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      <titleStmt>
        <title>28.IX.1485</title>
        <author />
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          <resp>transcription by</resp>
          <name>Biagio Nuciforo</name>
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          <resp>main editor</resp>
          <name>Fulvio Delle Donne</name>
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      </titleStmt>
      <publicationStmt>
        <publisher>BUP - Basilicata University Press</publisher>
        <pubPlace>Potenza</pubPlace>
        <date>2026</date>
        <availability>
          <licence target="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/4.0/">Attribution-NonCommercial-ShareAlike 4.0 International (CC BY-NC-SA 4.0)</licence>
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      </publicationStmt>
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        <listBibl>
          <bibl type="main_source">Archivio di Stato di Milano, Sforzesco Potenze Estere, Napoli. cartella 246</bibl>
        </listBibl>
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          <msIdentifier>
            <idno>ASM SPE, Napoli, 246, s.n.</idno>
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          <msContents>
            <summary>
              <p>
                <persName role="mittente">Branda Castiglioni</persName>
                a
                <persName role="destinatario">Gian Galeazzo Maria Sforza</persName>
                ,
                <placeName>Foggia</placeName>
                ,
                <date>28 settembre 1485</date>
              </p>
              <p>vedi 51</p>
              <p>
                <persName role="mittente">Branda Castiglioni</persName>
                a
                <persName role="destinatario">Gian Galeazzo Maria Sforza</persName>
                ,
                <placeName>Foggia</placeName>
                ,
                <date>29 settembre 1485</date>
              </p>
              <p>vedi 52</p>
              <p>
                <persName role="mittente">Branda Castiglioni</persName>
                a
                <persName role="destinatario">Gian Galeazzo Maria Sforza</persName>
                ,
                <placeName>Foggia</placeName>
                ,
                <date>30 settembre 1485</date>
              </p>
              <p>vedi 53</p>
              <p>
                <persName role="mittente">Giovan Francesco Oliva</persName>
                a
                <persName role="destinatario">Gian Galeazzo Maria Sforza</persName>
                ,
                <placeName>Roma</placeName>
                ,
                <date>[…] settembre 1485</date>
              </p>
              <p>
                Riferisce circa la perseveranza di
                <persName>Innocenzo VIII</persName>
                nella sua intenzione di voler aiutare i baroni a ribellarsi contro Ferrante I. Il papa è certo che il duca non gli muova guerra per impedire che i suoi sudditi siano puniti e dice di non avere più la dovuta obbedienza da parte degli stati italiani. Il consiglio si terrà: a tal proposito,
                <persName>Carlo VIII</persName>
                invita il pontefice a farlo ad
                <placeName>Avignone</placeName>
                .
              </p>
              <p>
                Il conte
                <persName>Giulio Orsini</persName>
                è stato chiamato a Roma per unirsi alla sua famiglia: il papa ha già radunato 2000 fanti per iniziare il conflitto, mentre il re dispone solo di 35 squadre.
              </p>
              <p>
                <persName>Giuliano della Rovere</persName>
                è tornato a Roma con i figli del conte
                <persName>Francesco Mareri</persName>
                , dopo aver rifornito
                <placeName>Terranova</placeName>
                , riferendo di aver parlato con
                <persName>Antonello Sanseverino</persName>
                : Oliva pensa che abbia mentito.
              </p>
              <p>
                Il cardinale della Rovere ha ritardato la sua partenza per parlare con il cardinale
                <persName>Ascanio Maria Sforza</persName>
                .
              </p>
              <p>
                La sera precedente sono giunti due rappresentanti de
                <placeName>L’Aquila</placeName>
                che hanno chiesto di portare il loro bestiame nelle terre della Chiesa per poterlo salvare.
              </p>
              <p>
                È stato riferito ad
                <persName>Aniello Arcamone</persName>
                che i medici non vogliono che
                <persName>Giovanni d’Aragona</persName>
                sia disturbato, in quanto è stato colpito dalla febbre, probabilmente quartana.
              </p>
              <p>
                <persName role="mittente">Leonardo Botta</persName>
                a
                <persName role="destinatario">Gian Galeazzo Maria Sforza</persName>
                ,
                <placeName>Roma</placeName>
                ,
                <date>5 ottobre 1485</date>
              </p>
              <p>
                Stesso argomento del primo punto della lettera di
                <persName>Giovan Francesco Oliva</persName>
                .
