<TEI xmlns="http://www.tei-c.org/ns/1.0">
  <teiHeader>
    <fileDesc>
      <titleStmt>
        <title>Il castello di Lagopesole [estratto n.7]</title>
        <author>Fortunato, Giustino</author>
        <respStmt>
          <resp>transcription by</resp>
          <name>Carmine Cassino</name>
        </respStmt>
        <respStmt>
          <resp>mark-up by</resp>
          <name>Carmine Cassino</name>
        </respStmt>
        <respStmt>
          <resp>main editor</resp>
          <name>Fulvio Delle Donne</name>
        </respStmt>
      </titleStmt>
      <publicationStmt>
        <publisher>Bup - Basilicata University Press</publisher>
        <pubPlace>Potenza</pubPlace>
        <date>2026</date>
        <availability>
          <licence target="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/4.0/">Attribution-NonCommercial-ShareAlike 4.0 International (CC BY-NC-SA 4.0)</licence>
        </availability>
      </publicationStmt>
      <sourceDesc>
        <listBibl>
          <bibl type="edition">"Il castello di Lagopesole", V. Vecchi Tipografo-Editore, Trani, 1902, pp. 139-143.</bibl>
          <bibl type="bibliography" />
          <bibl type="source-register" />
          <bibl type="primary-source" />
          <bibl type="tradition" />
          <bibl type="main_source" />
        </listBibl>
        <msDesc>
          <msIdentifier>
            <idno>Linea 1_Fort.53</idno>
          </msIdentifier>
          <msContents>
            <summary>
              <span type="notes" />
            </summary>
          </msContents>
          <physDesc>
            <objectDesc form="modern_print" />
          </physDesc>
        </msDesc>
      </sourceDesc>
    </fileDesc>
    <profileDesc>
      <langUsage>
        <language ident="it">Italian</language>
      </langUsage>
      <textClass>
        <keywords>
          <term type="form">prose</term>
          <term type="genre">historiography</term>
          <term type="function">narrative</term>
          <term type="source">literary</term>
        </keywords>
      </textClass>
      <correspDesc>
        <correspAction type="sent">
          <persName>Nessun mittente</persName>
        </correspAction>
        <correspAction type="received">
          <persName>Nessun destinatario</persName>
        </correspAction>
      </correspDesc>
    </profileDesc>
    
  </teiHeader>
  <text>
    <body>
      <docDate>
        <date>1902</date>
      </docDate>
      <div type="text">
        <p>Degli ultimi cento anni, intanto, poche e non grate memorie serba Lagopesole.</p>
        <lb />
        <p>
          Nel 1799 «li cittadini aviglianesi inclinarono immediatamente al governo rivoluzionario, nella speranza di potersi dividere le difese del principe
          <persName key="Doria (Famiglia)" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q23928746">Doria</persName>
          …quando si videro esclusi da questo benefizio, cominciarono a tumultuare e dettero segno di irretrattabili sconcerti. Se ne accorse il commissario repubblicano, e al suono di tamburo andiede con molti armati a bruciar le siepi e la mandra della vicina difesa, denominata
          <placeName key="Sant'Angelo (Avigliano)">Sant'Angelo</placeName>
          …al primo giorno dopo Pasqua, ossia al 23 marzo, unitisi in piazza circa seicento cittadini, armati rispettivamente di schioppi, accette, zappe e pali di legno, corsero in tutte le altre difese di
          <placeName key="Casale di Montemarcone">Montemarcone</placeName>
          ,
          <placeName key="Isca Lunga (Filiano)" ref="https://www.prolocofiliano.it/Filiano/Storia/I-luoghi-del-Brigantaggio/Iscalunga">Isca</placeName>
          e
          <placeName key="Paduli (Rionero)">Paduli</placeName>
          , commettendo li stessi devastamenti, e nel
          <placeName key="Castello di Lagopesole" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q3662646">castello di Lagopesole</placeName>
          , oltre i maltrattamenti inferiti a quell’Erario, maggior
          <persName key="Sarra, Francesco">Francesco Sarra</persName>
          , ruppero l’impresa che stava sul portone, e vi presero molta roba»
          <ref target="#N58ivlpif2" type="integer" />
          . Lo scrittore, giova notare, era di parte borbonica. Comunque, a’ repubblicani, caduta
          <placeName key="Picerno" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q52634">Picerno</placeName>
          e saccheggiata
          <placeName key="Muro Lucano" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q52613">Muro</placeName>
          per mano dello Sciarpa, tennero dietro i Briganti; e un
          <persName key=" Natale, Michelangelo">Michelangelo Natale</persName>
          , di
          <placeName key="San Fele" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q52662">San Fele</placeName>
          , già terrore della
          <placeName key="Valle di Vitalba" ref=" https://www.pandosia.org/il-tratturo-di-lagopesole/">Valle di Vitalba</placeName>
          , si annidò nel castello, facendola da padrone: di lui, passato alla posterità sotto il carezzevole nome di «re di
          <placeName key="Castel Lagopesole" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q1131792">Lagopesole</placeName>
          », narra la cronaca che nel 28 gennaio del 1801, banchettando lassù con cinque giovani rioneresi, apportatori di pace per conto di un capoccia,
          <persName key="Ammaccapane, Maso">Maso Ammaccapane</persName>
          , col quale si era poco prima bisticciato, li fece a tradimento assalire e uccidere, e le mozzate orecchie spedì la dimane, in una piccola cesta, per una donna ignara, al paese
          <ref target="#N900mj21j2" type="integer" />
          .
