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        <title>Reggio Calabria (Giovanni Sercambi, Novelle, 88 1-2)</title>
        <author>Sercambi, Giovanni</author>
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          <resp>transcription by</resp>
          <name>Lelio Camassa</name>
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          <resp>mark-up by</resp>
          <name>Lelio Camassa</name>
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          <resp>main editor</resp>
          <name>Fulvio Delle Donne</name>
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        <publisher>BUP - Basilicata University Press</publisher>
        <pubPlace>Potenza</pubPlace>
        <date>2026</date>
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          <licence target="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/4.0/">Attribution-NonCommercial-ShareAlike 4.0 International (CC BY-NC-SA 4.0)</licence>
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          <bibl type="edition">Giovanni Sercambi, Novelle, nuovo testo critico con studio introduttivo e note a cura di G. Sincropi, Firenze, Le Lettere, 1995, vol. I, pp. 715-716</bibl>
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          <msIdentifier>
            <idno>Serc. Nov._3</idno>
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        <language ident="it">Italian</language>
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        <date>1400-1420</date>
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        <p>
          (1) Giunti a
          <placeName key="Reggio Calabria" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q8471">Regio di Calavria</placeName>
          e quine trovato bene da cena, alla quale il preposto non volse che stormenti si sonassero ma che ognuno a dormire se nʹandasse aciò che la mattina di buonʹora potessero caminare verso Dierta
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          . E come ordinò fu fatto, che, venuto la mattina, la brigata aparecchiatasi a caminare, il preposto rivoltosi a lʹaltore disse che una novella dicesse mentre che ʹl camino faranno a Dierta, ma prima una canzonetta morale dica. Lʹaltore, volgendosi alla brigata, disse: «Poi che tra genti malandrine siamo e più, andando, sʹapresseranno, dirò:
  
                        (2) «Canzon, dove tu vai tien sì fatto abito
    chʹ iʹ nʹabia onore e tu servigio e grazia;
    e non ti veder sazia
    di star tra loro eʹ tuoi versi dispuonere;
    se alcun altro reponere
    ti vuoi come scientifica,
    e da questo cotal dà di te copia,
    che tu seʹ nata propria
    per dispregiar li vizii e ogni miseria
    perché a sé propio ognun le cose tira».
                    
  E dapoi disse:
        </p>
        <span type="notes">
          <note xml:id="Ng2cx8g857" type="integer">Non sono riuscito a trovare nulla su questa città (che riappare in 89 1, 90 1, 124 10), che pure il testo di Sercambi lascia intendere che si trovi a metà fra Reggio Calabria e Squillace, dacché la brigata vi giunge dopo l'approdo a Reggio e prima dell'arrivo a Squillace sempre nell'arco di una giornata di cammino. Nella nota 4 di Sincropi a 88 1 (p. 715), cui si rimanda, si dice che 'Dierta' sia "un errore di lettura di Sercambi (...) per Tietta della fonte", una città fatta fondare dalla nereide Teti in propria memoria.</note>
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