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        <title>Levi si è fermato ad Eboli: G. D. Giagni</title>
        <author>Giagni, Gian Domenico</author>
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          <resp>mark-up by</resp>
          <name>Sara Petta</name>
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          <name>Sara Petta</name>
          <resp>transcription by</resp>
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          <resp>main editor</resp>
          <name>Fulvio Delle Donne</name>
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      <publicationStmt>
        <publisher>BUP - Basilicata University Press</publisher>
        <pubPlace>Potenza</pubPlace>
        <date>2026</date>
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          <licence target="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/4.0/">Attribution-NonCommercial-ShareAlike 4.0 International (CC BY-NC-SA 4.0)</licence>
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          <bibl type="edition">Costume politico e letterario, 28 giungo 1946, p. 44.</bibl>
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          <msIdentifier>
            <idno>Spiritus loci, Giagni7</idno>
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        <language ident="it">Italian</language>
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      <docDate>
        <date>1946</date>
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      <div type="text">
        <p>
          <persName key="Levi, Carlo" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q312628">Levi</persName>
          si è fermato ad
          <placeName key="Eboli" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q80933">Eboli</placeName>
          (a
          <persName key="Sinisgalli, Leonardo" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q3830446">L. Sinisgalli</persName>
          )
        </p>
        <p>
          Caro
          <persName key="Sinisgalli, Leonardo" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q3830446">Leonardo</persName>
          è strano: il tempo tante volte ha ragione di noi, ci sconfigge allettandoci come bambini. È di oggi infatti la mia commozione nel veder avanzare (a passi di gallo, dici tu) di pari passo la primavera sui giardini romani e l’interesse per la
          <placeName key="Lucania" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q1131978">Lucania</placeName>
          , paese dove noi due siamo nati e verso il quale da anni portiamo un indicibile amore. È un po’ come se scoprissero le nostre intime cose, l’immagine che resta da secoli nel fondo del cassettone, l’erba sana e l’erba malata nel verde degli orti, il colore dei capelli e i gesti di mia madre e delle tue sorelle. Di questo non dovremmo vergognarci, il rossore è il passaporto dell’ingratitudine, e l’uomo è per natura legato alle vanità e nello stesso tempo al timore di scoprirsi; ma sembra che io sia lontano da tali vanità e timori.
        </p>
        <p>
          Sentir parlare
          <persName key="Levi, Carlo" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q312628">Levi</persName>
          nel suo libro viene voglia di restar muti a soppesar le parole del libro fitto di episodi e di giudizi. Un torinese ha scoperto
          <placeName key="Grassano" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q52292">Grassano</placeName>
          nello stesso modo in cui io scoprii
          <placeName key="Roma" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q220">Roma</placeName>
          , qualche anno fa, sedendomi sui gradini alla fine di via dell’Orso, dinanzi all’Hostaria, o mangiando cocomero a
          <placeName key="Piazza di Spagna" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q15124814">Piazza di Spagna</placeName>
          , sotto la finestra di
          <persName key="Keats, John" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q82083">Keats</persName>
          e di
          <persName key="Shelley, Percy Bysshe" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q93343">Shelley</persName>
          . Io non sono mai stato a
          <placeName key="Recanati" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q83362">Recanati</placeName>
          , non vorrò mai andarci (tu sai che ultimamente ho messo il piede nella vasca fredda del giornalismo, e ho saputo che i migliori degli «inviati speciali» partirono, chi prima chi dopo, per il paese di
          <persName key="Leopardi, Monaldo" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q3860396">Monaldo</persName>
          : la rotativa spense le illusioni di molti italiani; la luce, le notti di ansia, il riso di
          <persName key="Nerina" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q1217088">Nerina</persName>
          , l’orizzonte, si rinchiusero nelle ristrettezze del «sei tondo o corsivo»; la Publifoto distrusse la biblioteca in cui donna
          <persName key="Antici, Adelaide" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q3605139">Adelaide Antici</persName>
          serrava suo figlio «dalla statura di gigante» secondo il
          <persName key="Giordani, Pietro" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q1092339">Giordani</persName>
          ). Io dico che i paesi, le contrade, i fiumi dei poeti dovrebbero essere inghiottiti dalla terra, non appartenere più agli occhi degli altri, di noi, di quelli che vengono dopo.
        </p>
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