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      <titleStmt>
        <title>Instrumentum donationis di Adriana de Muro, detta Corona, a favore di Colello Nicola de Sublima, di Genzano</title>
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          <name>Giuseppe Russo</name>
          <resp>transcription by</resp>
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          <resp>mark-up by</resp>
          <name>Giuseppe Russo</name>
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          <resp>main editor</resp>
          <name>Fulvio Delle Donne</name>
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      <publicationStmt>
        <publisher>BUP - Basilicata University Press</publisher>
        <pubPlace>Potenza</pubPlace>
        <date>2025</date>
        <availability>
          <licence target="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/4.0/">Attribution-NonCommercial-ShareAlike 4.0 International (CC BY-NC-SA 4.0)</licence>
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          <bibl type="primary-source">BSNSP, Diplomatico, pergamene fondo Fusco 25, Potenza, segn. 10-BB-I-29 [A].</bibl>
          <bibl type="tradition" />
          <bibl type="bibliography">PEDIO, La vita a Potenza dai Normanni agli Aragonesi attraverso una inedita cronaca del sec. XVII ed un inedito codice diplomatico, doc. XXIX, pp. 150-151, riprodotto in ID., Potenza dai Normanni agli Aragonesi. Note ed appunti, doc. XXIX, pp. 43-44, sotto l’anno 1425 (regesto)</bibl>
          <bibl type="bibliography">FORTUNATO, Badie, feudi e baroni della valle di Vitalba, vol. III, Cartulario e Codice Potentino, p. 343, sotto l’anno 1425 (regesto)</bibl>
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        </listBibl>
        <msDesc>
          <msIdentifier>
            <idno>BSNSP, Diplomatico, pergamene fondo Fusco (25, Potenza)</idno>
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          <msContents>
            <summary>
              <p>La nobildonna Adriana de Muro, detta Corona, figlia del notaio Nicola de Palo e moglie del nobile Giacomo de Moritano, detto Piczamusti, abitante in Genzano, con il consenso dello stesso Giacomo, suo mundualdo, assegna a titolo di donazione a Colello Nicola de Sublima, di Genzano, suo figlio legittimo e naturale nato dal primo matrimonio contratto con Francesco Sublima de Calabra, tutti i suoi beni stabili parafernali posti dentro e fuori la predetta città di Genzano, dettagliatamente elencati.</p>
              <span type="notes" />
            </summary>
          </msContents>
          <physDesc>
            <objectDesc form="original">
              <p>Pergamena (mm 385x470) in cattivo stato di conservazione. Vistose macchie lasciate dall’umidità sono presenti sulla parte superiore del supporto. La stessa ha causato la putrefazione e la caduta di ampi brani pergamenacei. Sono presenti grossi fori dovuti all’azione di roditori, che intaccano sia lo specchio scrittorio sia il campo compreso tra le sottoscrizioni testimoniali e quello dove è riportata la notitia testium.</p>
            </objectDesc>
          </physDesc>
        </msDesc>
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  <text>
    <body>
      <docDate>
        <date>142[2, settembre 30]-142[3, luglio 31]</date>
      </docDate>
      <div type="protocollo">
        <p>
          † In Dey nomine, amen. Anno a nativitate ipsius millesimo quatricentesimo vicesimo […], regnante serenissima domina
          <persName key="Giovanna II d'Angiò-Durazzo" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q236933">Iohanna secunda</persName>
          , Dei gratia
          <placeName key="Ungheria" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q28">Hungarie</placeName>
          ,
          <placeName key="Gerusalemme" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q1218">Ierusalem</placeName>
          et
          <placeName key="Sicilia" ref=" https://www.wikidata.org/wiki/Q1460">Sicilie</placeName>
          ,
          <placeName key="Dalmazia" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q528042">Dalmatie</placeName>
          ,
          <placeName key="Croazia" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q224">Croatie</placeName>
          ,
          <placeName key="Rama, Dalmazia">Rame</placeName>
          ,
          <placeName key="Serbia" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q403">Servie</placeName>
          ,
          <placeName key="Regno di Galizia e Lodomeria" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q2396442">Galicie</placeName>
          ,
          <placeName key="Regno di Galizia e Lodomeria" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q2396442">Lodomerie</placeName>
          ,
          <placeName key="Cumania" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q1122052">Comanie</placeName>
          <placeName key="Bulgaria" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q219">Bulgarieque</placeName>
          regina,
          <placeName key="Provenza" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q101081">Provincie</placeName>
          et
          <placeName key="Forcalquier" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q104431">Forcalquerii</placeName>
          ac
          <placeName key="Piemonte" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q1216">Pedimontis</placeName>
          comitissa, regnorum vero eius anno nono, feliciter, amen, die ultimo mensis […, pri]me indictionis, /[apud terram]
          <placeName key="Genzano di Lucania" ref="https://it.wikipedia.org/Q52574">Genciani</placeName>
          <ref target="#Nfc1sy3fyy" type="integer" />
          .
