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      <titleStmt>
        <title>La Badia di Monticchio [estratto n.12]</title>
        <author>Fortunato, Giustino</author>
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          <resp>transcription by</resp>
          <name>Carmine Cassino</name>
        </respStmt>
        <respStmt>
          <resp>mark-up by</resp>
          <name>Carmine Cassino</name>
        </respStmt>
        <respStmt>
          <resp>main editor</resp>
          <name>Fulvio Delle Donne</name>
        </respStmt>
      </titleStmt>
      <publicationStmt>
        <publisher>Bup - Basilicata University Press</publisher>
        <pubPlace>Potenza</pubPlace>
        <date>2026</date>
        <availability>
          <licence target="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/4.0/">Attribution-NonCommercial-ShareAlike 4.0 International (CC BY-NC-SA 4.0)</licence>
        </availability>
      </publicationStmt>
      <sourceDesc>
        <listBibl>
          <bibl type="edition">"La Badia di Monticchio", Vecchi, Trani 1904, pp. 319-324.</bibl>
          <bibl type="bibliography" />
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        </listBibl>
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            <idno>Linea 1_Fort.26</idno>
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              <p>Lorem ipsum dolor sit amet</p>
              <span type="notes" />
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          </msContents>
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              <p>Lorem ipsum dolor sit amet</p>
            </objectDesc>
          </physDesc>
        </msDesc>
      </sourceDesc>
    </fileDesc>
    <profileDesc>
      <langUsage>
        <language ident="it">Italian</language>
      </langUsage>
      <textClass>
        <keywords>
          <term type="form">prose</term>
          <term type="genre">historiography</term>
          <term type="function">narrative</term>
          <term type="source">literary</term>
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          <persName>Nessun mittente</persName>
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  <text>
    <body>
      <docDate>
        <date>1904</date>
      </docDate>
      <div type="text">
        <p>
          Durante il decennio francese, in cui fu combattuta quaggiù una vera guerra sociale sotto la forma della più feroce resistenza delle campagne
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          , tornò il bosco, quantunque senza «grandi comitive», a ripullulare di banditi, come ne’ peggiori tempi de’ secoli passati: primi fra’ moltissimi un
          <persName key="Mauriello, Pasquale (detto Vuozzo)">Vuozzo</persName>
          , di Sant’Andrea di
          <placeName key="Conza della Campania" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q55031">Conza</placeName>
          , che riescì a fuggire in Sicilia, donde si ritirò ad Eboli, nel ’15, pensionato da Ferdinando IV
          <ref target="#Nhd6151v5h" type="integer" />
          , un
          <persName key="Rizzo, Domenico (detto Taccone)" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q3713216">Taccone</persName>
          , di
          <placeName key="Laurenzana" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q52588">Laurenzana</placeName>
          , che il 23 luglio del ’09 assediò e massacrò nel castello di
          <placeName key="Abriola" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q52510">Abriola</placeName>
          la famiglia del barone
          <persName key="Federici (Famiglia)">Federici</persName>
          , un
          <persName key="Lisanti, Pasquale (Quagliarella)">Quagliarella</persName>
          , Di
          <placeName key="Muro Lucano" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q52613">Muro</placeName>
          , che il 9 ottobre del ’10 uccise il generale francese De Gambs in una forra del
          <placeName key="Marmo" ref="https://www.basileusonline.it/il-marmo-platano">Marmo</placeName>
          presso
          <placeName key="Vietri di Potenza" ref="https://it.wikipedia.org/wiki/Vietri_di_Potenza">Vietri</placeName>
          <ref target="#N3enki6nzs" type="integer" />
          , e, in fine, un
          <persName key="Giordano, Pasquale (Bufaletto)">Pasquale Giordano</persName>
          , di
          <placeName key="Rionero in Vulture" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q52646">Rionero</placeName>
          , alias
          <persName key="Giordano, Pasquale (Bufaletto)">Bufaletto</persName>
          , carbonaio, il cui nome vive tuttora in uno de’ più difficili varchi di
          <placeName key="Monticchio" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q593338">Monticchio</placeName>
          , su le rupi soprastanti alla grotta di San Michele. Ricordate quel
          <persName key="Gruosso, Tommaso (Ammaccapane)">Maso Ammaccapane</persName>
          del 1801, amico e non amico, in quell’anno, del «re brigante» di
          <placeName key="Lagopesole" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q1131792">Lagopesole</placeName>
          <ref target="#N7suedtsfe" type="integer" />
          ,
