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      <titleStmt>
        <title>12.VIII.1485</title>
        <author />
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          <resp>transcription by</resp>
          <name>Biagio Nuciforo</name>
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          <resp>main editor</resp>
          <name>Fulvio Delle Donne</name>
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      </titleStmt>
      <publicationStmt>
        <publisher>BUP - Basilicata University Press</publisher>
        <pubPlace>Potenza</pubPlace>
        <date>2026</date>
        <availability>
          <licence target="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/4.0/">Attribution-NonCommercial-ShareAlike 4.0 International (CC BY-NC-SA 4.0)</licence>
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      </publicationStmt>
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        <listBibl>
          <bibl type="main_source">Archivio di Stato di Milano, Sforzesco Potenze Estere, Napoli. cartella 246</bibl>
        </listBibl>
        <msDesc>
          <msIdentifier>
            <idno>ASM SPE, Napoli, 246, s. n.</idno>
          </msIdentifier>
          <msContents>
            <summary>
              <p>
                <persName role="mittente">Branda Castiglioni</persName>
                a
                <persName role="destinatario">Gian Galeazzo Maria Sforza</persName>
                ,
                <placeName>Napoli</placeName>
                , 12 agosto 1485
              </p>
              <p>vedi 9</p>
              <p>
                <persName role="mittente">Branda Castiglioni</persName>
                a
                <persName role="destinatario">Gian Galeazzo Maria Sforza</persName>
                ,
                <placeName>Napoli</placeName>
                , 13 agosto 1485
              </p>
              <p>vedi 11</p>
              <p>
                <persName role="mittente">Ascanio Maria Sforza</persName>
                a
                <persName role="destinatario">Gian Galeazzo Maria Sforza</persName>
                ,
                <placeName>Roma</placeName>
                , 17 agosto 1485
              </p>
              <p>
                I quattro auditori hanno concesso sei giorni giuridici «ad producenda iura» agli
                <persName>Orsini</persName>
                e ai
                <persName>Colonna</persName>
                .
              </p>
              <p>
                I Colonna, sapendo di non ricevere una sentenza circa la restituzione delle terre confiscate, sperano che non si concluda con la restituzione del prezzo costato a
                <persName>Georges I d’Amboise</persName>
                , cardinale di Rouen. I Colonna, non possedendo il denaro necessario, hanno pregato il papa di raccomandarli al re, affinché restituisca XV mila ducati che questi pagarono per il contado di
                <placeName>Albi</placeName>
                . Tali soldi rappresentano la ragione per cui hanno dovuto vendere i loro castelli. Il pontefice ha accettato e scritto a
                <persName>Ferrante I</persName>
                .
              </p>
              <p>
                Il cardinale
                <persName>Pietro Foscari</persName>
                era andato ad
                <placeName>Orvieto</placeName>
                per evitare la peste ma si è ammalato gravemente fino a morire.
              </p>
              <p>
                Un suo cameriere è morto in casa di
                <persName>Ibleto Fieschi</persName>
                , mentre altre due persone sono state contagiate.
              </p>
              <p>
                La peste ha contaminato la residenza del prefetto di Roma,
                <persName>Giovanni della Rovere</persName>
                e, per questo, si è rifugiato ad
                <placeName>Ostia</placeName>
                .
              </p>
              <p>Il pontefice, per la sua porzione di 3000 ducati, ha ordinato di darne 800 al Malatesta per il suo prestito.</p>
              <p>
                <persName>Maurizio Cybo</persName>
                , fratello del papa, andrà a
                <placeName>Spoleto</placeName>
                per essere nominato governatore e castellano.
              </p>
              <p>
                È giunta la notizia che a
                <placeName>Senigallia</placeName>
                due imbarcazioni turche hanno preso alcune merci del prefetto.
              </p>
              <p>
                La sera precedente a Roma è giunto segretamente
                <persName>Luigi Bechetto</persName>
                e, per quanto ha inteso Leonardo Botta, ha avuto un’udienza col papa, presentandogli una copia dei capitoli di
                <persName>Roberto Sanseverino</persName>
                fatti con
                <persName>Filippo Eustachi</persName>
                e altre quattro lettere scritte dal castellano al Sanseverino. Bechetto ha cercato di giustificare le azioni di Roberto Sanseverino, asserendo che questo seppe del pericolo che correva il duca, incolpando
                <persName>Ludovico Sforza</persName>
                di averlo tradito e ingannato. Anche Leonardo Botta ha parlato col papa, circa la situazione di
                <placeName>Sarzana</placeName>
                e
                <placeName>Pietrasanta</placeName>
                . In seguito, è venuto a conoscenza dell’udienza del pontefice con un nunzio del Sanseverino, al fine di giustificare le sue azioni.
                <persName>Innocenzo VIII</persName>
                è dispiaciuto per la situazione e auspica la pace tra le parti in causa. Botta riferisce che purtroppo i comportamenti e le azioni condotte non permettono una facile riconciliazione.
              </p>
              <p>
                <persName role="mittente">Leonardo Botta</persName>
                a
                <persName role="destinatario">Gian Galeazzo Maria Sforza</persName>
                ,
                <placeName>Roma</placeName>
                , 17 agosto 1485
              </p>
              <p>
                Obbedisce agli ordini del duca: riferirà tutto appena avrà sentito l’opinione del papa circa la questione tra
                <placeName>Firenze</placeName>
                e
                <placeName>Genova</placeName>
                .
              </p>
              <p>
                <persName role="mittente">Ascanio Maria Sforza</persName>
                a
                <persName role="destinatario">Gian Galeazzo Maria Sforza</persName>
                ,
                <placeName>Roma</placeName>
                , 17 agosto 1485
              </p>
              <p>
                Ha ricevuto le lettere del 9 agosto e il mandato di
                <persName>Ludovico Sforza</persName>
                circa il trattato da fare con
                <persName>Innocenzo VIII</persName>
                per trovare l’accordo tra
                <placeName>Firenze</placeName>
                e
                <placeName>Genova</placeName>
                . Ha ordinato a
                <persName>Leonardo Botta</persName>
                di inviare subito l’ambasciatore fiorentino allontanatosi da Roma a causa della peste. I due, dopo il rientro del fiorentino, sono stati ricevuti dal pontefice. Informerà il duca e il Moro della conclusione.
              </p>
              <p>
                <persName role="mittente">Pandolfo IV Malatesta</persName>
                a
                <persName role="destinatario">Gian Galeazzo Maria Sforza</persName>
                ,
                <placeName>Rimini</placeName>
                , 19 agosto 1485
              </p>
              <p>Avvisa di aver ricevuto la lettera, attraverso la quale il duca lo avvisava sull’arrivo dell’ambasciatore veneziano.</p>
              <p>
                Si impegna per restituire il dovuto a
                <persName>Giovanni di Beulco</persName>
                .
              </p>
              <span type="notes" />
            </summary>
          </msContents>
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      <docDate>
        <date>1485-08-12</date>
      </docDate>
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