        </p>
        <span type="notes">
          <note xml:id="Nfc1sy3fyy" type="integer">
            Genzano di Lucania Potenza. Per la località di Genzano preannuncio in questa sede il rinvenimento sul mercato dell'antiquariato online di una sconosciuto istrumento di donazione in pergamena del 13 aprile del 1339, rogato dal notaio Pantaleo di Lorenzo di Montesolicolo Monteserico in presenza del giudice ai contratti Domenico Montagnulo di Genzano, mediante il quale Filomena di Riccardo Russo di Genzano, con il consenso del marito, suo mundualdo, presente Giovanni de Tulbio Tolve, procuratore dei beni della chiesa di Santa Maria Annunziata di Genzano, dona a Elisabetta, badessa del monastero della predetta chiesa, un suo pastino sito nella terra di Genzano, avendo la predetta badessa concesso la sepoltura nella chiesa dell'Annunziata per Martuccio, figlio di Filomena, la quale, tuttavia, si riserva di godere dei frutti del pastino fin quando ella vivrà. L'atto di donazione è sottoscritto dal prete Roberto di mastro Andrea di Genzano, dal magister Roberto sarto, e con segno di croce dai testimoni analfabeti Giovanni Porto, Angelo Scarnato e Ruggero de Marco. La donazione del 1339 fu fatta a pochi anni dalla fondazione del convento delle Clarisse e della chiesa dell'Annunziata e, forse, Elisabetta potrebbe essere la prima badessa del monastero. Il monastero di Santa Chiara di Genzano fu edificato per volontà di Aquilina di Monteserico, vedova del miles Guglielmo de Bosco, signora di Genzano e Monteserico, su autorizzazione di frate Roberto, arcivescovo di Acerenza e del capitolo di Acerenza avuta il 26 maggio 1321, che concedono anche diritto di patronato ad Aquilina, la facoltà di poter nominare il sacerdote e l'esenzione per il monastero da ogni onere. Il documento originale è andato disperso ma ci è pervenuto in una copia notarile del 18 giugno 1867 che si conservava presso l'archivio delle monache clarisse di Genzano. Il 15 aprile del 1327 ci fu anche l'approvazione pontificia da parte di papa Giovanni XXII (cfr. PEDIO,
            <hi rend="italic">La Basilicata dalla caduta dell'Impero romano agli Angioini, V, La Basilicata da Roberto a Renato d'Angiò</hi>
            , p. 36 nota 87; M. BATTAGLINO,
            <hi rend="italic">Aquilina di Monteserico</hi>
            , con presentazione di F. Panarelli, Venosa 2008, pp. 3-22). Aquilina fece rogare il suo testamento il 14 aprile del 1327 (ivi, pp. 70-95; C. CHERUBINO,
            <hi rend="italic">Il testamento di Aquilina Sancia di Monte Serico 1327</hi>
            , Melfi s.d. [ma 1929]), ma morì pochi mesi prima del 27 dicembre del 1335, come si evince da un rogito contenente una dichiarazione rilasciata al notaio da Roberto Sanseverino, conte di Marsico, circa alcuni beni dotali depositati presso la stessa defunta Aquilina, sua nuora (S. SANTERAMO,
            <hi rend="italic">Codice Diplomatico Barlettano</hi>
            , Acquapendente 1931, II, doc. 150, pp. 225-226). Ella morì a Barletta, dove sin dal 1332 si era richiusa nel convento di Santa Chiara. Il monastero, che sembrava essere molto florido nel 1345, al punto di richiedere al pontefice che il numero delle monache fosse aumentato, come risulta da una lettera di papa Clemente VI dell'8 agosto di quell'anno (L. WADDING,
            <hi rend="italic">Annales minorum seu trium ordinum a S. Francisco Institutorum</hi>
            , Roma 1733, VII, pp. 569-570, n. XCVII), fu demolito nel 1349 e fatto ricostruire dal precitato Roberto Sanseverino su quello preesistente.
