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        <title>17.VIII.1485</title>
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          <resp>transcription by</resp>
          <name>Biagio Nuciforo</name>
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          <resp>main editor</resp>
          <name>Fulvio Delle Donne</name>
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        <publisher>BUP - Basilicata University Press</publisher>
        <pubPlace>Potenza</pubPlace>
        <date>2026</date>
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          <licence target="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/4.0/">Attribution-NonCommercial-ShareAlike 4.0 International (CC BY-NC-SA 4.0)</licence>
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          <bibl type="main_source">Archivio di Stato di Milano, Sforzesco Potenze Estere, Napoli. cartella 246</bibl>
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            <idno>ASM SPE, Napoli, 246, s. n.</idno>
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                <persName role="mittente">Branda Castiglioni</persName>
                a
                <persName role="destinatario">Gian Galeazzo Maria Sforza</persName>
                ,
                <placeName>Napoli</placeName>
              </p>
              <p>
                <persName>Antonello Petrucci</persName>
                ha ricevuto l’ordine da
                <persName>Ferrante I</persName>
                di parlare con Branda a casa sua per dirgli che
                <persName>Antonello Sanseverino</persName>
                e gli altri baroni hanno detto e dimostrato di voler venire a Napoli per prestare obbedienza al sovrano. Forse, si pentiranno di venire per ordine del re il 23 agosto ma hanno dato la loro parola a
                <persName>Francesco d’Aragona (frate)</persName>
                . Probabilmente, sono agli ordini di alcuni nemici del re: i primi sospettati sono i veneziani e il papa. Per questa ragione, il segretario chiede al duca di aiutare il re, in caso di ribellione, con le sue genti d’arme. Branda ritiene che i timori siano fondati. L’ambasciatore si è, dunque, recato dal duca
                <persName>Alfonso d’Aragona</persName>
                per la condotta di
                <persName>Giovanni Sforza</persName>
                , signore di Pesaro: la proroga è stata necessaria perché prima dovevano essere pagate le genti d’arme e rafforzati i castelli per il sospetto nutrito verso i baroni. L’ambasciatore rassicura il segretario dicendogli che il duca non mancherà di aiutare il sovrano in caso di necessità. Il Petrucci prega, nuovamente, il duca di aiutare il re poiché la situazione è rischiosa: i dubbi sui baroni sono fortissimi. A tal proposito, il re invierà
                <persName>Giovanni d’Aragona</persName>
                a
                <placeName>Roma</placeName>
                .
              </p>
              <p>
                Castiglioni informa lo Sforza sull’arrivo di un uomo di
                <persName>Mattia Corvino</persName>
                , che ha gioito col re per la presa di
                <placeName>Vienna</placeName>
                . Tuttavia, non ha fatto menzione del matrimonio contratto tra
                <persName>Giovanni Corvino</persName>
                e
                <persName>Bianca Maria Sforza</persName>
                , probabilmente perché non è a conoscenza dei fatti, in quanto è partito dall’Ungheria da due mesi.
              </p>
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        <date>1485-08-17</date>
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