<TEI xmlns="http://www.tei-c.org/ns/1.0">
  <teiHeader>
    <fileDesc>
      <titleStmt>
        <title>Potenza e dintorni nel XVI secolo: paratesti, prosa e poesia encomiastica - Accademie venosine - Piacevoli - sonetti di dedica - 1-2-3</title>
        <author>Cenna, Giacomo</author>
        <respStmt>
          <resp>transcription by</resp>
          <name>Cristina Acucella</name>
        </respStmt>
        <respStmt>
          <resp>main editor</resp>
          <name>Fulvio Delle Donne</name>
        </respStmt>
      </titleStmt>
      <publicationStmt>
        <publisher>Bup - Basilicata University Press</publisher>
        <pubPlace>Potenza</pubPlace>
        <date>2024</date>
        <availability>
          <licence target="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/4.0/">Attribution-NonCommercial-ShareAlike 4.0 International (CC BY-NC-SA 4.0)</licence>
        </availability>
      </publicationStmt>
      <notesStmt>
        <note>cfr. nota al documento precedente.</note>
      </notesStmt>
      <sourceDesc>
        <listBibl>
          <bibl type="edition">Cenna, Giacomo. Cronaca antica della città di Venosa. Napoli, Biblioteca Nazionale, ms X.D.3.</bibl>
          <bibl type="bibliography" />
          <bibl type="source-register">Cenna, Giacomo. Cronaca antica della città di Venosa. Napoli, Biblioteca Nazionale, ms X.D.3.,  cc. 159r-159r.</bibl>
          <bibl type="primary-source" />
          <bibl type="tradition" />
          <bibl type="main_source" />
        </listBibl>
        <msDesc>
          <msIdentifier>
            <idno>Accademie venosine - Piacevoli - sonetti di dedica - 1-2-3</idno>
          </msIdentifier>
          <physDesc>
            <objectDesc form="codex" />
          </physDesc>
        </msDesc>
      </sourceDesc>
    </fileDesc>
    <profileDesc>
      <langUsage>
        <language ident="it">Italian</language>
      </langUsage>
      <textClass>
        <keywords>
          <term type="form">prosimetrum</term>
          <term type="genre">lyric</term>
          <term type="function">praise</term>
          <term type="source">literary</term>
        </keywords>
      </textClass>
      <correspDesc>
        <correspAction type="sent">
          <persName>Manilio Cappellano</persName>
          <settlement>Venosa, Basilicate, Italy</settlement>
        </correspAction>
        <correspAction type="received">
          <settlement>Venosa, Basilicate, Italy</settlement>
          <persName>Accademia dei Piacevoli, Venosa</persName>
          <persName>Orazio Caputi</persName>
        </correspAction>
      </correspDesc>
    </profileDesc>
    
  </teiHeader>
  <text>
    <body>
      <docDate>
        <date>1582</date>
      </docDate>
      <div type="text">
        <p>
          Nientedimeno un giorno nel principio di detta loro
          <orgName key="Accademia dei Piacevoli, Venosa" clusterId="31773921926911">Accademia</orgName>
          se ritrova sotto uno scacchiero sopra una boffetta l’infrascritto sonetto:
  
  
    Spirti gentili che le labra havete
    umide sempre del divin liquore
    per cui vita retien huom, sì ben muore,
    e non li fa timor orma di
          <placeName key="Lete, fiume" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q3831042">Lethe</placeName>
          vorria smorzar tra voi l’ardente sete
    ch’accende in me desio di farvi honore,
    e sacrarvi quest’alma e questo cuore,
    per palesar al mondo quel che sete.
    Ma in me Raggion via più ch’el desir puote,
    che pria che lingua per lodarvi sciolga,
    la man refrena et il mio dir percuote.
    si ch’a forza convien ch’a dietro volga
    acciò l’indegnità delle mie note
    l’onor ch’a voi si deve non vi tolga.
  
