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        <title>Petitione per modo exhortativo ad indure alcun signore essere cum iustitia a lui propitio.</title>
        <author>Bartolomeo Miniatore</author>
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          <resp>transcription by</resp>
          <name>Cristiano Amendola</name>
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          <resp>main editor</resp>
          <name>Fulvio Delle Donne</name>
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        <publisher>BUP - Basilicata University Press</publisher>
        <pubPlace>Potenza</pubPlace>
        <date>2025</date>
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          <licence target="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/4.0/">Attribution-NonCommercial-ShareAlike 4.0 International (CC BY-NC-SA 4.0)</licence>
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          <bibl type="source">Bologna, Biblioteca Universitaria, 226 (già 272), cc. 64v-66r.</bibl>
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            <idno>LXXVIII</idno>
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              <p>Petizione al signore chiedendogli di intimare a un suo avversario di restituirgli un vecchio prestito.</p>
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            <objectDesc form="model_letter">
              <p>64v-66r</p>
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        <p>Petitione per modo exhortativo ad indure alcun signore essere cum iustitia a lui propitio.</p>
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        <p>[65r] 1. Non è de bisogno denanti ala vostra illustrissima Signoria porgiere la verità cum varii coluri e parlari fitti, perché la virtude da sì medesima s’è manifestata.</p>
        <p>2. Perhò, cum ogni honestissima audatia ho deliberato comparire denanti ala vostra Excellentia, sotto ombra dela quale è difeso e administrato cum summa prudentia la iustitia, non riguardando utili, honori, amicitie né altri impedimenti, li quali siano in odio ala rasone, ma preparatissimo como romani piutosto ala morte che rompere la fede de iustitia dedita al regimento, conservation de ciascun stato.</p>
        <p>3. E bench’io sia indocto et incapace ala impresa recevuta, fidandome nel soplimento dela vostra Excellentia, che più efficacemente intenderà che ’l narrar mio non sarà ornato como meritarebbe tal casone, considerando [65v] la sagace intelligentia deli adversarii miei, che laici sono, non temerò le punte sue, perché io sono armato de iustitia, la quale me deffenderà contra ogni dureza.</p>
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        <p rend="3">
          4. È circa XIIII anni che io prestai a
          <persName key="Giovanni">Giovanni</persName>
          qui presente duchati quatrocento d’oro viniciani a termine de quatro anni, el qual termine è passato de dieci anni, como se vede per experientia. 5. E cum quante parole e zance me habia menato el ditto
          <persName key="Giovanni">Giovanni</persName>
          , litigando, e palaçando, e strusiando il mio già fa tanto tempo, questa è cosa comuna a tutta questa cità, conducendomi cum varie parole sordamente, como persona discognoscente e de ogni buona conclusione inimico, anci piutosto cum truffamenti e ingani, che è contra ogni buon costume.
        </p>
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      </div>
      <div type="escatocollo">
        <p rend="6">6. Per la qual cosa, cum ogni humanità priego et humilmente supplico la vostra Excellentia [66r] che cum ogni promptissima execution se degni provedere che io sia satisfatto del debito mio, perché le voce de coloro a chi è retenuto el suo contra la vera iustitia cridano vendetta avanti el conspetto delo eterno Dio.</p>
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      </div>
      <div type="escatocollo">
        <p rend="7">
          7. Son certo che la vostra illustrissima Signoria farà che io, sencia litigio né dilation di tempo, sarrò satisfatto, et maxime essendo sempre la felicissima e divulgata fama che questa honorata terra se ha retenuto per vera hereditade havere continuamente recommesso le persone che hano nele petitione sue gran iustificatione, et altre casone che incita et astrenge la Excellentia vostra haverme recommandato, e constrengere el ditto
          <persName key="Giovanni">Giovanni</persName>
          a satisfarmi, acioché la rasone habia il suo effetto, perché ala vostra excellentissima Signoria non adimando se non è iustitia, ala quale humilmente etc.
        </p>
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