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        <title>4.IX.1485</title>
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          <resp>transcription by</resp>
          <name>Biagio Nuciforo</name>
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          <resp>main editor</resp>
          <name>Fulvio Delle Donne</name>
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        <publisher>BUP - Basilicata University Press</publisher>
        <pubPlace>Potenza</pubPlace>
        <date>2026</date>
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          <licence target="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/4.0/">Attribution-NonCommercial-ShareAlike 4.0 International (CC BY-NC-SA 4.0)</licence>
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          <bibl type="main_source">Archivio di Stato di Milano, Sforzesco Potenze Estere, Napoli. cartella 246</bibl>
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            <idno>ASM SPE, Napoli, 246, s. n.</idno>
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                <persName role="mittente">Branda Castiglioni</persName>
                a
                <persName role="destinatario">Gian Galeazzo Maria Sforza</persName>
                ,
                <placeName>Napoli</placeName>
              </p>
              <p>
                Il duca, attraverso alcune lettere, ha fatto sapere di appoggiare
                <persName>Ferrante I</persName>
                e
                <persName>Alfonso d’Aragona</persName>
                , duca di Calabria, sulla questione dei baroni, in quanto uniti dal sangue. Come scritto nel post scriptum, Branda si è recato prima da
                <persName>Ippolita Maria Sforza</persName>
                per leggere le lettere del duca, suo nipote: gli comunica tutto il suo affetto e, nell’udire quelle amorevoli parole, la duchessa si è commossa, riferendo che sul caso dei baroni non ha avuto altre informazioni. Branda e Ippolita, in presenza di Alfonso, hanno avuto udienza col re e la regina
                <persName>Giovanna d’Aragona</persName>
                per esporgli il contenuto delle missive: Gian Galeazzo esprime il suo affetto nei confronti del re e della sua famiglia, prestando fedeltà in questo periodo di crisi, come è avvenuto in passato con i suoi genitori e con le unioni avvenute tra le due famiglie, come quella sancita tra lui e la figlia del duca di Calabria,
                <persName>Isabella d’Aragona</persName>
                . In più, lo ringrazia per aiutarlo nella salvaguardia del ducato. Ferrante, contentissimo per le parole del duca, esprime affetto reciproco e lo ringrazia per l'aiuto, aggiungendo che la rovina di uno dei due stati porterà, come inevitabile conseguenza, la desolazione dell’altro. Il sovrano, dunque, indice, per il giorno seguente, un’udienza con tutti gli oratori per esporre nuovamente il contenuto delle lettere , in modo che gli ambasciatori possano ammirare la bontà, l’affetto e la fedeltà del duca.
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        <date>1485-09-04</date>
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