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        <title>Lettera di Fortunato a Gaetano Salvemini</title>
        <author>Fortunato, Giustino</author>
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          <name>Carmine Cassino</name>
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          <name>Carmine Cassino</name>
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          <resp>main editor</resp>
          <name>Fulvio Delle Donne</name>
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        <publisher>BUP - Basilicata University Press</publisher>
        <pubPlace>Potenza</pubPlace>
        <date>2026</date>
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          <bibl type="edition">Carteggio, vol. II – 1912-1922, a cura di Emilio Gentile, Bari, Laterza, 1979, p. 170-171</bibl>
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            <idno>Linea 2_Fort.17</idno>
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              <p>Lorem ipsum dolor sit amet</p>
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        <language ident="it">Italian</language>
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      <docDate>
        <date>1914-11-06</date>
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        <p>
          <placeName key="Rionero in Vulture" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q52646">Rionero</placeName>
          , 6 novembre 1914
        </p>
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        <p>Mio carissimo Gaetano,</p>
        <lb />
        <p>ti scrivo questa lettera, affinché tu la servi per il giorno in cui, non più vivo io, si avvererà ciò che ora io ti predico. Sono il primo e solo ad avere una ben triste previsione del domani, circa l’Acquedotto Pugliese, assai più grave di quelle che agitano gli animi de’ tuoi comprovinciali.</p>
        <p>
          Prima o poi che le acque del Sele giungano a Bari, con o senza le invocate fognature, è bene che tu sappia da me, da me per il primo, che in un domani più o meno lontano la colossale opera dell’Acquedotto stordirà i viventi per la improvvisa inaspettata ostruzione in più punti delle sue lunghissime gallerie lungo le falde di argilla scagliosa dell’
          <placeName key="Appennino Meridionale" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q3620875">Appennino</placeName>
          da
          <placeName key="Conza della Campania" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q55031">Conza</placeName>
          a
          <placeName key="Venosa" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q52691">Venosa</placeName>
          , dacché la costruzione di quelle gallerie è poggiata su due grandi errori, frutto di imprevidenza principalmente a causa di mala intesa economia:
        </p>
        <p>1) dacché, per il rivestimento, venne adottata, non la sagoma circolare, come per i trafori ferroviari di Ariano, ma la ovoidale:</p>
        <p>2) dacché alle abbondantissime acque sotterranee di quelle gallerie non fu dato alcuno sbocco, contrariamente a quanto venne fatto per gli acquedotti di Vienna e di Berna, in uno o più cunicoli sottostanti al piano stesso del canale.</p>
        <p>
          Anche se la sagoma ovoidale, tanto meno valida alle pressioni, sarà bastevole a resistere a queste, le acque sotterranee, forzatamente, imprigionate, ma impossibile a essere trattenute, cagioneranno lesioni, prima, rotture, dopo, le quali importeranno o che le pure acque del Sele arrivino di là dalle Murge commiste con le sotterranee delle gallerie dell’
          <placeName key="Appennino Lucano" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q3620878">Appennino Lucano</placeName>
          (e così sarà fin dal primo giungere di ese a Gioia del Colle, in fin d’anno!) o che il canale addirittura si ostruisca od almeno che occorra sospenderne il corso per le necessarie riparazioni. Insomma, l’Acquedotto non sarà per anco inaugurato, che, a un tratto, verrà a galla l’enorme difficoltà della sua normale funzione.
        </p>
        <p>Peccato io non abbia saputo dirti, con linguaggio più tecnicamente esatto, la verità delle cose! Ma della verità della cosa, ancora interamente ignota a tutti, tu non dubitare. E il giorno in cui, disgraziatamente, sarà palese, quel giorno fa pure il mio nome. Anche dall’altro mondo, io te ne sarò grato.</p>
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