<TEI xmlns="http://www.tei-c.org/ns/1.0">
  <teiHeader>
    <fileDesc>
      <titleStmt>
        <title>Da Castelluccio a Terranova</title>
        <author>Campanile, Vincenzo</author>
        <respStmt>
          <name>Carmine Cassino</name>
          <resp>mark-up by</resp>
        </respStmt>
        <respStmt>
          <resp>transcription by</resp>
          <name>Carmine Cassino</name>
        </respStmt>
        <respStmt>
          <resp>main editor</resp>
          <name>Fulvio Delle Donne</name>
        </respStmt>
      </titleStmt>
      <publicationStmt>
        <publisher>BUP - Basilicata University Press</publisher>
        <pubPlace>Potenza</pubPlace>
        <date>2026</date>
        <availability>
          <licence target="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/4.0/">Attribution-NonCommercial-ShareAlike 4.0 International (CC BY-NC-SA 4.0)</licence>
        </availability>
      </publicationStmt>
      <sourceDesc>
        <listBibl>
          <bibl type="edition">«Sui monti della Basilicata», in "Bollettino del Club Alpino Italiano", vol. XXIII, n.56, pp. 217-221.</bibl>
          <bibl type="bibliography" />
          <bibl type="source-register" />
          <bibl type="primary-source" />
          <bibl type="tradition" />
          <bibl type="main_source" />
        </listBibl>
        <msDesc>
          <msIdentifier>
            <idno>Linea3_Camp3</idno>
          </msIdentifier>
          <msContents>
            <summary>
              <span type="notes" />
            </summary>
          </msContents>
          <physDesc>
            <objectDesc form="modern_print" />
          </physDesc>
        </msDesc>
      </sourceDesc>
    </fileDesc>
    <profileDesc>
      <langUsage>
        <language ident="it">Italian</language>
      </langUsage>
      <textClass>
        <keywords>
          <term type="form">prose</term>
          <term type="genre" />
          <term type="function" />
          <term type="source">documentary</term>
        </keywords>
      </textClass>
    </profileDesc>
    
  </teiHeader>
  <text>
    <body>
      <docDate>
        <date>1889</date>
      </docDate>
      <div type="text">
        <p>
          Era la mezzanotte dal 18 al 19, quando l’albergatore, svegliatomi, mi avvisava di aver fermato per me l'unico posto, che era libero nella veltura postale. Il fatto sembrerà strano al lettore, ma pur troppo è vero! Il viaggiatore, che deve partire da uno di questi paesi della
          <placeName key="Basilicata" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q1452">Basilicata</placeName>
          , è necessario si raccomandi alla fortuna. Se la vettura postale, che traversa il paese, non ha, in quel giorno, posto disponibile, metta l'animo in pace ed aspetti 24 ore; e se, per qualche causa impreveduta, vi è affluenza di viaggiatori, egli resterà prigioniero in quella residenza, Dio sa fino a quando! S’imagini poi quanto misera sia la condizione di quei paesi, e sono i più nella provincia, isolati e privi affatto di vie rotabili! Alle 12,30 la pesante vettura si muove, ed il conduttore, signore ed arbitro durante il viaggio, spegne il lume! Io mi trovavo, per buona fortuna, in compagnia di un ufficiale medico, il quale divideva meco il godimento di quel viaggio notturno nella buia cavità di un parallelepipedo di legno, con due finestrini laterali di un decimetro quadrato appena, i quali, lungi dal riparare, parevano messi lì a posta per farci carezzare il viso dall'aria pungente di una notte di settembre.
