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        <title>Potenza, provincia e Regno nel XVI secolo: paratesti, prosa e poesia encomiastica - Scipione Ammirato - Il Rota - introduzione</title>
        <author>Ammirato, Scipione</author>
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          <name>Cristina Acucella</name>
          <resp>transcription by</resp>
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          <resp>main editor</resp>
          <name>Fulvio Delle Donne</name>
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        <publisher>Bup - Basilicata University Press</publisher>
        <pubPlace>Potenza</pubPlace>
        <date>2024</date>
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          <licence target="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/4.0/">Attribution-NonCommercial-ShareAlike 4.0 International (CC BY-NC-SA 4.0)</licence>
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          <bibl type="edition">Ammirato, Scipione. Il Rota, overo delle imprese. Dialogo del S. Scipione Ammirato nel quale si ragiona di molte imprese di diuersi eccellenti autori, et di alcune regole et auertimenti intorno questa materia. Napoli: Scotto, 1562.</bibl>
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          <bibl type="source-register">Ammirato, Scipione. Il Rota, overo delle imprese (1562), pp. 3-4.</bibl>
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            <idno>Scipione Ammirato - Il Rota - introduzione</idno>
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        <language ident="it">Italian</language>
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          <term type="genre">epistolography</term>
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          <persName>Scipione Ammirato, 1531-1601</persName>
          <settlement>Napoli, Campania, Italy</settlement>
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          <settlement>Napoli, Campania, Italy</settlement>
          <persName>Lettori</persName>
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        <date>1562</date>
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        <p>
          All'Illustrissimo et molto Reverendo Signor
          <persName key="Carafa, Vincenzo">Vincenzo Carrafa</persName>
          fu dell'Illustrissimo
          <persName key="Carafa, Antonio">
            S. Conte di
            <placeName key="Ruvo di Puglia" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q51848">Ruvo</placeName>
          </persName>
          .
Gli interlocutori sono:
Monsignor
          <persName key="De' Nini, Amerini, Nino" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q23618484">
            Vescovo di
            <placeName key="Potenza" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q3543">Potenza</placeName>
          </persName>
          , il Signor
          <persName key="Rota, Berardino" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q17187076">Berardino Rota</persName>
          , il Signor
          <persName key="Cambi, Alfonso" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q88861156">Alfonso Cambi</persName>
          et Messer
          <persName key="Maranta, Bartolomeo" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q809505">Bartolomeo Maranta</persName>
          .
Cosa ragionevole che havendo io da V.S. et dall'Illustrissimo S. Duca suo fratello, infin da quel tempo che le conobbi ricevuto continove cortesie, m’ingegnassi ancor io per ogni via a me possibile di far loro qualche dimostratione della gratitudine dell'animo mio. Et trovandomi già condotto a fine un ragionamento, che passò tra alcuni gentilhuomini vostri et miei amici in materia d'imprese così militari, come amorose da diversi gentilissimi spiriti composte et particolarmente fatto mentione di molte del S.
          <persName key="Rota, Berardino" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q17187076">Berardino Rota</persName>
          in suggetto di morte che un di color fu che a ragionar si trovarono et quelli da cui questo discorso prende il suo titolo, ho stimato per questo mezzo dover poter almeno in qualche piccola parte sodisfare al debito di che io mi sento a noi tenuto se sotto il vostro nome facessi questo mio trattato uscir nella luce degli huomini, qual egli si sia. Il che fo hora, sperando assai presto poter somigliantemente così fare col S. Duca per mezzo d'alcuna altra mia fatica a cui non sono meno obligato. Hebbe dunque l'occasion di questo dialogo origine in questo modo: che essendo ito il
          <persName key="De' Nini, Amerini, Nino" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q23618484">
            Vescovo di
            <placeName key="Potenza" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q3543">Potenza</placeName>
          </persName>
          insieme col S.
          <persName key="Cambi, Alfonso" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q88861156">Alfonso Cambi</persName>
          et M.
          <persName key="Maranta, Bartolomeo" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q809505">Bartolomeo Maranta</persName>
          a visitar il S.
          <persName key="Rota, Berardino" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q17187076">Berardino Rota</persName>
          , come costumavano assai spesso, et dimorati per buono spatio in dolci ragionamenti, essendo il di bellissimo, ch'erano i dieci dì di aprile, deliberarono alla fine di andar a diporto in cocchio tutto quel giorno. Quando postisi per entrar dentro,
          <persName key="De' Nini, Amerini, Nino" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q23618484">Monsignor</persName>
          s'accorse che dietro al cocchio, ove erano l'armi, ci erano anco in un cartiglio scritte quelle parole, che altra volta harà V.S. veduto, MORS UNA DUOBUS. Talché preso quindi a dir dell'imprese, et però fatto nuovo proponimento di gir alla Ruota, che così è detto il giardino del S.
          <persName key="Rota, Berardino" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q17187076">Berardino</persName>
          ove egli havea quarantasei imprese sue fatto dipingere, accadde che tutto quel dì intero convenne in questo discorso occupare. Il quale a me poi da un di lor riferito, ho qui nella maniera che vederete trascritto.
        </p>
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