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        <title>22.XI.1485</title>
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          <resp>transcription by</resp>
          <name>Biagio Nuciforo</name>
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          <resp>main editor</resp>
          <name>Fulvio Delle Donne</name>
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      <publicationStmt>
        <publisher>BUP - Basilicata University Press</publisher>
        <pubPlace>Potenza</pubPlace>
        <date>2026</date>
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          <licence target="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/4.0/">Attribution-NonCommercial-ShareAlike 4.0 International (CC BY-NC-SA 4.0)</licence>
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          <bibl type="main_source">Archivio di Stato di Milano, Sforzesco Potenze Estere, Napoli. cartella 246</bibl>
        </listBibl>
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          <msIdentifier>
            <idno>ASM SPE, Napoli, 246, s.n.</idno>
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          <msContents>
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              <p>
                <persName role="mittente">Branda Castiglioni</persName>
                a
                <persName role="destinatario">Gian Galeazzo Maria Sforza</persName>
                ,
                <placeName>Napoli</placeName>
              </p>
              <p>
                Circa le bandiere della Chiesa esposte a
                <placeName>Salerno</placeName>
                . Pare che siano stati catturati
                <persName>Antonello Petrucci</persName>
                e
                <persName>Giovanni Pou</persName>
                .
              </p>
              <p>
                A Salerno, appena tornato, il vescovo
                <persName>Fabrizio Guarna</persName>
                ha benedetto le bandiere sul pulpito preparato nella piazza della chiesa. Il
                <persName>frate Domenico</persName>
                , mandato da
                <persName>Roberto Sanseverino</persName>
                , ha fatto un sermone al popolo per esortarlo alla rivolta, calunniando
                <persName>Ferrante I</persName>
                : ha continuato, asserendo che
                <persName>Innocenzo VIII</persName>
                , mosso da compassione, ha accolto la richiesta di aiuto di
                <persName>Antonello Sanseverino</persName>
                e degli altri baroni. Dopo la predica, il clero ha intonato il Te Deum e il principe di Salerno, con altri 20 uomini, ha portato le bandiere benedette a un tal
                <persName>Tommaso</persName>
                , accompagnato dal suono di trombe e pifferi.
              </p>
              <p>
                <persName>Federico d’Aragona</persName>
                , Petrucci e Pou sono stati catturati: è stata una mossa a lungo premeditata e sembra una finzione. Ferrante ha detto a Branda e a
                <persName>Giovanni Lanfredini</persName>
                di restare neutrale per il momento. Il re è sicuro del rilascio del suo segretario perché suo figlio
                <persName>Giovanni Antonio Petrucci</persName>
                , conte di Policastro, è stato promesso a
                <persName>Sveva Sanseverino</persName>
                , figlia di
                <persName>Barnaba Sanseverino</persName>
                , conte di Laurìa. Invece, l’altro figlio del segretario,
                <persName>Francesco Petrucci</persName>
                , dopo aver saputo della cattura del padre, è scappato.
                <persName>Mosca di Rinaldo</persName>
                , con 25 fanti, e
                <persName>Marino Brancaccio</persName>
                lo hanno catturato presso
                <placeName>Sessa Aurunca</placeName>
                , nonostante la rivolta di
                <placeName>Carinola</placeName>
                .
              </p>
              <p>
                <persName>Pietro Guevara</persName>
                , dopo aver tolto le bandiere a Salerno, è tornato nella sua terra, riuscendo a sfuggire agli uomini del re.
              </p>
              <p>
                Gli abitanti di
                <placeName>Acerra</placeName>
                , terra di
                <persName>Pirro del Balzo</persName>
                , hanno deciso di arrendersi e il re, per evitare qualsiasi rischio, ha inviato lì 200 fanti.
              </p>
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              <p>Carta logora</p>
              <p>Macchia di umidità</p>
              <p>Trascrizione moderna annessa</p>
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        <date>1485-11-22</date>
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