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        <title>3.XI.1485</title>
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          <resp>transcription by</resp>
          <name>Biagio Nuciforo</name>
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          <resp>main editor</resp>
          <name>Fulvio Delle Donne</name>
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      </titleStmt>
      <publicationStmt>
        <publisher>BUP - Basilicata University Press</publisher>
        <pubPlace>Potenza</pubPlace>
        <date>2026</date>
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          <licence target="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/4.0/">Attribution-NonCommercial-ShareAlike 4.0 International (CC BY-NC-SA 4.0)</licence>
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        <listBibl>
          <bibl type="main_source">Archivio di Stato di Milano, Sforzesco Potenze Estere, Napoli. cartella 246</bibl>
        </listBibl>
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          <msIdentifier>
            <idno>ASM SPE, Napoli, 246, s.n.</idno>
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          <msContents>
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              <p>
                <persName role="mittente">Branda Castiglioni</persName>
                a
                <persName role="destinatario">Gian Galeazzo Maria Sforza</persName>
                ,
                <placeName>Napoli</placeName>
              </p>
              <p>
                Conclusione delle trattative tra
                <persName>Francesco Gaddi</persName>
                e i fiorentini: si assolderà
                <persName>Virginio Orsini</persName>
                con un seguito di 430 armigeri, per 63000 ducati (40000 pagati dal duca e il resto dai fiorentini). L’intenzione è quella di condurre a Roma 40 squadre per muovere guerra contro
                <persName>Innocenzo VIII</persName>
                : la notizia è stata accolta con felicità da
                <persName>Ferrante I</persName>
                e da
                <persName>Diomede Carafa</persName>
                e
                <persName>Antonio d’Alessandro</persName>
                , presenti al momento dell’annuncio. Il re ringrazia il duca per tutto l’aiuto fornito.
              </p>
              <p>
                Il re, dunque, ritiene che il papa si sia avventurato in questa impresa imprudentemente, poiché riteneva che non sarebbe stato aiutato, citando le prerogative dei pontefici passati: la sapienza di
                <persName>Pio II</persName>
                , la magnanimità di
                <persName>Paolo II</persName>
                , la bellicosità di
                <persName>Sisto IV</persName>
                . Continua, poi, asserendo che così come è stato convinto da “cervelli guasti” a scatenare questo conflitto, così ne uscirà con vergona. È fiducioso che l’aiuto di Dio e della Lega gli porterà la vittoria.
              </p>
              <p>
                Branda, per conto del duca, ha esortato il sovrano ad inviare più uomini d’arme ad
                <persName>Alfonso d’Aragona</persName>
                . Tuttavia, Ferrante ha risposto di non poterlo fare perché ha armigeri sparsi in diverse zone del regno:
                <placeName>Puglia</placeName>
                ,
                <placeName>Terra d’Otranto</placeName>
                ,
                <placeName>Cassino</placeName>
                , e
                <placeName>Abruzzo</placeName>
                . Farà comunque il possibile per ovviare al problema.
              </p>
              <p>
                <persName>Giovanni Lanfredini</persName>
                ha letto al re le lettere di
                <persName>Lorenzo de’ Medici</persName>
                : lo esorta a concedere subito lo stato che
                <persName>Virginio Orsini</persName>
                desidera.
              </p>
              <p>
                D’altronde, l’Orsini chiede troppo: vuole la contea di Sarno, un’altra terra di
                <persName>Federico d’Aragona</persName>
                e un’altra in Abruzzo. Dal canto suo, data l’impossibilità di concedergli quei feudi, Ferrante gli offre la contea di
                <placeName>Atripalda</placeName>
                , quella di
                <placeName>Manoppello</placeName>
                e quella di
                <placeName>San Valentino Torio</placeName>
                . Chiede quindi al Lanfredini di esortare il suo signore a convincere il condottiero.
              </p>
              <p>Infine, è stato deciso che il sovrano scriva al Magnifico, dandogli piena libertà di promettere a Virginio quello che desiderava, in modo da velocizzare le pratiche.</p>
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              <p>Cifra</p>
              <p>Decifrazione in 98</p>
              <p>Macchia di umidità</p>
              <p>Carta lacera</p>
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        <date>1485-11-03</date>
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