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      <titleStmt>
        <title>Monte Alpi di Latronico in Basilicata e i suoi marmi [estratto 1]</title>
        <author>Salmoiraghi, Francesco</author>
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          <resp>mark-up by</resp>
          <name>Carmine Cassino</name>
        </respStmt>
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          <name>Carmine Cassino</name>
          <resp>transcription by</resp>
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        <respStmt>
          <resp>main editor</resp>
          <name>Fulvio Delle Donne</name>
        </respStmt>
      </titleStmt>
      <publicationStmt>
        <publisher>BUP - Basilicata University Press</publisher>
        <pubPlace>Potenza</pubPlace>
        <date>2026</date>
        <availability>
          <licence target="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/4.0/">Attribution-NonCommercial-ShareAlike 4.0 International (CC BY-NC-SA 4.0)</licence>
        </availability>
      </publicationStmt>
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        <listBibl>
          <bibl type="edition">In "Monte Alpi di Latronico in Basilicata e i suoi marmi", «Bollettino del Club alpino italiano», n.69 (1903), pp. 181-185.</bibl>
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        </listBibl>
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            <idno>Linea3_Sal1</idno>
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        <language ident="la">Latin</language>
      </langUsage>
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      <docDate>
        <date>1903</date>
      </docDate>
      <div type="text">
        <p>
          I.
          <placeName key="Monte Alpi" ref="https://visitcastelsaraceno.info/monte-alpi/">monte Alpi</placeName>
          <ref target="#Nx23px0svj" type="integer" />
        </p>
        <p>
          Il monte
          <placeName key="Monte Alpi" ref="https://visitcastelsaraceno.info/monte-alpi/">Alpi</placeName>
          (1906 m.) è una delle più alte cime della
          <placeName key="Basilicata" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q1452">Basilicata</placeName>
          , poichè è superato di soli cento metri dal maggiore dei monti lucani, il
          <placeName key="Monte Papa" ref="https://www.vienormali.it/montagna/cima_scheda.asp?cod=1902">monte Papa</placeName>
          (2007 m.). Ad entrambi invero sovrasta il
          <placeName key="Massiccio del Pollino" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q1072838">Pollino</placeName>
          (2248 m.); ma questo appartiene in oggi anche alla
          <placeName key="Calabria" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q1458">Calabria</placeName>
          , poiché il confine tra questa e la
          <placeName key="Basilicata" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q1452">Basilicata</placeName>
          passa per la vetta che ha l'anzidetta quota. Anzi, la maggior elevazione del gruppo apollineo
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          , la
          <placeName key="Serra Dolcedorme" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q3957956">Serra Dolcedorme</placeName>
          (2271 m.), è tutta calabrese
          <ref target="#Nqdu7ilwd6" type="integer" />
          .
        </p>
        <p>
          L’
          <placeName key="Monte Alpi" ref="https://visitcastelsaraceno.info/monte-alpi/">Alpi</placeName>
          è anche una bella montagna
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          . Essa spicca isolata con una forma conica a chi la guarda dall’occaso o da levante, bicuspidale da mezzodì o da tramontana; colle due vette ed i fianchi biancheggianti di nude rocce calcaree, le insenature ed alcuni dossi col cupo colore dei faggeti. È pur vero che i monti isolati hanno una più distinta individualità e interessano maggiormente di quelli che si addensano in un gruppo o si rincorrono in una catena. Umili colline, isolate, hanno sempre un nome, anzi spesso una storia; mentre invece nelle Alpi e negli Appennini sonvi delle cime tuttora innominate!
        </p>
        <p>
          Al
          <placeName key="Monte Alpi" ref="https://visitcastelsaraceno.info/monte-alpi/">monte Alpi</placeName>
          si può salire da tramontana, movendo da
          <placeName key="Castelsaraceno" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q52556">Castelsaraceno</placeName>
          . È la via che seguirono Campanile e Maltese nel 1896
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          e che loro permise di toccare, prima del
          <placeName key="Monte Alpi" ref="https://visitcastelsaraceno.info/monte-alpi/">monte Alpi</placeName>
          , la cima del
          <placeName key="Monte Raparo" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q31615606">Raparo</placeName>
          (1761 m.); ma
          <placeName key="Castelsaraceno" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q52556">Castelsaraceno</placeName>
          manca di un accesso carrozzabile. Pur troppo si hanno tuttora in Italia dei centri abitati, dove è sconosciuta quella semplice macchina, che gli eroi d’Omero videro girare, le ruote di un carro
          <ref target="#Nko6wpz7ok" type="integer" />
          .
