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      <titleStmt>
        <title>Una visita al paesello di Orazio: A. Panzini</title>
        <author>Panzini, Alfredo</author>
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          <resp>mark-up by</resp>
          <name>Sara Petta</name>
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          <resp>transcription by</resp>
          <name>Sara Petta</name>
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          <resp>main editor</resp>
          <name>Fulvio Delle Donne</name>
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      </titleStmt>
      <publicationStmt>
        <publisher>BUP - Basilicata University Press</publisher>
        <pubPlace>Potenza</pubPlace>
        <date>2026</date>
        <availability>
          <licence target="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/4.0/">Attribution-NonCommercial-ShareAlike 4.0 International (CC BY-NC-SA 4.0)</licence>
        </availability>
      </publicationStmt>
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          <bibl type="edition">«Corriere della Sera», XIII, 9 giugno 1935, p. 3.</bibl>
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          <msIdentifier>
            <idno>Spiritus loci -23</idno>
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        <language ident="it">Italian</language>
      </langUsage>
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    <body>
      <docDate>
        <date>1935</date>
      </docDate>
      <div type="text">
        <p>
          Una visita al paesello di
          <persName key="Flacco,Quinto Orazio" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q6197">Orazio</persName>
        </p>
        <p>O caro Orazio, io credo che ti farà piacere una visita al paesello dove sei nato.</p>
        <p>
          Così dicevo andando in cerca di
          <placeName key="Venosa" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q52691">Venosa</placeName>
          . È in
          <placeName key="Puglia" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q1447">Puglia</placeName>
          o in
          <placeName key="Basilicata" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q1452">Basilicata</placeName>
          ? Tu stesso dici che non sai se sei pugliese oppure basilisco, àpulus an lucanus.
        </p>
        <p>
          Ma a domandare agli impiegati della stazione di
          <placeName key="Foggia" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q13464">Foggia</placeName>
          dove si trova
          <placeName key="Venosa" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q52691">Venosa</placeName>
          , avevo riguardo. Mi pareva dovessero dire: «
          <placeName key="Venosa" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q52691">Venosa</placeName>
          ? Mai inteso nominare!». E invece si trova negli orari ferroviari e ci si va con la littorina che parte alle sette del mattino.
        </p>
        <p>-	Sarà una cittadina elegantissima, - dissi al capo-stazione.</p>
        <p>-	Ecco, cittadina, sì, - mi rispose, - ma quanto a elegantissima, lei sa bene come sono queste borgate dove la popolazione è costituita in gran parte da un accentramento di contadini e pastori.</p>
        <p>
          Che stranezza! È in grazia tua, o
          <persName key="Flacco,Quinto Orazio" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q6197">Orazio</persName>
          , che il nome di
          <placeName key="Venosa" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q52691">Venosa</placeName>
          , venosino, risuona per il mondo come suprema eleganza. E cosa anche più sana! Il padre tuo,
          <persName key="Flacco,Quinto Orazio" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q6197">Orazio</persName>
          , era una specie di piccolo possidente contadino, e tu, dopo duemila anni, sei celebrato in tutto il mondo insieme con l’imperatore
          <persName key="Augusto" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q1405">Augusto</persName>
          ! E cosa anche più strana! In questi tempi così veloci e anche climaterici, l’umanità si sofferma per onorarti, o
          <persName key="Flacco,Quinto Orazio" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q6197">Orazio</persName>
          .
        </p>
        <p>
          Dopo avere ammesso queste cose, quando la littorina si staccò come saetta dalla stazione di
          <placeName key="Foggia" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q13464">Foggia</placeName>
          e il giorno schiarì, non potei a meno di protestare contro la pioggia che non cessava, pur essendo il primo di maggio; e l’aria nubilosa dava un aspetto di immensità desolata al paesaggio. Ondulazioni strane di terreno senza case! Non deve essere stata facile la guerriglia contro il brigantaggio borbonico,
          <persName key="Summa,Giuseppe Nicola" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q3877077">Ninco Nanco</persName>
          ,
          <persName key="La Gala, Cipriano">Cipriano la Gala</persName>
          ,
          <persName key="Crocco, Carmine" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q45144">Crocco</persName>
          di
          <placeName key="Rionero in Vulture" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q52646">Rionero in Vùlture</placeName>
          , che fu masnadiero non comune:
        </p>
        <p>
          Così
          <persName key="Crocco, Carmine" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q45144">Crocco</persName>
          , già umile pastore,
  Dai briganti promosso generale.
        </p>
        <p>-	Quel monte lassù lontano? – domandai.</p>
        <p>
          -	Il
          <placeName key="Monte Vulture" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q509433">Vùlture</placeName>
          , - mi risposero.
