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        <title>Pellegrinaggio a Gaudiano</title>
        <author>Azimonti, Eugenio</author>
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          <resp>mark-up by</resp>
          <name>Carmine Cassino</name>
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          <resp>transcription by</resp>
          <name>Carmine Cassino</name>
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          <resp>main editor</resp>
          <name>Fulvio Delle Donne</name>
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        <publisher>BUP - Basilicata University Press</publisher>
        <pubPlace>Potenza</pubPlace>
        <date>2026</date>
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          <licence target="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/4.0/">Attribution-NonCommercial-ShareAlike 4.0 International (CC BY-NC-SA 4.0)</licence>
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          <bibl type="edition">"Carteggio", vol. IV – 1927-1932, a cura di Emilio Gentile, Bari, Laterza, 1981, pp. 202-203</bibl>
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            <idno>Linea 2_Fort.25</idno>
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              <p>Lorem ipsum dolor sit amet</p>
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        <language ident="it">Italian</language>
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          <term type="form">prose</term>
          <term type="genre">epistolography</term>
          <term type="function">narrative</term>
          <term type="source">literary</term>
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      <docDate>
        <date>1930-08-31</date>
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        <p>
          Lettera di
          <persName key="Azimonti, Eugenio">Eugenio Azimonti</persName>
          a
          <persName key="Fortunato, Giustino" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q3771725">Giustino Fortunato</persName>
        </p>
        <lb />
        <p>Roma, 31 agosto 1930</p>
        <lb />
        <p>Chiarissimo Senatore,</p>
        <lb />
        <p>
          sono tornato ieri mattina da Foggia. Ho passata tutta la settimana nel Tavoliere con Peppino Di Lonardo ed altri due ingegneri dell’Acquedotto pugliese per assolvere il compito affidatomi da Serrapieri di riferirgli sulla trasformazione fondiaria del vasto territorio. La giornata di mercoledì 27 l’avevamo passata tra Foggia, Cerignola e l’
          <placeName key="Ofanto" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q841550">Ofanto</placeName>
          quando – nel pomeriggio – a Cerignola mi lasciai pungere dal desiderio di una corsa a
          <placeName key="Villaggio Gaudiano">Gaudiano</placeName>
          . Di Lonardo non c’era mai stato. Con l’automobile subito arrivammo, mentre – in altri tempi – io vi impiegavo due e più ore con la carrozza. Che dirle della malinconia che mi pigliò?
        </p>
        <p>
          Il colore del tempo passato sui muri della palazzina; i nidi delle vespe sulle chiuse imposte; le stalle vuote di bestiame; la masseria deserta!...Che desolazione, che malinconia per chi come me ricordava la calma operosa dei tempi di
          <persName key="Fortunato, Ernesto" ref="https://www.tucciariello.it/Personaggi/Fortunato_Ernesto/index.php">Ernesto Fortunato</persName>
          , di Vostro Fratello che l’aveva trasformata sin da quando neanche si parlava di trasformazione.
        </p>
        <p>Non Le avrei scritto, chiarissimo Senatore, tutto ciò, se Ella non mi avesse costretto a farlo con la seconda lettera scrittami il 29.</p>
        <p>
          Come vede, il Locone non c’entra. Andammo a
          <placeName key="Villaggio Gaudiano">Gaudiano</placeName>
          in pellegrinaggio. Comunque, io la ringrazio molto molto della preziosa stampa che mi ha mandato e le assicuro che rimarrà tra le mie carte.
        </p>
        <p>
          Leggendola con vivo interesse, vi ho trovato a pagina 11 la più precisa, esattissima, direi scientifica, descrizione della marana
          <ref target="#Nwf58qlvfi" type="alpha" />
          .
        </p>
        <p>Quante ne abbiamo percorse nelle nostre gite di questi passati giorni con Di Lonardo.</p>
        <p>Quel che mi dispiace è che io – privo di coltura classica – non posso capire e godere il latino di cui si adorna il di Lei scritto. Me lo farò spiegare.</p>
        <p>
          Io spero di passare da Lei in questo prossimo mese o nell’altro e di dirle a voce perché e come abbia lasciato
          <placeName key="Villa d’Agri (Marsicovetere)">Pedali</placeName>
          .
        </p>
        <span type="notes">
          <note xml:id="Nwf58qlvfi" type="alpha">
            «Come noi di
            <placeName key="Basilicata" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q1452">Basilicata</placeName>
            chiamiamo i pantani, ricettacoli di acqua ferma e di fango, cagionati dalla lunga fila de’ fontanili dell’ultimo strato impermeabile della valle, lunghesso il fiume».
          </note>
        </span>
      </div>
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