        </p>
        <p>
          Nel 1848 fu la volta di
          <placeName key="Rionero in Vulture" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q52646">Rionero</placeName>
          , i cui contadini, a’ primi del maggio, invasero il bosco e, fatta man bassa del
          <placeName key="Parco della Spina">Parco della Spina</placeName>
          , si accamparono al
          <placeName key="Piano del Conte">Piano del Conte</placeName>
          , tra il lago e il castello, «dicendo essere ingiusto che uno straniero, quale il principe
          <persName key="Doria (Famiglia)" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q23928746">Doria</persName>
          di Roma, possedesse nel Regno»: così, almeno, su la fede di uno storico legittimista
          <ref target="#Nkvyln1les" type="integer" />
          ; nel fatto, ragione o torto che avessero, sia perché memori dell’antico diritto agli usi civici su le «pertinenze» di
          <placeName key="Casale di Agromonte-Spacciaboschi" ref="https://fondoambiente.it/luoghi/acermontis-agromonte-spacciaboschi">Agromonte</placeName>
          , sia perché dolenti di essere stati sempre posposti a’ coloni di
          <placeName key="Avigliano" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q52519">Avigliano</placeName>
          , pure in quelle terre verso il Gaudo, che i loro padri, nella seconda metà del secolo precedente, avevano disboscate e messe a coltura.
        </p>
        <p>
          E nel 7 aprile del 1861, finalmente, dalle misere, obliate capanne di
          <placeName key="Castel Lagopesole" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q1131792">Lagopesole</placeName>
          partiva, come tutti ricordano, il moto a quelle fosche reazioni del
          <placeName key="Vulture-Melfese" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q448096">Vulture</placeName>
          , che un bandito rionerese,
          <persName key="Crocco, Carmine (Donatello)" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q45144">Carmine Donatello, detto «Crocco»</persName>
          , capitanò
          <ref target="#Nrtk933x64" type="integer" />
          : ivi la sua banda, sfuggendo alla caccia delle milizie, solo nel 25 maggio fu raggiunta e dispersa
          <ref target="#N3hnfkgl32" type="integer" />
          , ritornandovi più forte, con
          <persName key="Borjes, José" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q3810406">Giosè orges</persName>
          , nel 30 novembre, quando il «guerrigliero, ormai disilluso, decideva riprendere, in una rigida nottata piovosa, la via di Roma
          <ref target="#N993gm9pu8" type="integer" />
          ; e ivi, da ultimo, al
          <placeName key="Pesco del Merlo (Avigliano)">Pesco del Merlo</placeName>
          , poco lungi da
          <placeName key="Casale di Montemarcone">Montemarcone</placeName>
          , nel 13 gennaio del 1863 un capitano del 13.º Fanteria,
          <persName key="Capoduro, Luigi">Luigi Capoduro</persName>
          , nizzardo, un delegato di pubblica sicurezza, un sergente, tre soldati e una guida aviglianese, oggidì pienamente tutti insieme sepolti nel cimitero di
          <placeName key="Atella" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q780054">Atella</placeName>
          , cadevano vittime di
          <persName key="Summa, Giuseppe Nicola (Ninco Nanco)" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q3877077">Giuseppe Nicola Summa, alias «Ninco Nanco»</persName>
          , di
          <placeName key="Avigliano" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q52519">Avigliano</placeName>
          , che bugiardamente aveva promesso di arrendersi, lui con tutti i suoi, nelle fide e inermi loro mani… . Amare storie di un triste tempo passato, la cui ultima eco, io confido, sparve per sempre da’ cuori nostri nel giorno bene auspicato del 21 settembre 1897, allora che il treno inaugurale della strada ferrata da Foggia a
          <placeName key="Potenza" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q3543">Potenza</placeName>
          valicava il colle di
          <placeName key="Castel Lagopesole" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q1131792">Lagopesole</placeName>
          , rompendone il silenzio secolare
          <ref target="#Nxgk09w2gz" type="integer" />
          .
