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        <title>23.X.1485</title>
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          <resp>transcription by</resp>
          <name>Biagio Nuciforo</name>
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          <resp>main editor</resp>
          <name>Fulvio Delle Donne</name>
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      <publicationStmt>
        <publisher>BUP - Basilicata University Press</publisher>
        <pubPlace>Potenza</pubPlace>
        <date>2026</date>
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          <licence target="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/4.0/">Attribution-NonCommercial-ShareAlike 4.0 International (CC BY-NC-SA 4.0)</licence>
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          <bibl type="main_source">Archivio di Stato di Milano, Sforzesco Potenze Estere, Napoli. cartella 246</bibl>
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          <msIdentifier>
            <idno>ASM SPE, Napoli, 246, s.n.</idno>
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              <p>
                <persName role="mittente">Branda Castiglioni</persName>
                a
                <persName role="destinatario">Gian Galeazzo Maria Sforza</persName>
                ,
                <placeName>Napoli</placeName>
              </p>
              <p>
                <persName>Ferrante I</persName>
                ha avuto un colloquio con
                <persName>Pietro Guevara</persName>
                presso
                <placeName>Monteleone di Puglia</placeName>
                : gli ha chiesto dei baroni. Ha risposto che stanno bene e che sono indecisi sul nunzio da inviare a
                <placeName>Roma</placeName>
                . Detto ciò, Branda ha riferito dell’incontro avuto con
                <persName>Pirro del Balzo</persName>
                : tutto prosegue bene ma bisogna rassicurare
                <persName>Girolamo Sanseverino</persName>
                . Il re dice di aver raggiungo un accordo, tramite il gran siniscalco, con il principe di Bisignano e
                <persName>Francesco Coppola</persName>
                : si incontreranno a
                <placeName>Sarno</placeName>
                . L’ambasciatore, rivolgendosi al re, afferma che, una volta risolta la questione dei baroni, non avrebbe più dovuto preoccuparsi di
                <persName>Innocenzo VIII</persName>
                o di
                <persName>Roberto Sanseverino</persName>
                .
                <persName>Antonello Petrucci</persName>
                pensa, tuttavia, che i fatti de
                <placeName>L’Aquila</placeName>
                siano gravi e destino molta preoccupazione. La popolazione è fedele alla corona ma, oltre alla perdita della reputazione, questa ha trasferito la dogana delle pecore a Roma, poiché non può pascolare in
                <placeName>Puglia</placeName>
                , facendo perdere al sovrano la relativa entrata di 80000 ducati l’anno.
              </p>
              <p>
                Il diplomatico è dubbioso: non si fida della situazione e dei baroni. I nobili temporeggiano troppo e teme che stiano attendendo l’arrivo del Sanseverino. Spera, del resto, che non si rivelino tutti traditori.
                <persName>Raimondina del Balzo Orsini</persName>
                , madre del principe di Salerno, essendo una donna saggia, ha consigliato al suo primogenito di non lasciarsi trascinare in congiure e macchinazioni. La situazione è, quindi, incerta.
              </p>
              <p>Dopo essersi congratulato col re per gli accordi raggiunti, Branda lo conforta: qualora i baroni dovessero sollevarsi, il duca sarà pronto ad aiutarlo e sostenerlo. Ferrante, tuttavia, è adirato perché i veneziani hanno ingannato lo Sforza, dando licenza al Sanseverino. Secondo lui, questi sperano che il papa riesca a togliergli parte del regno, in modo da poterla avere per loro. Sollecita allora il duca e i fiorentini a muoversi contro il pontefice.</p>
              <p>
                L’ambasciatore di
                <persName>Ercole d’Este</persName>
                giustifica il suo signore per il passaggio del Sanseverino, poiché era stato costretto da accordi pregressi.
              </p>
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              <p>macchia di umidità</p>
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        <date>1485-10-23</date>
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