <publisher>BUP - Basilicata University Press</publisher>
        <pubPlace>Potenza</pubPlace>
        <date>2024</date>
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          <licence target="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/4.0/">Attribution-NonCommercial-ShareAlike 4.0 International (CC BY-NC-SA 4.0)</licence>
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          <bibl type="main_source">Archivio di Stato di Milano, Sforzesco Potenze Estere, Napoli. cartella 247</bibl>
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            <idno>ASM SPE, Napoli, 247, s.n.</idno>
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              <p>
                <persName role="mittente">Branda Castiglioni</persName>
                a
                <persName role="destinatario">Gian Galeazzo Maria Sforza</persName>
                ,
                <placeName>Napoli</placeName>
              </p>
              <p>
                A Castel Nuovo è giunto un ungherese che ha portato alcune lettere di
                <persName>Mattia Corvino</persName>
                : ha capito tutta la questione dei baroni e di
                <persName>Innocenzo VIII</persName>
                e intende aiutare
                <persName>Ferrante I</persName>
                con fanti e cavalieri. Inoltre, invierà un suo ambasciatore a
                <placeName>Venezia</placeName>
                per suggerire alla Serenissima di non intervenire in alcun modo nella guerra contro suo suocero, altrimenti avrebbe attaccato la Repubblica. Per di più, l’Ungherese ha riferito di poter disporre, a causa di accordi pregressi, di un certo numero di turchi da poter utilizzare contro i Veneziani. Il Corvino esprime la volontà di creare una Lega con Ferrante, in modo da poter disporre del suo aiuto in caso di necessità. Bisogna mandare un messaggio chiaro al pontefice: ora spetta al duca e ai Fiorentini dar vita alla nuova alleanza.
              </p>
              <p>
                500 armigeri sono andati a
                <placeName>Giffoni</placeName>
                per dare manforte all’esercito regio: sono stati sconfitti dagli uomini di
                <persName>Antonello Sanseverino</persName>
                , in vantaggio numerico (circa 2000).
              </p>
              <p>
                <persName>Federico d’Aragona</persName>
                e
                <persName>
                  Pietro d’Aragona
                  <idno type="Wikidata">https://www.wikidata.org/wiki/Q87069991</idno>
                </persName>
                sono partiti con 6 galee alla volta della
                <placeName>Calabria</placeName>
                . Le stesse imbarcazioni si recheranno a
                <placeName>Pisa</placeName>
                per
                <persName>Alfonso d’Aragona</persName>
                .
              </p>
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              <p>Decifrazione</p>
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        <date>1486-02-10</date>
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