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        <title>12.X.1485</title>
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          <resp>transcription by</resp>
          <name>Biagio Nuciforo</name>
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          <resp>main editor</resp>
          <name>Fulvio Delle Donne</name>
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      <publicationStmt>
        <publisher>BUP - Basilicata University Press</publisher>
        <pubPlace>Potenza</pubPlace>
        <date>2026</date>
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          <licence target="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/4.0/">Attribution-NonCommercial-ShareAlike 4.0 International (CC BY-NC-SA 4.0)</licence>
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          <bibl type="main_source">Archivio di Stato di Milano, Sforzesco Potenze Estere, Napoli. cartella 246</bibl>
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            <idno>ASM SPE, Napoli, 246, s.n.</idno>
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              <p>
                <persName role="mittente">Gian Galeazzo Maria Sforza</persName>
                a
                <persName role="destinatario">Branda Castiglioni</persName>
                ,
                <placeName>Abbiategrasso</placeName>
              </p>
              <p>
                Risponde alle lettere del 28, 29 e 30 settembre, circa il trattato dei baroni e il blocco del passaggio di
                <persName>Roberto Sanseverino</persName>
                , poiché
                <persName>Ferrante I</persName>
                ha molti dubi sui baroni e, in particolare, su
                <persName>Innocenzo VIII</persName>
                . Ha ricevuto, dunque, anche la nota datagli da
                <persName>Federico d’Aragona</persName>
                in nome di suo padre, circa la sua partenza per
                <placeName>Matera</placeName>
                e il relativo trattato dei baroni. Il duca suggerisce di non prestare molta fede all’accordo e di restare pronto nel caso in cui non dovesse avere luogo: il re, con la sua saggezza, riuscirà a capire gli inganni. Gli uomini d’arme richiesti dal sovrano sono pronti ad intervenire in caso di necessità. Il duca ha messo in sicurezza i propri confini e
                <persName>Francesco II Gonzaga</persName>
                ha rifiutato la richiesta del pontefice di lasciar passare il Sanseverino.
                <placeName>Venezia</placeName>
                non può negare la licenza al condottiero e a
                <persName>Ercole d’Este</persName>
                , a causa di un breve apostolico, non potrà negargli il transito. Bisognerà, dunque, trovare altre soluzioni. Il duca e i fiorentini uniranno le loro forze per proteggere il regno e, a tal proposito, invita il sovrano a sollecitare la comunità medicea.
                <persName>Ludovico Sforza</persName>
                si recherà personalmente nella zona di
                <placeName>Parma</placeName>
                per controllare le genti d’arme. Intende, d’altro canto, far confessare il papa circa le minacce perpetrate, su suo ordine, da
                <persName>Giovanni della Rovere</persName>
                a
                <persName>Pietro Giampaolo Cantelmo</persName>
                e a
                <persName>Antonella d’Aquino</persName>
                : vuole cercare di fargli capire la gravità delle sue azioni. In questo caso, il re e i suoi alleati saranno giustificati nel combattere il pontefice. Scriverà, su questo argomento, a
                <persName>Leonardo Botta</persName>
                .
              </p>
              <p>A proposito dell’assoldamento dei baroni romani, ritiene opportuno, come detto, iniziare a prepararsi per trovare una soluzione.</p>
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        <date>1485-10-12</date>
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