        </p>
        <p>
          Ermo quel colle, e brullo, in mezzo a un altipiano monotono, spoglio d’alberi, quasi deserto, che la mano dell’uomo ha barbaramente, e a lungo, devastato: un paesaggio, oh come diverso da quello che la fantasia ci ha fatto – sin qui – immaginare e credere, come inferiore a tutto ciò che abbiamo – vinti dalla suggestione – potuto mai riprometterci! Oggi
          <placeName key="Castel Lagopesole" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q1131792">Lagopesole</placeName>
          non rappresenta più una continuità sola di territorio, appartenente per intero a’
          <persName key="Doria (Famiglia)" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q23928746">Doria</persName>
          , come al tempo della infeudazione spagnola: diventati proprietari de’ singoli appezzamenti gli antichi coloni, quella unica continuità venne smembrata, e qua e là sorsero poderi e campi privati, divisi or fra loro, or da’ beni stessi del principe, verso cui è rimasto l’obbligo del pagamento della decima. Tutta la presente estensione della proprietà
          <persName key="Doria (Famiglia)" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q23928746">Doria</persName>
          , in
          <placeName key="Castel Lagopesole" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q1131792">Lagopesole</placeName>
          , è di oltre ottomilacinquecento ettari, de’ quali cinquemila circa di bosco, tremilacinquecento di terre sative.
        </p>
        <lb />
        <p>E il castello?</p>
        <lb />
        <p>È ancora in piedi, per opera sua propria, on certo per volere degli uomini. Nel fabbricato solitario incombe il silenzio austero, solenne, delle cose morte; e una pace alta di chiostro deserto si diffonde nell’aria libera delle montagne intorno.</p>
        <span type="notes">
          <note xml:id="N58ivlpif2" type="integer">
            TELESCA,
            <hi rend="italic">
              Documento inedito sopra i fatti di
              <placeName key="Avigliano" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q52519">Avigliano</placeName>
              durante la Repubblica del ’99
            </hi>
            ,
            <placeName key="Potenza" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q3543">Potenza</placeName>
            , 1892, p. 34, 38, 39 e 40. – Cf. FORTUNATO,
            <hi rend="italic">
              il 1799 in
              <placeName key="Basilicata" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q1452">Basilicata</placeName>
            </hi>
            , negli «Scritti Vari», p. 204.
          </note>
          <note xml:id="N900mj21j2" type="integer">
            CRONACA FUSCO,
            <hi rend="italic">Mss. della Soc. stor. nap.</hi>
          </note>
          <note xml:id="Nkvyln1les" type="integer">
            DE SIVO,
            <hi rend="italic">
              Storia delle
              <placeName key="Regno delle Due Sicilie" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q180393">Due Sicilie</placeName>
              dal 1817 al 1861
            </hi>
            , Roma, 1863, vol. I, p. 303.
          </note>
          <note xml:id="Nrtk933x64" type="integer">
            BATTISTA,
            <hi rend="italic">
              Reazione e brigantaggio in
              <placeName key="Basilicata" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q1452">Basilicata</placeName>
            </hi>
            ,
            <placeName key="Potenza" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q3543">Potenza</placeName>
            , 1861, p. 7 e 13.
          </note>
          <note xml:id="N3hnfkgl32" type="integer">
            <persName key="Racioppi, Giacomo" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q3762245">RACIOPPI</persName>
            ,
            <hi rend="italic">
              Storia de’ moti di
              <placeName key="Basilicata" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q1452">Basilicata</placeName>
              nel 1860
            </hi>
            , Napoli, 1867, p. 259. – Cf. BATTISTA, p. 80.
          </note>
          <note xml:id="N993gm9pu8" type="integer">
            MONNIER,
            <hi rend="italic">Il brigantaggio nelle province napoletane</hi>
            , Firenze, 1862, p. 155.
          </note>
          <note xml:id="Nxgk09w2gz" type="integer">
            BOURELLY,
            <hi rend="italic">
              Il brigantaggio nelle zone militari di
              <placeName key="Melfi" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q30565">Melfi</placeName>
              e di Lacedonia dal 1860 al 1865
            </hi>
            , Napoli, 1865, p. 172. – Cf. PANIROSSI,
            <hi rend="italic">
              La
              <placeName key="Basilicata" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q1452">Basilicata</placeName>
            </hi>
            , Verona, 1868, p. 513.
          </note>
        </span>
      </div>
    </body>
  </text>
</TEI>