        </p>
        <p>
          Alle 4, intirizziti dal freddo, si giunse a
          <placeName key="Lauria" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q52590">Lauria</placeName>
          , che non mi riuscì di vedere. Scambiata la corrispondenza postale, ripartimmo. Sorto il sole, riscaldati al tepore benefico dei suoi raggi, ammirammo dapprima la bella gola, nella quale è costruita la strada oltre
          <placeName key="Lauria" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q52590">Lauria</placeName>
          , poscia le montagne della
          <placeName key="Calabria" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q1458">Calabria</placeName>
          , che man mano ci si presentavano allo sguardo, fino a quando, giunti ad un colle, vedemmo aprirsi pittoresca la valle in fondo alla quale giace
          <placeName key="Castelluccio Inf." ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q52552">Castelluccio</placeName>
          , nel qual paese si arrivò alle 8,15, dopo una piacevole discesa di parecchi chilometri. Lasciata la vettura, che poco dopo proseguì per
          <placeName key="Mormanno" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q53920">Mormanno</placeName>
          e
          <placeName key="Castrovillari" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q53857">Castrovillari</placeName>
          , presi alloggio nella locanda di un certo Giacommo.Ivi dovetti rimanere quel giorno ad aspettare guida e cavallo da
          <placeName key="Terranova di Pollino" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q52682">Terranova</placeName>
          . La posizione di
          <placeName key="Castelluccio Inf." ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q52552">Castelluccio</placeName>
          è assai bella, ma la mancanza di commercio lo rende alquanto misero. Il paese è diviso in due gruppi: l'uno (606 m.), che ha l'Ufficio postale e telegrafico, è circa cento metri più giù dell'altro. A nord,
          <placeName key="Castelluccio Inf." ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q52552">Castelluccio</placeName>
          è dominato dal
          <placeName key="Monte La Spina - Zaccana" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q3862477">M. Zacchena</placeName>
          (1581 m.) e dal
          <placeName key="Monte La Spina - Zaccana" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q3862477">M. Spina</placeName>
          (1649 m.); ad ovest dal
          <placeName key="Monte Palazzo (Mancosa)">M. Mangosa</placeName>
          (1143 m.) e dal
          <placeName key="Monte Fossino">M. Fossino</placeName>
          (1158 m.); a sud la valle è chiusa da catene maestose di montagne, le quali, elevandosi gradatamente verso oriente, vanno fino al lontano
          <placeName key="Massiccio del Pollino" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q1072838">Pollino</placeName>
          , e fra queste potei notare, con l'aiuto della carta, il
          <placeName key="Monte Cerviero" ref="https://www.isentieridelpollino.it/escursioni-media-difficolta-parco-pollino/monte-cerviero-geosito-pollino-unesco.html#google_vignette">M. Cerviero</placeName>
          (1440 m.) sopra
          <placeName key="Mormanno" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q53920">Mormanno</placeName>
          , il
          <placeName key="M. Frasto">M. Frasto</placeName>
          (1470 m.) su
          <placeName key="Rotonda" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q52652">Rotonda</placeName>
          e la
          <placeName key="Serra di Mauro">Punta Mauro</placeName>
          (1578 m.), in direzione della quale elevasi la
          <placeName key="Coppola di Paola" ref="https://www.isentieridelpollino.it/escursioni-media-difficolta-parco-pollino/monte-coppola-di-paola-escursioni-parco-pollino.html">Coppola di Paola</placeName>
          (1907 m.); ad est infine il
          <placeName key="Monte Serra" ref="https://www.caimatera.it/tfn/2011/10/19/massiccio-del-pollino-serra-dellabete-e-monte-serra/">M. Saria</placeName>
          (1227 m.), dominato dalla
          <placeName key="Serra di Abete" ref="https://www.caimatera.it/tfn/2011/10/19/massiccio-del-pollino-serra-dellabete-e-monte-serra/">Serra di Abete</placeName>
          sopra
          <placeName key="Viggianello" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q52693">Viggianello</placeName>
          (1460 m.).
        </p>
        <p>
          Alle 4 pom. giunse la mia guida col cavallo: respirai; non vi era più timore di rimanere un altro giorno inoperoso a
          <placeName key="Castelluccio Inf." ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q52552">Castelluccio</placeName>
          .