              </p>
              <p>
                <persName role="mittente">Leonardo Botta</persName>
                a
                <persName role="destinatario">Gian Galeazzo Maria Sforza</persName>
                ,
                <placeName>Roma</placeName>
                ,
                <date>5 ottobre 1485</date>
              </p>
              <p>
                Arrivo a
                <placeName>Roma</placeName>
                dei figli del conte di Mareri, i quali sono stati con
                <persName>Alfonso d’Aragona</persName>
                e, dopo averlo insultato, sono partiti. Si dice che il papa gli abbia donato meno di 100 ducati.
              </p>
              <p>Il cardinale della Rovere si era recato a Gaeta per qualche accordo segreto ma è stato scoperto.</p>
              <p>Circa i due cittadini aquilani.</p>
              <p>
                <persName role="mittente">Ascanio Maria Sforza</persName>
                a
                <persName role="destinatario">Gian Galeazzo Maria Sforza</persName>
                ,
                <placeName>Roma</placeName>
                ,
                <date>5 ottobre 1485</date>
              </p>
              <p>Non sono stati adottati nuovi provvedimenti per i cavallari.</p>
              <p>
                <persName role="mittente">Ascanio Maria Sforza</persName>
                a
                <persName role="destinatario">Gian Galeazzo Maria Sforza</persName>
                ,
                <placeName>Roma</placeName>
                ,
                <date>5 ottobre 1485</date>
              </p>
              <p>Riferisce di essere migliorato ma è ancora convalescente.</p>
              <p>
                <persName role="mittente">Ascanio Maria Sforza</persName>
                a
                <persName role="destinatario">Gian Galeazzo Maria Sforza</persName>
                ,
                <placeName>Roma</placeName>
                ,
                <date>[...] ottobre 1485</date>
              </p>
              <p>
                <persName>Girolamo Sanseverino</persName>
                è giunto a
                <placeName>Roma</placeName>
                , concedendo due castelli al papa, mentre Ferrante è stato attaccato in
                <placeName>Puglia</placeName>
                . Inoltre, sono stati firmati i capitoli da
                <persName>Innocenzo VIII</persName>
                e dai baroni ma, secondo lo Sforza, è tutta una menzogna.
              </p>
              <p>
                <persName role="mittente">Lorenzo Nozanica</persName>
                a
                <persName role="destinatario">Gian Galeazzo Maria Sforza</persName>
                ,
                <placeName>[...]</placeName>
                ,
                <date>8 ottobre 1485</date>
              </p>
              <p>
                <persName>Francesco II Gonzaga</persName>
                ha ricevuto
                <persName>Ercole d’Este</persName>
                , il quale gli ha riferito dell’arrivo di un messo pontificio giunto per ordinare, in nome del papa, di lasciar passare
                <persName>Roberto Sanseverino</persName>
                . Il duca di Ferrara ha risposto di essere pronto ad obbedire e si scusa per non aver avvisato il marchese e gli altri confederati.
              </p>
              <p>
                È arrivato
                <persName>Gaspare Toscano</persName>
                , recante con sé lettere credenziali di
                <persName>Ibleto Fieschi</persName>
                e del papa indirizzate al marchese: invia una copia al duca Sforza. Il pontefice chiede al Gonzaga di lasciare libero il passaggio al Sanseverino: il Gonzaga risponde di dover consultare prima il duca di Milano, in quanto legato a lui e al suo stato. Toscano ha, del resto, riferito che
                <placeName>Venezia</placeName>
                aveva dato la licenza di partire al Sanseverino, concedendogli un’entrata di 4000 ducati e una provvigione annuale per sua moglie di 2000 ducati. Hanno, inoltre, offerto 8000 ducati a Gaspare e
                <persName>Antonio Maria Sanseverino</persName>
                .
              </p>
              <p>Il condottiero riceve, oltretutto, una provvigione annua dal papa di circa 120000 ducati e di circa 5000 dai baroni e ha a sua disposizione circa 90 squadre pontificie. Come se non bastasse, i ribelli hanno anche diviso i feudi regi da spartirsi: al veneziano spetterebbe il principato di Taranto con un’entrata di 50000 ducati.</p>
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          </msContents>
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    </fileDesc>
    
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  <text>
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      <docDate>
        <date>1485-09-28</date>
      </docDate>
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