        </p>
        <p>
          Il monte dove
          <persName key="Flacco, Quinto Orazio" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q6197">Orazio</persName>
          , da ragazzo, fece l’ascensione. Però, o
          <persName key="Flacco,Quinto Orazio" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q6197">Orazio</persName>
          , tu non salisti mai su le torri della ambizione, anche se poi diventasti amico di
          <persName key="Mecenate, Gaio Clinio" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q8833">Mecenate</persName>
          , che era ministro dell’imperatore: lui,
          <persName key="Mecenate, Gaio Clinio" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q8833">Mecenate</persName>
          , aveva una gran paura di morire e tu,
          <persName key="Flacco, Quinto Orazio" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q6197">Orazio</persName>
          , gli dicevi: «Caro
          <persName key="Mecenate, Gaio Clinio" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q8833">Mecenate</persName>
          , fatti coraggio, moriremo insieme, ed io trascinerò il tuo riverito nome dietro il mio per molti secoli. Tu mi hai regalato una bella villa, e io te la pago con moneta che non sarà deprezzata».
        </p>
        <p>
          La littorina dopo due ore di velocità si fermò a
          <placeName key="Venosa" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q52691">Venosa</placeName>
          .
        </p>
        <p>Non c’era che una stazioncina sperduta.</p>
        <p>
          <placeName key="Venosa" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q52691">Venosa</placeName>
          sta più in su.
        </p>
        <p>
          A
          <placeName key="Venosa" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q52691">Venosa</placeName>
          , - pensavo mentre l’autobus si arrampicava per le giravolte, - non troveremo probabilmente né gendi alberghi, né menù, né halls; ma troveremo
          <persName key="Flacco, Quinto Orazio" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q6197">Orazio</persName>
          : la statua di
          <persName key="Flacco, Quinto Orazio" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q6197">Orazio</persName>
          con cui scambiare due parole.
        </p>
        <p>
          Ecco
          <placeName key="Venosa" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q52691">Venosa</placeName>
          . Prima appare su di un pianoro una solenne linea di tempio bizantino, o non compiuto o abbandonato. Poi ci si addentra in un luogo labirinto di case, casette con pittoreschi angiporti finchè si arriva all’altra estremità: e lì sorgono quattro torri tonde massicce di un grande castello, che doveva essere in buono stato al tempo dei re di
          <persName key="Angioini" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q18341205">Angiò</persName>
          e di
          <persName key="Aragonesi" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q204920">Aragona</persName>
          . Vicino a quel castello mi attrasse una chiesa, perché sul portale era dipinta una cosa nera e melanconica: due clèpsidre con il motto: Pulvis et Umbra.
          <persName key="Flacco, Quinto Orazio" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q6197">Orazio</persName>
          le sapeva troppo bene anche lui queste cose: che noi siamo polvere e ombra, però non le avrebbe dipinte come stemma della sua villa.
        </p>
        <p>Entrai in quella chiesa seicentesca.</p>
        <p>In neri scialli donne vecchie, prosternate o sedute, sembrerebbero statuarie se le labbra non si muovessero, se le mani non facessero scorrere la corona. Sguardi miti e buoni.</p>
        <p>
          Ma dove sei tu, rustica
          <persName key="Filide" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q1334087">Fìllide</persName>
          , che giovinetta snella levavi al cielo le palme delle mani quando sorge la luna? E voi,
          <persName key="Lidia">Lidia</persName>
          ,
          <persName key="Lalage" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q1801216">Làlage</persName>
          ,
          <persName key="Glicera">Glicera</persName>
          , bellissime creature d’amore, ridenti nelle tue odi, o
          <persName key="Flacco, Quinto Orazio" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q6197">Orazio</persName>
          , dove siete?
        </p>
        <p>
          Noi siamo moralissimi, o
          <persName key="Flacco, Quinto Orazio" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q6197">Orazio</persName>
          , ma se manca la bellezza e l’amore, il mondo è grigio come questo tenebroso mattino. Non sei della mia opinione,
          <persName key="Flacco, Quinto Orazio" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q6197">Orazio</persName>
          ?
        </p>
        <p>
          <persName key="Flacco, Quinto Orazio" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q6197">Orazio</persName>
          sorgeva in altro in forma di statua di bronzo in mezzo alla piazza. La scritta sul piedistallo dice:
          <persName key="Flacco, Quinto Orazio" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q6197">Quinto Horatio Flacco</persName>
          ,
          <placeName key="Venosa" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q52691">Venusia</placeName>
          1889.
