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        <title>23.X.1485</title>
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          <resp>transcription by</resp>
          <name>Biagio Nuciforo</name>
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          <resp>main editor</resp>
          <name>Fulvio Delle Donne</name>
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      </titleStmt>
      <publicationStmt>
        <publisher>BUP - Basilicata University Press</publisher>
        <pubPlace>Potenza</pubPlace>
        <date>2026</date>
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          <licence target="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/4.0/">Attribution-NonCommercial-ShareAlike 4.0 International (CC BY-NC-SA 4.0)</licence>
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        <listBibl>
          <bibl type="main_source">Archivio di Stato di Milano, Sforzesco Potenze Estere, Napoli. cartella 246</bibl>
        </listBibl>
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          <msIdentifier>
            <idno>ASM SPE, Napoli, 246, s.n.</idno>
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          <msContents>
            <summary>
              <p>
                <persName role="mittente">Branda Castiglioni</persName>
                a
                <persName role="destinatario">Gian Galeazzo Maria Sforza</persName>
                ,
                <placeName>Napoli</placeName>
              </p>
              <p>
                Ha ricevuto, sul cammino per
                <placeName>Melfi</placeName>
                , le lettere dell’8 e 11 ottobre, circa la licenza concessa da
                <placeName>Venezia</placeName>
                a
                <persName>Roberto Sanseverino</persName>
                e sulla relativa partenza verso il regno con 40 squadre: attraverso il Po a
                <placeName>Ficarolo</placeName>
                e percorrendo la via di
                <placeName>Ferrara</placeName>
                per trasferirsi in
                <placeName>Romagna</placeName>
                .
              </p>
              <p>
                I fiorentini non hanno intenzione di muovere guerra contro
                <persName>Innocenzo VIII</persName>
                .
              </p>
              <p>
                L’ambasciatore ha incontrato il sovrano: ha espresso il suo cordoglio per la morte del figlio
                <persName>Giovanni d’Aragona</persName>
                , cercando di consolarlo. Anche il duca è addolorato per la morte del cardinale e il re lo ringrazia per l’affetto.
              </p>
              <p>
                Branda ha letto le lettere dello Sforza nelle quali si rattristava per la volontà dei fiorentini di non attaccare il papa, nonostante la proposta di inviare armigeri reali. Sono state, quindi, letti i dispacci di risposta dei fiorentini e quanto era stato operato a Roma dal duca, mostrando la volontà del duca di aiutare il re:
                <persName>Ferrante I</persName>
                ha urgente bisogno di aiuti da parte della Lega e ricorda che una sua sconfitta potrebbe portare conseguenze negative anche sui loro stati. Spera, dunque, che i fiorentini si decidano ad agire: la partenza del Sanseverino potrà portare solo danni. La guerra contro il papa è, a questo punto, inevitabile.
              </p>
              <p>
                <persName>Antonello Petrucci</persName>
                informa il re dell’arrivo di altre lettere da
                <placeName>Firenze</placeName>
                inviate da
                <persName>Marino Tomacelli</persName>
                : la repubblica non intende attaccare il papa ma desidera aiutare il re in altri modi, anche economicamente. Branda ribadisce che il duca ha fatto tutto il possibile per impedire il transito al Sanseverino, anche con le armi presidiando l’Oglio e la zona di
                <placeName>Parma</placeName>
                , dove sarebbe probabilmente passato. Ha offerto anche uomini d’arme a
                <persName>Ercole d’Este</persName>
                , il quale tuttavia non poteva bloccare il condottiero a causa di un breve apostolico. Lo Sforza, del resto, non poteva combatterlo perché il suo ducato non confinava direttamente con i territori pontifici.
              </p>
              <p>
                D’altronde, l’aiuto economico non è molto utile e, dato che
                <persName>Ludovico Sforza</persName>
                e suo nipote si sono già attivati militarmente, si spera che i fiorentini cambino idea, accettando le 10 squadre offerte dal sovrano. Ferrante invierà
                <persName>Francesco Gaddi</persName>
                a
                <placeName>Milano</placeName>
                per mettere in atto il piano e invita il duca a sollecitare ancora una volta Firenze.
              </p>
              <p>
                <persName>Francesco Galeota</persName>
                è stato inviato a Venezia.
              </p>
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              <p>macchia di umidità</p>
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        <date>1485-10-23</date>
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