        </p>
        <lb />
        <p>
          Alle 5 ant. del 20 abbandonai
          <placeName key="Castelluccio Inf." ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q52552">Castelluccio</placeName>
          . Appena fuori del paese si presenta a sud la magnifica veduta dei monti che io aveva osservati il giorno innanzi; ed il sentiero, salendo dolcemente, dà agio al mio occhio di spaziare nella valle, che verdeggiante si apre alla mia destra. Si procede per due ore sopra una serie di colline, dalle vette ampie e rotonde; e la via, seguendone gli avvallamenti, in ognuno dei quali scorre mormorando un ruscello, costringe spesso a scendere fino a 50 o 60 metri, per poi risalire a maggiore altezza sul versante opposto. Ad ogni gruppo di tali colline si dà il nome di serre, e quello già da me percorso chiamasi dai montanari
          <placeName key="Petto del Ceraso">Petto del Ceraso</placeName>
          . Alle 7,30 cominciano le serre di
          <placeName key="Viggianello" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q52693">Viggianello</placeName>
          , e 15 minuti dopo si presenta un bel panorama. In fondo, a sud-est, il
          <placeName key="Massiccio del Pollino" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q1072838">Pollino</placeName>
          , rivestito di boschi, dalla cresta dentellata, era un incanto di bellezza. Allora, più che mai, crebbe in me la brama di toccarne la vetta. Ma, si crederebbe? in quel momento un dubbio mi assalì: raggiungerò io quella cima? Ciò forse parrà strano a qualche lettore: ma coloro che hanno pratica dell'
          <placeName key="Appennino Meridionale" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q3620875">Appennino meridionale</placeName>
          , sanno per prova che un rifiuto della guida a proseguire per difficoltà di via o per improvviso cangiamento di tempo, lo smarrimento del sentiero od altri incidenti, che non è possibile prevedere, possono render vane tutte le fatiche fatte per la riuscita dell'impresa. A sinistra appariva il
          <placeName key="Monte La Fagosa">M. Fagosa</placeName>
          (1002 m.), il gran
          <placeName key="Bosco Magnano" ref="https://www.isentieridelpollino.it/boschi-parco-pollino/bosco-magnano.html">bosco di Magnano</placeName>
          , dominato da parecchi monti della riva destra del
          <placeName key="Sinni" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q1187923">Sinni</placeName>
          ; dirimpetto il
          <placeName key="Monte dell'Alto">M. Alto</placeName>
          (1104 m.) e nella valle a destra,
          <placeName key="Viggianello" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q52693">Viggianello</placeName>
          , le cui case erano illuminate dal sole. Il sito è detto Piano Croce (885 m.); una croce è sulla via, ed in alto a sinistra v’ha una cappella, chiamata
          <placeName key="Santa Maria dell'Alto (Viggianello)" ref="https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/71963/Chiesa+di+Maria+Santissima+del+Monte+Alto">S. Maria dell'Alto</placeName>
          (1002 m.). Il mio viaggio continua ancora per un'ora sempre sulle serre di
          <placeName key="Viggianello" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q52693">Viggianello</placeName>
          <ref target="#Nrdacchyw9" type="integer" />
          , ed alle 8,45 sono sulla strada rotabile, testé costruita
          <ref target="#Nyujplrsnn" type="integer" />
          , che mena da San Severino Lucano a Viggianello. Alle 9 comincia la terza serie di colline, le Serre di
          <placeName key="San Severino Lucano" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q52666">San Severino</placeName>
          <ref target="#N27x36crgo" type="integer" />
          , sulle quali, dopo 15 min. di cammino, mi si offre allo sguardo un altro ameno paesaggio, e alle 9,45 incontro una sorgente d'acqua freschissima in un bel piano, circondato da monti, dal quale si scorge, nella valle,
          <placeName key="San Severino Lucano" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q52666">S. Severino</placeName>
          . Il sito, che credo sia nella regione detta Polito, mi sembrò adatto per prender ristoro e perciò feci sosta. Quante riflessioni in quella mezz'ora! Chi mai avrebbe potuto percorrere in altri tempi quelle regioni, tanto infestate dal brigantaggio? Oggi si traversano, è vero, senza alcun pericolo, ma il viaggiatore è lontano dall'incontrare, non dico gli chalets delle valli piemontesi e svizzere, ma un luogo che lo ripari dal temporale, o una mano benefica che gli offra un ristoro. Quei luoghi sono deserti, poiché la via non è battuta né dagli abitanti di