          <persName key="Natale, Michelangelo">Michelangelo Natale</persName>
          ? Si chiamava
          <persName key="Gruosso, Tommaso (Ammaccapane)">Tommaso Gruosso</persName>
          , e nel ’99 era stato il braccio destro de’ borbonici contro la municipalità repubblicana di
          <placeName key="Rionero in Vulture" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q52646">Rionero</placeName>
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          , facendone d’ogni colore: riscappato da Napoli nel ’06 re Ferdinando, e preposti al trono prima Giuseppe Bonaparte, poi il Murat, anche lui aveva pensato fuggirsene alla macchia, temendo rappresaglie; ma presto tornò libero in paese, sotto condizione di dar lui la caccia a’ briganti. E Maso tenne fede alla parola:
          <persName key="Giordano, Pasquale (Bufaletto)">Bufaletto</persName>
          , il 15 giugno del ’12, cadeva di sua mano nel
          <placeName key="Bosco della Frasca" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q30565">bosco della Frasca</placeName>
          , tra l’
          <placeName key="Ofanto" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q841550">Ofanto</placeName>
          e le alture occidentali di
          <placeName key="Melfi" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q30565">Melfi</placeName>
          . Tornava proprio allora dall’esercito
          <persName key="Giordano, Vito">Vito Giordano</persName>
          , fratello dell’ucciso, che pigliatone il posto e la successione, giurò vendicarne la morte. Il duello, fatto d’agguati e d’insidie, a modo de’ barbari, ma con armi pari e non senza precedenti sfide, durava implacabile. La sera del 5 aprile del ’13, insieme con i suoi della guardia rionerese,
          <persName key="Gruosso, Tommaso (Ammaccapane)">Maso</persName>
          era a pernottare nel casone delle
          <placeName key="Paduli (Rionero)">Paduli</placeName>
          , dove, in compagnia di molti pastori suoi conterranei, si trovava un prete di
          <placeName key="Bella" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q52533">Bella</placeName>
          , don
          <persName key="Lanzetta, Gerardo">Gerardo Lanzetta</persName>
          , proprietario del gregge.
          <persName key="Giordano, Vito">Vito</persName>
          dimorava a Foggiano, non ignaro delle mosse dell’avversario. Avea nevicato, e la tramontana mordeva il viso. Non importa; il sorcio è nella trappola. E
          <persName key="Giordano, Vito">Vito</persName>
          piomba giù alle
          <placeName key="Paduli (Rionero)">Paduli</placeName>
          e, circondato il casone, manda l’ambasciata: salva a tutti la vita, meno che per lui, il traditore! La proposta è respinta, e il fuoco di fucileria si apre nutrito dalle due parti. Ma le munizioni, a que’ di dentro, cominciano a mancare, e i covoni di paglia, che sono innanzi alla porta, già bruciano, già piovono le scintille sul tetto di legno, e la vile orribile proposta torna a echeggiare tra’ sibili del vento…No, meglio morir tutti, compresi il prete e i pastori, compagni forzati di martirio di que’ diavoli in carne e in ossa!
        </p>
        <p>
          Quando il fuoco ebbe compiuta la sua opera, venti cadaveri carbonizzati apparvero tra le ceneri e i tizzi fumanti: i loro nomi, chi voglia conoscerli, si leggono ancora nel «Registro penale del Giudicato di
          <placeName key="Rionero in Vulture" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q52646">Rionero</placeName>
          per l’anno 1813». E
          <persName key="Giordano, Vito">Vito Giordano</persName>
          ? Visse randagio un altro anno, finché chiesta e ottenuta premessa di grazia, sparve dal
          <placeName key="Vulture-Melfese" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q448096">Vulture</placeName>
          e andò in Napoli, dove si ascrisse gendarme; ma né allora né poi tornò mai più in patria, non dando di sé mai più notizie
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          . Lasciò dentro
          <placeName key="Monticchio" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q593338">Monticchio</placeName>
          , suoi eredi, un
          <persName key="Rizzieri, Vito">Vito Rizzieri</persName>
          , crudelissimo, di Bisaccia, un
          <persName key="Schirò, Donato">Donato Schirò</persName>
          , di
          <placeName key="Barile" ref=" https://www.wikidata.org/wiki/Q52530">Barile</placeName>
          , due fratelli
          <persName key="D’Errico (famiglia)">D’Errico</persName>
          , dal soprannome Mangiagatti, di
          <placeName key="Rionero in Vulture" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q52646">Rionero</placeName>
          : i primi rimasero uccisi in un conflitto con la forza pubblica, che s’imbatté seco loro nel bosco di
          <placeName key="Bosco di Palo Rotondo">Palo Rotondo</placeName>
          , presso il
          <placeName key="Ponte di Santa Venere">ponte di Santa Venere</placeName>
          , nell’aprile del ’22
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          : i secondi, di lì a un mese, presso Calitri
          <ref target="#Ngoxaxeb04" type="integer" />
          .