          </note>
        </span>
      </div>
      <div type="testo">
        <p>
          Nos
          <persName key="Petruccio de Franiculi, giudice">Petrucius de Franiculi</persName>
          de
          <placeName key="Genzano di Lucania" ref="https://it.wikipedia.org/Q52574">Genciano</placeName>
          ipsius terre ydiota annalis iudex,
          <persName key="Pietro, notaio di Palo">Petrus</persName>
          de notario […] de
          <placeName key="Palomonte" ref="https://it.wikipedia.org/Q81267">Palo</placeName>
          <ref target="#Nzwczqlgq3" type="integer" />
          , habitator eiusdem terre
          <placeName key="Genzano di Lucania" ref="https://it.wikipedia.org/Q52574">Genciani</placeName>
          puplicus ubique per totum regnum
          <placeName key="Sicilia" ref=" https://www.wikidata.org/wiki/Q1460">Sicilie</placeName>
          reginali auctoritate notarius et testes subscripti licterati et inlicterati ad hoc specialiter vocati et rogati presenti puplico instrumento notumfacimus et testandi fatemur quod predicto die in nostri presencia constituta nobilis mulier dompna
          <persName key="Adriana de Muro, detta Corona">Andriana de Muro, dicta Corona</persName>
          , filia condam nobilis viri notarii
          <persName key="Nicola de Palo, notaio">Nicolai de Palo</persName>
          , uxor nobilis viri
          <persName key="Giacomo de Morintano, detto Pizzamusto">Iacobi, dicti Piczamusti, de Moritano</persName>
          , habitatrix
          <placeName key="Genzano di Lucania" ref="https://it.wikipedia.org/Q52574">Genciani</placeName>
          , ex una parte, et vir nobilis
          <persName key="Colello de Sublima">Colellus de Sublima</persName>
          de
          <placeName key="Genzano di Lucania" ref="https://it.wikipedia.org/Q52574">Genciano</placeName>
          , filius suus legitimus et naturalis ex alio suo primo legitimo marito
          <persName key="Francesco Sublima">Francischo videlicet Sublima</persName>
          de
          <placeName key="Calvera" ref="https://it.wikipedia.org/Q52545">Calabra</placeName>
          <ref target="#Nkcs2w8aou" type="integer" />
          , in constancia legitimi matrimonii subseptus et natus, ex altera. Dicta mulier considerans et actendens tenerimam dilectionem in filium ac matrimoniales amplexus ipsius, nec non et grata obsequia et obedientiam filiam solertam, sponte, non vim nec dolum duxa
          <ref target="#Nd55by6sno" type="alpha" />
          , nec metu quoacta
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          , nec aliter suasionibus circumventa, set sua bona, mera, libera et gratuita voluntate, una cum auctoritate et consensu predicti viri nobilis
          <persName key="Giacomo de Morintano, detto Pizzamusto">Iacobi dicti Piczamusti</persName>
          , sui viri et legitimi mundualdi, donavit, dedit ac per fustis tactum traddidit et assignavit, donacionis titulo inrevocabiliter inter vivos, eidem
          <persName key="Nicola de Sublima">Nicolao Sublima</persName>
          , suo legitimo et naturali filio, ibidem presenti et stipulanti donacionem ipsam pro se et suis heredibus omnia bona parafrenaria sua stabilia sita et posita intus et extra civitatem
          <placeName key="Genzano di Lucania" ref="https://it.wikipedia.org/Q52574">Genciani</placeName>
          predictam et in eius districtu suis finibus limitata, cum iuribus, utilitatibus et pertinentiis suis in se habitis et contemptis cum omnibus introytibus, accessibus, ingressibus et egressibus ipsorum ad dicta bona habenda, tenenda, possidenda et facienda de eis et in eis quicquid voluerit et placuerit tamquam dominus et patronus ad vendendum, donandum et modo quolibet alienandum pro se et suis heredibus imperpetuum. Et proinde dicta dompna
          <persName key="Adriana de Muro, detta Corona">Andriana</persName>
          , cum auctoritate et consensu quibus supra, promisit dictam donationem ullo unquam tempore vel ingratitudine aliqua revocare, set semper et in futuro semper ratam, gratam et firmam habere et numquam contrafacere, opponere vel venire per se vel per alias personas quascumque puplice vel occulte ad penam unciarum auri decem solvendarum si contrafecerit per eam, medietate reginali curie et pro reliqua medietate dicto
          <persName key="Nicola Sublima">Nicolao Sublima</persName>