          <placeName key="Castelluccio Inf." ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q52552">Castelluccio</placeName>
          , i quali si recano a Casalbuono a prendere il treno, né da quelli di
          <placeName key="San Severino Lucano" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q52666">S. Severino</placeName>
          , i quali, per
          <placeName key="Episcopia" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q52567">Episcopia</placeName>
          , toccano
          <placeName key="Latronico" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q52587">Latronico</placeName>
          , che li mette sulla via rotabile, né dagli altri di
          <placeName key="Terranova di Pollino" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q52682">Terranova</placeName>
          , perché essi scendono alla riviera ionica per recarsi alle stazioni ferroviarie di
          <placeName key="Nova Siri" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q52323">Nuova Siri</placeName>
          e di
          <placeName key="Trebisacce" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q54032">Trebisacce</placeName>
          . Mentre mi stavo ad ammirare quella scena alpestre, là, nel cuore della
          <placeName key="Basilicata" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q1452">Basilicata</placeName>
          , in compagnia di un montanaro, non potevo non esclamare: le Alpi, ed i ghiacciai, è vero, sono di una maestà incomparabile, i loro panorami non hanno rivali; ma pure queste montagne sono belle, queste popolazioni hanno diritto ad essere visitate, questi paesi ad essere conosciuti.
        </p>
        <lb />
        <p>
          Alle 10,15 lasciai con rammarico quel sito e, rimontato a cavallo, continuai la mia via. Alle 11 giunsi a quell'agglomeramento di meschine case rurali, che costituiscono il borgo la
          <placeName key="Mezzana Salice (San Severino Lucano)" ref="https://www.italia.it/it/basilicata/potenza/mezzana-salice">Mezzana</placeName>
          (918 m.), ove passò l'ing. Bruno il 27 agosto 1875, nel ritorno dalla sua salita al Pollino, dirigendosi a
          <placeName key="San Severino Lucano" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q52666">S. Severino</placeName>
          per la
          <placeName key="Valle del Frido" ref="https://www.artepollino.it/valle-frido/">valle del Frido</placeName>
          . Mi avvicinai al fabbricato dov'è la sega meccanica del signor Jennarello, e, guadato il fiume
          <placeName key="Frido (torrente)" ref="https://www.isentieridelpollino.it/fiumi-parco-pollino/torrente-Frido.html">Frido</placeName>
          , mi trovai sulla piazzetta del villaggio. Dopo poco abbandonai quella tranquilla borgata fra le meraviglie degli abitanti, i quali, forse, da tempo non vedevano un forestiero passare innanzi alle loro case. Finalmente le ondulate colline erano terminate, e cominciava la salita al
          <placeName key="Colle dell'Acqua Tremola">Colle dell'Acqua Tremola</placeName>
          , che si vedeva, in alto, dominato dal
          <placeName key="Massiccio del Pollino" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q1072838">Pollino</placeName>
          . Alle 12,10 si passa sulla pendice nord dal
          <placeName key="Monte Pelato">M. Pelato</placeName>
          (1396 m.), dalla bella vetta rotonda, e 15 minuti dopo si entra nel bosco di faggi che riveste quel colle. Alle 12,40 raggiunsi il
          <placeName key="Piano dell'Acqua Tremola">Piano dell'Acqua Tremola</placeName>
          (1542 m.), il più alto punto del valico che divide
          <placeName key="Terranova di Pollino" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q52682">Terranova</placeName>
          da
          <placeName key="San Severino Lucano" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q52666">S. Severino</placeName>
          . Ivi mi colpì un gran faggio di forma singolare: il fusto, giunto ad una certa altezza, si divideva in molti grossi tronchi, da cui partivano un numero sterminato di rami chiomati; l'albero aveva un aspetto grave, superbo, e pareva messo lì dalla natura ad attestare le meraviglie della vegetazione.
