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        <title>24.IX.1485</title>
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          <resp>transcription by</resp>
          <name>Biagio Nuciforo</name>
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          <resp>main editor</resp>
          <name>Fulvio Delle Donne</name>
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        <publisher>BUP - Basilicata University Press</publisher>
        <pubPlace>Potenza</pubPlace>
        <date>2026</date>
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          <licence target="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/4.0/">Attribution-NonCommercial-ShareAlike 4.0 International (CC BY-NC-SA 4.0)</licence>
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          <bibl type="main_source">Archivio di Stato di Milano, Sforzesco Potenze Estere, Napoli. cartella 246</bibl>
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            <idno>ASM SPE, Napoli, 246, s. n.</idno>
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                <persName role="mittente">Branda Castiglioni</persName>
                a
                <persName role="destinatario">Gian Galeazzo Maria Sforza</persName>
                ,
                <placeName>Foggia</placeName>
              </p>
              <p>
                È giunto un nunzio turco, che ha esposto in presenza del re e degli oratori, portando i saluti di
                <persName>Bajazet II</persName>
                : riferisce che il suo sultano intende essere alleato di
                <persName>Ferrante I</persName>
                e dei suoi alleati e nemico dei suoi nemici. Ha, quindi, portato in dono al re, due cani turchi, un pezzo di cammellotto, due selle con briglie e, alla regina, due panni di reno, due pianelle e scarpe alla turca. Il sovrano si è, quindi, ritirato in camera privata con il diplomatico per circa un quarto d’ora. L'oratore, in realtà, non veniva direttamente in nome del sultano ma del Sangiacco di Valona. Il suo signore era venuto a conoscenza dell’intenzione di Ferrante di inviare un suo oratore presso di lui e, preoccupato per il ritardo, ha voluto accertarsi del motivo. Lo invita, dunque, a mandargli un suo ambasciatore.
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        <date>1485-09-24</date>
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