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        <title>21.XI.1485</title>
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          <resp>transcription by</resp>
          <name>Biagio Nuciforo</name>
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          <resp>main editor</resp>
          <name>Fulvio Delle Donne</name>
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      <publicationStmt>
        <publisher>BUP - Basilicata University Press</publisher>
        <pubPlace>Potenza</pubPlace>
        <date>2026</date>
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          <licence target="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/4.0/">Attribution-NonCommercial-ShareAlike 4.0 International (CC BY-NC-SA 4.0)</licence>
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          <bibl type="main_source">Archivio di Stato di Milano, Sforzesco Potenze Estere, Napoli. cartella 246</bibl>
        </listBibl>
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          <msIdentifier>
            <idno>ASM SPE, Napoli, 246, s.n.</idno>
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          <msContents>
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              <p>
                <persName role="mittente">Branda Castiglioni</persName>
                a
                <persName role="destinatario">Gian Galeazzo Maria Sforza</persName>
                ,
                <placeName>Napoli</placeName>
              </p>
              <p>
                Circa alcune lettere scritte a
                <persName>Stefano Taverna</persName>
                .
                <persName>Francesco Gaddi</persName>
                preme affinché sia pagata la condotta agli
                <persName>Orsini</persName>
                : bisogna pagare i 13000 ducati. Ferrante I, dati gli ultimi eventi, non è più d’accordo ad ingrossare l’esercito a
                <placeName>Roma</placeName>
                o a far unire le truppe di suo figlio
                <persName>Alfonso d’Aragona</persName>
                a quelle degli Orsini.
              </p>
              <p>
                Il re ha convocato Branda e
                <persName>Giovanni Lanfredini</persName>
                a Castel Capuano e, attraverso
                <persName>Antonio d’Alessandro</persName>
                e al cospetto di
                <persName>Ippolita Maria Sforza</persName>
                , ha fatto sapere che non concederà più di 8 giorni a
                <persName>Innocenzo VIII</persName>
                : dovrà restituire le terre. Per quanto riguarda i preparativi, si rimette al giudizio del duca di Calabria, a cui invierà la copia delle lettere che il duca ha inviato a
                <persName>Stefano Taverna</persName>
                . Il sovrano dice che, a causa delle minacce dei baroni, non potrà inviare i 1000 fanti: chiede al duca e ai fiorentini di pensarci. Branda ha riferito, dunque, al re che
                <placeName>Milano</placeName>
                è stata afflitta dalla peste e che il duca non ha i soldi per fare di più, oltre a quello che ha già fatto. Ferrante insiste chiedendo al duca di fare quel che può. A questo punto, il Castiglioni ha esortato il re ad accontentare gli Orsini, perché tutto dipende da loro: il sovrano dice di aver già provveduto. Il tutto è stato confermato dall’ambasciatore di
                <persName>Virginio Orsini</persName>
                ,
                <persName>messer Antonello</persName>
                , e da
                <persName>Andrea di Gennaro</persName>
                , uomo del duca Alfonso.
              </p>
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              <p>Carta logora</p>
              <p>Macchia di umidità</p>
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        <date>1485-11-21</date>
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