        </p>
        <p>
          E quetò il bosco, sino a che, dal ’61 al ’64, non divenne quartier generale di
          <persName key="Crocco, Carmine (Donatello)" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q45144">Carmine Crocco</persName>
          <ref target="#Ndrg3zoffw" type="integer" />
          , di
          <persName key="Caruso, Giuseppe" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q3770265">Caruso</persName>
          e di Ninco Nanco
          <persName key="Summa, Giuseppe Nicola (Ninco Nanco)" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q3877077">Ninco Nanco</persName>
          , la nera triade, che tanto offusca il nostro passato
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          . È storia di ieri, che altri, un giorno, narrerà con animo degno, e il racconto, ne sono certo, spanderà luce su molti de’ fatti più remoti di nostra storia; su quello, per esempio, del timor panico che nasce a un tratto e si diffonde senza cagione reale, rendendo possibile a’ pochissimi ogni più audace impresa
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          : triste eredità di popoli deboli, impulsivi, idolatri, a’ quali la malaria, il digiuno, la superstizione hanno, da secoli, indebolito i nervi e agitati gli spiriti! – Da
          <placeName key="Monticchio" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q593338">Monticchio</placeName>
          , che il
          <persName key="Crocco, Carmine" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q45144">Crocco</persName>
          , nell’autobiografia, chiamerà: «la mia sicura boscaglia», propriamente dall’alto del
          <placeName key="Piano degli Sgarroni">Piano degli Sgarroni</placeName>
          , dov’è ancora l’annosa «quercia di
          <persName key="Crocco, Carmine (Donatello)" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q45144">Crocco</persName>
          », il
          <persName key="Borjes, José" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q3810406">BORJES</persName>
          , nell’ultima pagina del giornale da lui incominciato il 13 settembre ’61 presso la marina di
          <placeName key="Reggio Calabria" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q8471">Reggio Calabria</placeName>
          , scriveva, su l’annotare del 28 novembre, profugo dal vano assalto dato a
          <placeName key="Pescopagano" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q52633">Pescopagano</placeName>
          : «scena disgustosa.
          <persName key="Crocco, Carmine (Donatello)" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q45144">Crocco</persName>
          riunisce gli antichi capi di ladri e dà loro gli antichi accoliti; tutti gli altri sono disarmati violentemente. Alcuni fuggono, altri piangono, chiedendo di servire per un po’ di pane. Ma egli è inesorabile, e i suoi li respingono, seguendo il capitano, che è della stessa loro tempra…». E con ventiquattro compagni, la più parte conterranei, il Borjes abbandona il campo, marcia alla ventura dì e notte per sette lunghi giorni piovosi, finché presso Tagliacozzo, a un’ora dal confine pontificio, è catturato e, messo in ginocchio tra’ compagni, con i quali intuona una litania, fucilato. Assai diverso, il guerrigliero catalano, e assai meno fortunato del
          <persName key="Crocco, Carmine (Donatello)" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q45144">Crocco</persName>
          , che anch’egli, la sera del 28 luglio ’64, con undici degli antichi seguaci, «montati sopra superbi cavalli pugliesi», parte da
          <placeName key="Monticchio" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q593338">Monticchio</placeName>
          , «cammina per tratturi nascosti, dento il fitto de’ boschi, lungo il letto de’ fiumi», supera ostacoli, affronta pericoli e…, con soli quattro superstiti, varca sicuro la frontiera della Sabina. Non era più lui, dacché
          <persName key="Summa, Giuseppe Nicola (Ninco Nanco)" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q3877077">Ninco Nanco</persName>
          Ninco Nanco era stato ammazzato e
          <persName key="Caruso, Giuseppe" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q3770265">Caruso</persName>
          , deposte le armi, gli si era messo alle calcagna, guida de’ bersaglieri; non era più lui, dacché lo spettro dell’ultima sua vittima, il tenente del 2.º Fanteria
          <persName key="Bollani, Giambattista">Giambattista Bollani</persName>
          , torinese, il cui nome si legge scolpito su le lapidi della scuola militare di Modena insieme con quello di
          <placeName key="Monticchio" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q593338">Monticchio</placeName>
          , assalito in agguato su la via di
          <placeName key="San Fele" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q52662">San Fele</placeName>
          , cadutogli mortalmente ferito nelle mani e da’ suoi, per suo ordine, sgozzato presso la
          <placeName key="Cappella del Priore">Cappella del Priore</placeName>
          nel 2 giugno di quell’anno, non gli lasciava più un’ora sola di pace, un’ora!