        </p>
        <p>
          Dal
          <placeName key="Colle dell'Acqua Tremola">Colle dell'Acqua Tremola</placeName>
          si potrebbe, in più breve tempo, compiere l'ascensione del Pollino; ma, mancando colà un ricovero per passare la notte, è necessario proseguire per Terranova.
        </p>
        <p>
          La prima contrada, che s'incontra, è proprietà del signor Virgallita, e da questo luogo ammiro per la prima volta il fianco orientale del
          <placeName key="Massiccio del Pollino" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q1072838">Pollino</placeName>
          , interamente rivestito di faggi e di abeti. Continuo a scendere, traverso la regione Avena, e finalmente, in mezzo ad un ampio piano scorgo in lontananza la casina del signor Rusciano ove giungo all'1,45. Ecco la scena, che mi si presentò allo sguardo: un vasto piano ondulato, circondato da montagne. A sud-ovest il maestoso
          <placeName key="Massiccio del Pollino" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q1072838">Pollino</placeName>
          , che lasciava vedere solamente due sue cime, la
          <placeName key="Serra delle Ciavole" ref="https://www.viaggiarenelpollino.it/hike/ciavole/">Serra delle Ciavole</placeName>
          (1975 m.) e la
          <placeName key="Serra di Crispo" ref="https://www.vienormali.it/montagna/cima_scheda.asp?cod=1832">Serra Crispo</placeName>
          (2052 m.); a nord si ergono le
          <placeName key="Timpa delle Murge" ref="https://www.isentieridelpollino.it/timpa-delle-murge.html">Murge</placeName>
          , tre vette rocciose, delle quali è invisibile la più alta (1445 m.) e che, pel colorito bruno delle loro falde, rassomigliano a quelle vesuviane. Altre colline di minore importanza circondano la casina.
        </p>
        <lb />
        <p>
          Ritornata la guida, alle 2,30 riparto, prendendo il sentiero, che mena a
          <placeName key="Terranova di Pollino" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q52682">Terranova</placeName>
          . A un tratto dovetti fermarmi. Oh quante nostre bellezze sono ignorate! In un punto, ove la valle si restringe tra i monti
          <placeName key="Monte Balsomano">Balsomano</placeName>
          (1324 m.) e
          <placeName key="Manga del Palo">Manga del Palo</placeName>
          (1333 m.), formidabile s'innalza un masso gigantesco, attraverso il quale corre impetuoso il
          <placeName key="Sarmento" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q1256790">Sarmento</placeName>
          . È la
          <placeName key="Garavina">Garavina</placeName>
          . Continuando la via, che segue le sinuosità del
          <placeName key="Monte Balsomano">M. Balsomano</placeName>
          , allo svoltare di una sporgenza, scorsi un gruppo di case, che, bellamente disposte, risplendevano ai raggi dorati del sole, volgente al tramonto. Terranova! gridò la guida. Questo paese (937 m.) lontano da ogni linea ferroviaria, lontano da ogni via rotabile, situato in una regione del tutto montuosa, vive lì, come solitario anacoreta, alla base del gigante, fra i monti della
          <placeName key="Basilicata" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q1452">Basilicata</placeName>
          .