                    

  Questo sonetto cossì nascostamente ritrovato fu letto in presentia di tutti li signori dell’
          <orgName key="Accademia dei Piacevoli, Venosa" clusterId="31773921926911">Accademia</orgName>
          e causò in essi assai maraviglia per non potersi saper l’authore chi fosse. Dove che, leggendosi e perleggendosi più volte quello, non se potè scoprire mai chi fosse stato tanto desso a ponere detto sonetto senza loro saputa. Anzi gioivano del desiderio di quello mentre nel suo poema se dimostrava desideroso in voler tra essi loro aggregarsi in detta
          <orgName key="Accademia dei Piacevoli, Venosa" clusterId="31773921926911">Accademia</orgName>
          . Dove che poco di poi avendo posto nell’istesso loco l’infrascritto poema dedicato all’
          <persName key="Caputi, Orazio">Accademico nominato il Bidello</persName>
          :
  
  
    Cossì vi cinga l’honorata fronte
    l’arbor d’
          <persName key="Apollo" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q37340">Apollo</persName>
          e ’l petto col sen v’infonde
    l’acque che d’
          <placeName key="Ippocrene, fonte" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q195848">Hyppocrene</placeName>
          orna le sponde
    e fa fiorire di
          <placeName key="Parnaso, monte" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q105261">Parnasso</placeName>
          il monte.
    Cossì le rime nostre ornate e pronte,
    vadin mai sempre a i bei desir seconde,
    e dove
          <persName key="Apollo" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q37340">Febo</persName>
          scopre, e dove asconde
    il raggio suo, sian manifeste e conte.
    Come io vorrei,
          <persName key="Caputi, Orazio">Bidello</persName>
          , a gl’amorosi
    concenti vostri, almeno in presso al segno
    che di stupor fanno innarcarmi il ciglio.
    Prega per me tu, di
          <persName key="Latona" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q12958119">Latona</persName>
          il figlio,
    ch’infonda al petto mio, quantunque indegno,
    l’alti secreti tuoi a me nascosi.
  
  
  Fu scoverto dalla spia e chiamato in presentia di tutti i signori accademici, il signor
          <persName key="Cappellano, Manilio">Manilio Cappellano</persName>
          . Non puote tanto scusarsi ch’alla fine non confessarsi il tutto aver fatto invidioso molto d’esser aggregato con essi loro in cossì nobile esercitio, offerendosi dall’hora in poi esercitarsi con essi loro, a quanto dall’ill.mo
          <persName key="Caputi, Orazio">
            Principe di essa
            <orgName key="Accademia dei Piacevoli, Venosa">accademia</orgName>
          </persName>
          li veniva imposto. Per la qual cosa fu da quelli si ricevuto carissimamente, e datoli il nome dell’
          <persName key="Cappellano, Manilio">Accademico Incognito</persName>
          , et aggregato nel numero di essi, ne fu imposto all’
          <persName key="Caputi, Orazio">Accademico Bidello</persName>
          che rispondesse all’ultimo poema scritto da detto
          <persName key="Cappellano, Manilio">Accademico Incognito</persName>
          . Dove che da quello, per l’istesse consonanze, fu inviato l’infrascritto poema che segue:
  
  
    Risposta
    Ridendo, a che più preghi con man gionte?
    Mi disse
          <persName key="Apollo" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q37340">Apollo</persName>
          , che ’l dir vago infonde.
    Colui le sue virtù, con voi nasconde
    per farle in altro tempo al mondo conte.
    Tutte le vie sa ben del
          <placeName key="Parnaso, monte" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q105261">sacro monte</placeName>
          ,
    conosce e tratta le chiare acque e monde
    del celebrato fonte ove s’infonde
    per dar corona all’onorato fronte.
    Con atti, poi soggiunse, men festosi:
    che non preghi per te,
          <persName key="Caputi, Orazio">Bidello</persName>
          , degno
    Non d’un sol cippo, ma di lungo esiglio?
    Egli ha passato, e tu non giungi al segno.
    Ciò detto sparve, e con occhi sdegnosi
    mi fe’ tremar, ond’ho turbato il ciglio.
    
  Fu lodato molto il sopradetto poema da tutti signori accademici, e lodorno infinitamente l’
          <persName key="Caputi, Orazio">Accademico Bidello</persName>
          che s’era fatigato in quello.
        </p>
        <span type="notes" />
      </div>
    </body>
  </text>
</TEI>