        </p>
        <span type="notes">
          <note xml:id="N7xgwt9ipd" type="integer">
            Cfr.
            <hi rend="italic">Il 1799 in Basilicata</hi>
            , negli «Scritti vari», p. 201 e seg.
          </note>
          <note xml:id="Nhd6151v5h" type="integer">
            MARTUSCELLI,
            <hi rend="italic">op. c.</hi>
            , p. 536. – Cfr. p. 204, in n.1, degli «Scritti vari».
          </note>
          <note xml:id="N3enki6nzs" type="integer">
            Né il COLLETTA né altri danno la data del fatto. Io l’ho tratta da’ registri dello Stato civile del comune di
            <placeName key="Vietri di Potenza" ref="https://it.wikipedia.org/wiki/Vietri_di_Potenza">Vietri di Potenza</placeName>
            .
          </note>
          <note xml:id="N7suedtsfe" type="integer">
            <hi rend="italic">
              Il
              <placeName key="Castello di Lagopesole" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q3662646">Castello di Lagopesole</placeName>
            </hi>
            , p. 140.
          </note>
          <note xml:id="Njl6oy1zy0" type="integer">Negli «Scritti vari», p. 225.</note>
          <note xml:id="N7znhkcknc" type="integer">
            CRONACA FUSCO,
            <hi rend="italic">Mss. Della Soc. stor. nap.</hi>
          </note>
          <note xml:id="Nzwgq72pr6" type="integer">
            <hi rend="italic">Giornale del Regno delle due Sicilie</hi>
            , 27 aprile 1822.
          </note>
          <note xml:id="Ngoxaxeb04" type="integer">
            <hi rend="italic">Ib.</hi>
            , 22 maggio 1822.
          </note>
          <note xml:id="Ndrg3zoffw" type="integer">
            Contrariamente a quello che io scrissi a p. 141 del
            <hi rend="italic">Castello di Lagopesole</hi>
            , egli è
            <persName key="Crocco, Carmine (Donatello)" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q45144">Carmine Crocco</persName>
            , soprannominato
            <persName key="Crocco, Carmine (Donatello)" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q45144">Donatello</persName>
            .
          </note>
          <note xml:id="Ny0g7slc1w" type="integer">
            E. MASSA,
            <hi rend="italic">
              Note autobiografiche di
              <persName key="Crocco, Carmine (Donatello)" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q45144">Carmine Crocco</persName>
              e di
              <persName key="Caruso, Giuseppe" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q3770265">Caruso</persName>
            </hi>
            ,
            <placeName key="Melfi" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q30565">Melfi</placeName>
            , 1903; cfr. B.
            <persName key="Del Zio, Floriano" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q3746741">DEL ZIO</persName>
            ,
            <hi rend="italic">Il brigante Crocco e la sua autobiografia</hi>
            ,
            <placeName key="Melfi" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q30565">Melfi</placeName>
            , 1903, e Q. BIANCHI,
            <hi rend="italic">Il brigante Ninco Nanco</hi>
            , Napoli, 1903.
          </note>
          <note xml:id="N0rv8ngwpw" type="integer">
            GRANATA,
            <hi rend="italic">Memorie di un insegnante privato</hi>
            , Trani, 1901, p. 87.
          </note>
        </span>
      </div>
    </body>
  </text>
</TEI>