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        <title>31.X.1485</title>
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          <resp>transcription by</resp>
          <name>Biagio Nuciforo</name>
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          <resp>main editor</resp>
          <name>Fulvio Delle Donne</name>
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      <publicationStmt>
        <publisher>BUP - Basilicata University Press</publisher>
        <pubPlace>Potenza</pubPlace>
        <date>2026</date>
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          <licence target="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/4.0/">Attribution-NonCommercial-ShareAlike 4.0 International (CC BY-NC-SA 4.0)</licence>
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          <bibl type="main_source">Archivio di Stato di Milano, Sforzesco Potenze Estere, Napoli. cartella 246</bibl>
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            <idno>ASM SPE, Napoli, 246, s.n.</idno>
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              <p>
                <persName role="mittente">Branda Castiglioni</persName>
                a
                <persName role="destinatario">Gian Galeazzo Maria Sforza</persName>
                ,
                <placeName>Napoli</placeName>
              </p>
              <p>
                Ha letto a
                <persName>Ferrante I</persName>
                le lettere del duca del 20 ottobre, circa la sua volontà di aiutarlo quando i fiorentini si decideranno ad attaccare. Il sovrano ha risposto di non aver mai dubitato della sua lealtà e mostra a Branda la copia delle lettere di
                <persName>Stefano Taverna</persName>
                con la risposta dei fiorentini: vuole il loro aiuto. L’ambasciatore sforzesco ha mostrato, poi, le lettere di
                <persName>Scipione Barbavara</persName>
                riguardo ciò che aveva detto il misso di
                <persName>Roberto Sanseverino</persName>
                all’oratore ferrarese sulla “disposizione” dei fiorentini.
              </p>
              <p>Castiglioni fa presente al sovrano che il duca è pronto, anche con gli armigeri ma non sa come muoversi data la testardaggine dei fiorentini.</p>
              <p>
                Ferrante non dubita del duca ma è preoccupato per i fiorentini e dice di non aver visto da nessun lato i fatti ma solo buone parole, mentre
                <persName>Innocenzo VIII</persName>
                si stava preparando alla guerra, dopo aver emanato una bolla contro di lui. Il pontefice si sente al sicuro, data l’inerzia del duca e dei fiorentini: la Lega non è stata in grado di bloccare il transito al Sanseverino. Il re è afflitto per la situazione e l’ambasciatore, quindi, giustifica il suo signore.
              </p>
              <p>
                Ferrante, del resto, ha convocato il milanese e
                <persName>Giovanni Lanfredini</persName>
                per lamentarsi delle inadempienze dei loro signori: non aver bloccato il papa dall’inizio; non aver impedito il passaggio al Sanseverino; non aver assoldato gli
                <persName>Orsini</persName>
                e i
                <persName>Savelli</persName>
                ; non aver mosso guerra al papa. Tuttavia, ha molto apprezzato il reclutamento di
                <persName>Virginio Orsini</persName>
                . Si attenderà la decisione di
                <placeName>Firenze</placeName>
                circa l’arrivo di
                <persName>Francesco Gaddi</persName>
                .
              </p>
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        <date>1485-10-31</date>
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