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        <title>11.XI.1485</title>
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          <resp>transcription by</resp>
          <name>Biagio Nuciforo</name>
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          <resp>main editor</resp>
          <name>Fulvio Delle Donne</name>
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      <publicationStmt>
        <publisher>BUP - Basilicata University Press</publisher>
        <pubPlace>Potenza</pubPlace>
        <date>2026</date>
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          <licence target="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/4.0/">Attribution-NonCommercial-ShareAlike 4.0 International (CC BY-NC-SA 4.0)</licence>
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          <bibl type="main_source">Archivio di Stato di Milano, Sforzesco Potenze Estere, Napoli. cartella 246</bibl>
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          <msIdentifier>
            <idno>ASM SPE, Napoli, 246, s.n.</idno>
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              <p>
                <persName role="mittente">Branda Castiglioni</persName>
                a
                <persName role="destinatario">Gian Galeazzo Maria Sforza</persName>
                ,
                <placeName>Napoli</placeName>
              </p>
              <p>
                Sono arrivate molte lettere, a causa del blocco e della sosta a
                <placeName>Roma</placeName>
                , come ha scritto il cardinale
                <persName>Ascanio Maria Sforza</persName>
                , il quale ha ordinato agli ufficiali della Chiesa di far passare i cavallari. Branda ha letto dell’arrivo di
                <persName>Francesco Galeota</persName>
                a
                <placeName>Ferrara</placeName>
                e dell’esempio della sua istruzione inviata dal duca, sottoponendola anche a
                <persName>Ferrante I</persName>
                , che ha molto apprezzato.
              </p>
              <p>
                Ha ricevuto le lettere in cui il duca riferiva di aver iniziato a pagare la condotta degli
                <persName>Orsini</persName>
                e di inviare a marzo 600 armigeri per ingrossare l’esercito, come concordato con
                <persName>Lorenzo de’ Medici</persName>
                . Inoltre, nelle stesse missive, lo Sforza ha dichiarato di aver scritto al Magnifico, inviandogli un foglio bianco firmato e sigillato per togliere l’obbedienza ad
                <persName>Innocenzo VIII</persName>
                e ritirare i diplomatici da Roma. Branda ha, dunque, informato il sovrano al cospetto degli oratori: il re ha ringraziato il duca ma non è d’accordo circa l’invio a marzo degli uomini d’arme, poiché a Roma sono già pronti alla guerra. Il sovrano ha affermato, del resto, che il popolo e i nobili potrebbero tradirlo non vedendo nessun preparativo per la guerra: vorrebbe mandare le truppe a
                <placeName>Firenze</placeName>
                in inverno. L’ambasciatore ha giustificato il suo signore con la mancanza di soldi, a causa della peste che ha colpito il ducato.
              </p>
              <p>
                Il re e Branda concordano con il duca: le lettere dovranno transitare sul territorio degli Orsini, fino ai confini con
                <placeName>Siena</placeName>
                , ponendo poste e cavallari. Il re ha chiesto al Castiglioni se sia necessario revocare
                <persName>Aniello Arcamone</persName>
                : il diplomatico ha detto di osservare quello che il duca aveva scritto al Magnifico circa la situazione degli oratori di Roma.
                <persName>Antonio d’Alessandro</persName>
                ha riferito al milanese che Ferrante renderà nota la sua decisione tramite lettere che invierà da
                <placeName>Nola</placeName>
                .
              </p>
              <p>Il sovrano asserisce che lui si occuperà della guerra intestina, mentre la Lega guerreggerà a Roma.</p>
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              <p>Cifra</p>
              <p>Decifrazione a 116</p>
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        <date>1485-11-11</date>
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