          vel suis heredibus si casus acciderit persolvenda, que pena totiens commictatur et exigatur quotiens contra fiet ipsaque pena soluta vel non soluta aut gratiose remissa, predicta donatio in suo nichilominus robore perseveret, me predicto notario ut persona puplica pro parte dicte curie ac
          <persName key="Colello de Sublima">Colelli</persName>
          predicti ac heredum ipsius et eorum omnium quorum interest et interesse poterit penam ipsam sollepniter et legitime stipulati. Pro quibus omnibus adimplendis et inviolabiliter observandis, dicta dompna
          <persName key="Adriana de Muro, detta Corona">Andriana</persName>
          cum auctoritate predicta tactis corporaliter sacrosanctis evangelis prestitit iuramentum. Renuncians insuper mulier ipsa cum auctoritate qua supra pro se et suis heredibus voluntarie et expresse coram nobis exceptioni doli mali, vim, metus et in factum, actioni subsidiarie et quod rey aliter se habet quam scripta sit, beneficium
          <ref target="#Nppskssigy" type="alpha" />
          restitutionis in integrum ac privilegio mulierum, legi per quam donacionis ingratitudinis vicio revocatur, legi que penam proibet in contractibus apponi, iuri scripto et non scripto, canonico et civili, condito et condendum, generali et speciali et omnibus aliis iuribus, exceptionibus et legum auxiliis, per quod vel quos presens instrumentum in totum vel in partem posset quomodolibet annullari predicte curie bona parafrenaria sint possessiones sue hec, videlicet: ortus unus; domus una quam tenebat uxor
          <persName key="Porfido">Porfidi</persName>
          , cum domo alia nova sita et posita circha illam et cum orto retro; item gripta que dicitur de
          <placeName key="Genzano di Lucania, località Via plana">Via plana</placeName>
          cum orto retro; item vinea de Ysca; item vinea que dicitur de
          <placeName key="Genzano di Lucania, località Fiumicello">Flumicello</placeName>
          ; item prata que fuerunt condam bone memorie viri nobilis notarii
          <persName key="Nicola de Palo, notaio">Nicolai</persName>
          predicti patris ac genitoris ipsius mulieris iamdicte et omnia alia bona et possessiones que possent habere inde invenimus similiter et inquiri suis confinibus limitatis.
        </p>
        <span type="notes">
          <note xml:id="Nzwczqlgq3" type="integer">Palo, in provincia di Principato citra, oggi Palomonte (Salerno).</note>
          <note xml:id="Nkcs2w8aou" type="integer">Calabra, oggi Calvera (Potenza).</note>
          <note xml:id="Nd55by6sno" type="alpha">
            <hi rend="italic">Così A, si legga</hi>
            ducta.
          </note>
          <note xml:id="Nr2zj6qhyh" type="alpha">
            <hi rend="italic">Così A, si legga</hi>
            coacta.
          </note>
          <note xml:id="Nppskssigy" type="alpha">
            <hi rend="italic">Così A, si legga</hi>
            beneficio.
          </note>
        </span>
      </div>
      <div type="escatocollo">
        <p>
          In cuius rey testimonium et tam dicte dompne
          <persName key="Adriana de Muro, detta Corona">Andriane</persName>
          donatricis quam etiam ipsius
          <persName key="Colello de Sublima">Colelli Sublima</persName>
          donatarii nati ipsius ac eius heredum quam omnium aliorum perpetuam certitudinem et cautelam, factum est exinde presens puplicum instrumentum per manus mei qui supra iudicis et nostrum subscriptorum testium subscriptionibus et subsignationibus roboratum. SN Petrus
  † Signum crucis proprie manus
          <persName key="Petruccio de Franiculi, giudice">Petrucii Franiculi</persName>
          qui supra illicterati iudicis scribere nescientis.
  † Ego dompnus
          <persName key="Antonius Guillelmi de Marocchia">Antonius Guillelmi de Marocchia</persName>
          testis sum.
  † Signum crucis proprie manus
          <persName key="Matteo de Zardo">Mathei de Zardo</persName>
          ydiote scribere nescientis.
  † Signum crucis proprie manus
          <persName key="Leonardo de Pola">Leonardi de Pola</persName>
          ydiote scribere nescientis.
  † Signum crucis proprie manus
          <persName key="Angelo de Genestra">Angeli de Genestra</persName>
          ydiote scribere nescientis.
        </p>
        <span type="notes" />
      </div>
    </body>
  </text>
</TEI>