        </p>
        <p>
          Alle 4, dopo 10 ore 1/2 dalla partenza da
          <placeName key="Castelluccio Inf." ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q52552">Castelluccio</placeName>
          , entravo nell'abitato. All'ingresso di
          <placeName key="Terranova di Pollino" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q52682">Terranova</placeName>
          c'è una fontana di buona costruzione: ivi un gruppo di uomini e donne mi guardano con meraviglia, e s'interrogano scambievolmente, al certo spinti dalla curiosità di sapere chi io fossi e qual ragione colà mi conducesse. Erano quivi ad aspettarmi i fratelli signori Luigi ed Antonio Rusciano, i quali mi condussero a casa loro, ove fui accolto con isquisita gentilezza. Ne uscii poco dopo insieme al Sindaco del Comune e ad altri cospicui cittadini, che mi fecero cortese compagnia nel giro del paese. Fuori dell'abitato, verso oriente, mi fermai a guardare: a nord il
          <placeName key="Monte Calvario (Terranova di Pollino)">M. Calvario</placeName>
          (1299 m.), bellissima montagna rivestita da folto bosco di querce; verso ovest il
          <placeName key="Timpone Angiolicchio">Timpone Angiolicchio</placeName>
          , la
          <placeName key="placeName" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q0000">Serra Tavernola</placeName>
          (1337 m.) ed il
          <placeName key="Monte Balsomano">M. Balsomano</placeName>
          (1324 m.), sulla cui pendice meridionale scorsi il sentiero, che avevo percorso; ai miei piedi si distendeva la valle del
          <placeName key="Sarmento" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q1256790">Sarmento</placeName>
          , fiume che, in quella stagione, ha il corso lentissimo, per modo che il suo vasto letto pietroso rimane quasi all'asciutto; attraverso la gola, ove sorge la
          <placeName key="Garavina">Garavina</placeName>
          , si vedeva la
          <placeName key="Serra di Crispo" ref="https://www.viaggiarenelpollino.it/hike/crispo/">Serra Crispo</placeName>
          (2052 m.); seguiva la
          <placeName key="Manga del Palo">Manga del Palo</placeName>
          (1353 m), bellissimo monte boscoso con vasto altipiano; più in distanza la caratteristica
          <placeName key="Monte La Falconara" ref="https://peakvisor.com/peak/monte-la-falconara.html">Falconara</placeName>
          (1655 m.), montagna rocciosa a due punte, e l'importante
          <placeName key="Timpone Rotondella">Timpone Rotondella</placeName>
          (1669 m.), denominato dagli abitanti del paese
          <placeName key="Lagoforano">Lagoforano</placeName>
          , separati dal
          <placeName key="Colle Scursillo">Colle Scursillo</placeName>
          (1270 m.); indi il
          <placeName key="Timpone Bruscata">Timpone Bruscata</placeName>
          (1417 m.) e il
          <placeName key="Timpone Noviera">Timpone Noviera</placeName>
          (1593 m.), fra i quali si apre la
          <placeName key="Valle Nera">valle Nera</placeName>
          , e finalmente, in fondo a sud-est, il
          <placeName key="Monte Sparviere" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q3862028">M. Sparviere</placeName>
          (1715 m.). Ritornammo in paese. Quale spettacolo deve presentare nell'inverno, all'occhio dell'alpinista questo circolo di montagne, tutte coperte di neve! E quanto misera dovrà esser la condizione di quei poveri abitanti, costretti per mancanza di strade, a non poter uscire dal paese!
        </p>
        <span type="notes">
          <note xml:id="Nrdacchyw9" type="integer">
            La contrada in cui mi trovo è chiamata sulla carta
            <placeName key="Serra della Cappellina">Serra di Cappellina</placeName>
            , mentre è dato il nome di
            <placeName key="Serre di Viggianello">Serre di Viggianello</placeName>
            all'altra, posta ad oriente di
            <placeName key="Viggianello" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q52693">Viggianello</placeName>
            , presso la
            <placeName key="Serra di Abete" ref="https://www.caimatera.it/tfn/2011/10/19/massiccio-del-pollino-serra-dellabete-e-monte-serra/">Serra di Abete</placeName>
            , più in vicinanza al
            <placeName key="Massiccio del Pollino" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q1072838">Pollino</placeName>
            . Ho ritenuto la denominazione adottata dai montanari.
          </note>
          <note xml:id="Nyujplrsnn" type="integer">Non è segnata sulla carta.</note>
          <note xml:id="N27x36crgo" type="integer">
            Sulla carla
            <placeName key="placeName">Serra Cavallina</placeName>
            .
          </note>
        </span>
      </div>
    </body>
  </text>
</TEI>