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        <title>23.IX.1485</title>
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          <resp>transcription by</resp>
          <name>Biagio Nuciforo</name>
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          <resp>main editor</resp>
          <name>Fulvio Delle Donne</name>
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      <publicationStmt>
        <publisher>BUP - Basilicata University Press</publisher>
        <pubPlace>Potenza</pubPlace>
        <date>2026</date>
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          <licence target="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/4.0/">Attribution-NonCommercial-ShareAlike 4.0 International (CC BY-NC-SA 4.0)</licence>
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          <bibl type="main_source">Archivio di Stato di Milano, Sforzesco Potenze Estere, Napoli. cartella 246</bibl>
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            <idno>ASM SPE, Napoli, 246, s. n.</idno>
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              <p>
                <persName role="mittente">Branda Castiglioni</persName>
                a
                <persName role="destinatario">Gian Galeazzo Maria Sforza</persName>
                ,
                <placeName>Foggia</placeName>
              </p>
              <p>
                <persName>Ferrante I</persName>
                e
                <persName>Federico d’Aragona</persName>
                hanno discusso a lungo circa la questione dei baroni, ritenendo che fosse una situazione disperata.
                <persName>Bartolomeo Veri</persName>
                e
                <persName>Antonio d’Alessandro</persName>
                sono tornati per dimostrare la disponibilità di
                <persName>Pirro del Balzo</persName>
                e
                <persName>Pietro Guevara</persName>
                di prestare fedeltà al re. I due hanno riferito di poter concludere gli accordi entro 4 giorni. Nel frattempo, aspetteranno
                <persName>Girolamo Sanseverino</persName>
                a
                <placeName>Miglionico</placeName>
                . Firmeranno, dunque, i capitoli della conclusione. Il re, non fidandosi, ha ordinato ai due oratori di riferire con certezza l’avvenuta firma dei capitoli, essendo stato più volte ingannato: il principe di Altamura, infatti, aveva promesso, tramite un nunzio, che avrebbe prestato giuramento, dopo la firma dei capitoli da parte del sovrano. Tra gli accordi, vi era quello di unire in matrimonio il principe di Altamura con una figlia illegittima del re,
                <persName>Lucrezia d’Aragona</persName>
                , già promessa a
                <persName>Guidobaldo da Montefeltro</persName>
                , duca d’Urbino. Del resto, Pirro non aveva mantenuto la parola. Come richiesto dai baroni, ha inviato, presso di loro,
                <persName>Antonello Petrucci</persName>
                e
                <persName>Francesco Coppola</persName>
                , conte di Sarno. I baroni, del resto, stanno proseguendo con gli accordi, poiché non ricevono aiuto da Venezia,
                <persName>Roberto Sanseverino</persName>
                e, di conseguenza, da
                <persName>Innocenzo VIII</persName>
                . Federico ha saputo, inoltre, che un nunzio di Pirro si è recato a
                <placeName>Venezia</placeName>
                per chiedere aiuto militare, senza successo. La Serenissima non concederà
                <persName>Roberto Sanseverino</persName>
                per rispetto nei confronti del duca.
              </p>
              <p>
                È giunto un ambasciatore turco con 5 cavalli, che dice di essere partito da 40 giorni: probabilmente, non dice la verità. È possibile che sia stato inviato dal sangiacco di
                <placeName>Valona</placeName>
                per controllare i movimenti dei baroni: non si comprende il motivo.
              </p>
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        <date>1485-09-23</date>
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