        </p>
        <p>
          preferibile salire il
          <placeName key="Monte Alpi" ref="https://visitcastelsaraceno.info/monte-alpi/">monte Alpi</placeName>
          dal lato di mezzodi, movendo da
          <placeName key="Latronico" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q52587">Latronico</placeName>
          , che giace sulla bella strada nazionale decretata da Ferdinando 1I nel 1852 ed iniziata negli ultimi anni della dominazione borbonica per congiungere il Tirreno coll’Jonio, ma dopo mezzo secolo non ancora giunta a compimento
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          !. Quella strada attraversa la più antica nazionale Napoli-
          <placeName key="Reggio Calabria" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q8471">Reggio</placeName>
          , la cosi detta strada «consolare» delle
          <placeName key="Calabria" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q1458">Calabrie</placeName>
          , non molto lungi da
          <placeName key="Lagonegro" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q52586">Lagonegro</placeName>
          <ref target="#Njev48d0oj" type="integer" />
          .
        </p>
        <p>
          <placeName key="Lagonegro" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q52586">Lagonegro</placeName>
          poi si raggiunge da Napoli in circa sette ore di ferrovia. Il paesaggio che si svolge davanti al viaggiatore è dei più svariati. Dopo le meraviglie del golfo partenopeo e del Vesuvio, e dopo la tranquilla e ridente vallata di Nocera e di Cava, ecco precipita il treno per la stretta di Vietri nel golfo di Salerno, di eui tosto appare lo splendido panorama, e, sottopassata questa città, corre nella pianura ferace (la Piana di Salerno), scostandosi dal mare per svoltare nella valle del Sele ed infilare e rimontare quella del Tanigro
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          , lasciando a destra il biancheggiante Alburno. Sommamente pittoresca è la valle del
          <placeName key="Tanagro" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q929686">Tanagro</placeName>
          , una delle più belle che io conosca nell’
          <placeName key="Italia Meridionale" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q2250397">Italia meridionale</placeName>
          . Ma il treno s’affretta, e, senza abbandonarla, come per incanto, il paesaggio gli si muta d’intorno. Si è nel Vallo di Teggiano
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          , che anche ad un profano appare, qual'è, il fondo di un antico lago prosciugato, sulle cui sponde si schierano città e villaggi, in parte già sedi della
          <placeName key="Lucania" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q1131978">Lucania</placeName>
          preromana. E al Vallo, lungo ben 30 chilometri, succede, percorso dal Calore, che è lo stesso
          <placeName key="Tanagro" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q929686">Tanagro</placeName>
          con mutato nome
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          , un paese accidentato, coperto di vegetazione, che precede la magnifica regione montuosa, dove è nascosto
          <placeName key="Lagonegro" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q52586">Lagonegro</placeName>
          fra la catena litorale ad occidente e l’eccelso gruppo del
          <placeName key="Massiccio del Sirino" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q3850973">Sirino</placeName>
          , col suo
          <placeName key="Monte Papa" ref="https://www.vienormali.it/montagna/cima_scheda.asp?cod=1902">monte Papa</placeName>
          , ad oriente.
        </p>
        <p>
          Chi suole scrutare l’età dei terreni nel profilo delle montagne, nella plastica delle loro pendici, nel colore delle rocce affioranti, nelle tracce della loro erosione meteorica, s'accorge, senza salirli, che quei monti di
          <placeName key="Lagonegro" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q52586">Lagonegro</placeName>
          non assomigliano agli altri dell’
          <placeName key="Appennino Meridionale" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q3620875">Appennino meridionale</placeName>
          ; hanno piuttosto una fisionomia prealpina, ed infatti spettano in gran parte a terreni triasici. E tale osse vazione è antica. «La natura di questi monti è tutt’altra di quella della limitrofa provincia di Principato citeriore» serissero Petagna, Terrone e
          <persName key="Tenore, Michele" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q947973">Tenore</persName>
          nella relazione d’un loro viaggio scientifico, fatto nel 1826 da Napoli a
          <placeName key="Cosenza" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q13619">Cosenza</placeName>
          <ref target="#N0qbtwnffm" type="integer" />
          .
        </p>
        <p>
          A
          <placeName key="Lagonegro" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q52586">Lagonegro</placeName>
          la vaporiera si arresta; fa d’uopo proseguire in carrozza, dapprima sulla consolare di
          <placeName key="Calabria" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q1458">Calabria</placeName>
          rasentando il piccolo
          <placeName key="Lago Sirino" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q3825790">Lago Sirino</placeName>
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          e, lasciando a destra la nazionale che mena a Sapri sul Tirreno, dopo pochi chilometri piegare a sinistra per quella che ne è il proseguimento e conduce o deve condurre a
          <placeName key="Nova Siri" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q52323">Nova Siri</placeName>
          sull’Jonio. Ivi si trova lo spartiacque dell’
          <placeName key="Appennino Lucano" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q3620878">Appennino</placeName>
          (il così detto valico del
          <placeName key="Cavallo (Lauria)">Cavallo</placeName>
          ) ed ivi a chi scende nella
          <placeName key="Valle del Sinni" ref="https://www.artepollino.it/valle-del-sinni/">valle del Sinni</placeName>
          si affaccia sullo sfondo verso oriente l’ardito profilo del
          <placeName key="Monte Alpi" ref="https://visitcastelsaraceno.info/monte-alpi/">monte Alpi</placeName>
          . La strada percorre con belle serpentine la pendice settentrionale del
          <placeName key="Serra Rotonda">Monte Rotondo</placeName>
          , attraversa su ponti di recente costruzione il
          <placeName key="Sinni" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q1187923">Sinni</placeName>
          e poco dopo un suo grosso affluente di sinistra, il
          <placeName key="Torrente Cogliandrino">Cogliandrino</placeName>
          , indi si svolge tortuosa sulla falda sinistra della valle con un andamento ed un profilo che la franosità del terreno cocenico impone; passa presso la valletta della
          <placeName key="Calda (Latronico)" ref="https://fondoambiente.it/luoghi/terme-la-calda?ldc">Calda</placeName>
          , dove sono i Bagni di
          <placeName key="Latronico" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q52587">Latronico</placeName>
          , una stazione di cura che è destinata ad un miglior avvenire, rasenta il piè del
          <placeName key="Monte Alpi" ref="https://visitcastelsaraceno.info/monte-alpi/">monte Alpi</placeName>
          e presto raggiunge l’abitato di
          <placeName key="Latronico" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q52587">Latronico</placeName>
          , dopo un percorso totale dalla stazione di
          <placeName key="Lagonegro" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q52586">Lagonegro</placeName>
          di cirea 30 chilometri.
        </p>
        <p>
          Per un turista frettoloso, che si proponga la sola visita del
          <placeName key="Monte Alpi" ref="https://visitcastelsaraceno.info/monte-alpi/">monte Alpi</placeName>
          , non sarebbe necessario spingersi fino a
          <placeName key="Latronico" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q52587">Latronico</placeName>
          . D'estate potrebbe partire da Napoli nel pomeriggio, percorrere di notte e con buoni cavalli la via carrozzabile da
          <placeName key="Lagonegro" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q52586">Lagonegro</placeName>
          al piè della montagna, salirla all’alba e discenderne in tempo per rifare nelle ore antimeridiane la stessa via ed essere a Napoli alla sera dopo un viaggio di 30 ore. Ma lo sforzo non è in rapporto coll'obbietto.
        </p>
        <p>
          Conviene quindi sostare a
          <placeName key="Latronico" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q52587">Latronico</placeName>
          , dove il conforto moderno manca, ma da ricoverarsi e da sfamarsi si trova. Certo, chi ha reminiscenze classiche non si aspetti di rinvenire nei minori centri della
          <placeName key="Lucania" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q1131978">Lucania</placeName>
          quella saporita pietanza, che i soldati romani da essa nominarono, ed il cui nome dal latino, senza soffermarsi nell'italiano, passò direttamente ai dialetti lombardi. Del resto una virtù dei lucani è l’ospitalità.
        </p>
        <span type="notes">
          <note xml:id="Nx23px0svj" type="integer">
            <hi rend="italic">Arpe</hi>
            o
            <hi rend="italic">Arpa</hi>
            fu anche scritto da antichi autori,
            <placeName key="Monte Alpi" ref="https://visitcastelsaraceno.info/monte-alpi/">Alpe</placeName>
            da moderni; ma
            <placeName key="Monte Alpi" ref="https://visitcastelsaraceno.info/monte-alpi/">Alpi</placeName>
            è il
    nome più in uso, e tale lo segnano la vecchia carta del Rizzi-Zannoni e quelle dell’I.G.M.I. — L'etimologia è controversa.
            <hi rend="italic">Arpa</hi>
            si fa derivare, secondo alcuni, dalla forma arcuata della cresta.
            <persName key="Racioppi, Giacomo" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q3762245">RACCIOPPI</persName>
            (
            <hi rend="italic">Orig. stor. investigate nei nomi geogr. della Basilicata</hi>
            ).
          </note>
        </span>
      </div>
    </body>
  </text>
</TEI>