        </p>
        <p>
          Mi rendo conto che non era facile per uno statuario ricostruire
          <persName key="Flacco, Quinto Orazio" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q6197">Orazio</persName>
          . Se fosse stato filosofo, gli avrebbero messo la barba, essendo poeta, è sbarbato. Però lo si poteva rappresentare meno togato, meno incoronato, e senza quel rotolo in mano delle sue poesie. In quella veste così solenne, egli non era in grado di rispondere alle mie delicate domande. Non si poteva fare un
          <persName key="Flacco, Quinto Orazio" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q6197">Orazio</persName>
          un po’ sorridente?
        </p>
        <p>
          Davanti alla statua di
          <persName key="Flacco, Quinto Orazio" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q6197">Orazio</persName>
          si apre un albergo dove, dopo una scala, trovai scritto su la porta: «Sia lodato Gesù Cristo». Certamente, ma ogni scritta a suo luogo! Le donne che mi vennero incontro in quell’albergo non erano giovani, però molto ospitali: mi dissero che c’era tutto quello che avessi voluto. Avevano anche minestra di fave. Questo mi fece molto piacere. Sì, amabile
          <persName key="Flacco, Quinto Orazio" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q6197">Orazio</persName>
          , all’ombra del tuo monumento, mangiamo minestra di fave. Tu odiavi,
          <persName key="Flacco, Quinto Orazio" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q6197">Orazio</persName>
          , i superbi apparati della mensa. I tuoi gusti erano sani e semplici, e così anche noi mangiammo fave dolcissime del tuo paese e al tuo cospetto, e condite con olio finissimo.
        </p>
        <p>E, mangiando fave, mi ricordai che tu eri un galantuomo, pieno di rettitudine. Sono eredità, eredità di papà tuo. E le fave infatti mi ricordarono quello che tu dici: «Se da mille sacchi di fave, - tu dici, - ne rubi uno solo, rimani sempre ladro»: de mille fabae cum surripis ununm, damnum est: non facinus mila pacto lenus isto.</p>
        <p>Sarà un’ingenuità da poeti, ma essere onesti è pure una savia politica.</p>
        <p>
          Quando fu verso mezzogiorno, un po’ di sole ruppe le nuvole, brillò un po’ di sereno e così sono disceso in piazza, e abbiamo fatto conversazione con
          <persName key="Flacco, Quinto Orazio" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q6197">Orazio</persName>
          . Si parlò di vari argomenti, anche molto delicati che non è il caso di specificare. Possiamo però dire che si parlò anche di politica, per la ragione che
          <persName key="Flacco, Quinto Orazio" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q6197">Orazio</persName>
          era stato in
          <placeName key="Roma" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q220">Roma</placeName>
          in certa dimestichezza con i più ragguardevoli personaggi politici e poi era vissuto fra due grandi regimi: gli ultimi sussulti della repubblica e le prime affermazioni imperiali con
          <persName key="Augusto" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q1405">Augusto</persName>
          .
        </p>
        <p>Si parlò di democrazia e aristocrazia, specialmente a cagione di quella sua affermazione un po’ insolente per un figlio di contadini: «Odi profanum vulgus et àrceo».</p>
        <p>«Bisognerebbe intenderci su la parola vulgus, - mi rispose, - e non è cosa facile», e mentre lui mi spiegava questa faccenda, mi parve di capire che sua anima era rimasta sempre un po’ timida e paesana. Anzi fu la sua timidezza che lo fece poeta di satire, ma senza rancori né odio. Quello che lui non poteva soffrire erano le astrazioni filosofiche.</p>
        <p>Io gli avrei stretto la mano se lui non fosse stato così in alto.</p>
        <p>Alcuni ragazzetti intanto, ai piedi del monumento, giocavano un ingegnoso giochetto con la trottola.</p>
        <p>
          Fuori del più piccino che disse: «Non saccio», quando domandai chi era
          <persName key="Flacco, Quinto Orazio" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q6197">Orazio</persName>
          , tutti gli altri sapevano benissimo, e scusarono il loro compagno perché era «piccirillo» e non era ancora andato a scuola.
        </p>
        <p>
          Mi dissero che il babbo di
          <persName key="Flacco, Quinto Orazio" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q6197">Orazio</persName>
          era un bravo contadino che si trasferì poi a
          <placeName key="Roma" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q220">Roma</placeName>
          , dove senza riguardo a spese fece educare bene il figliolo. Questi, poi, da prima si adottò a fare lo scrivanello e poi andò all’Università di
          <placeName key="Atene" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q1524">Atene</placeName>
          .
        </p>
        <p>
          Un altro ragazzo mi disse che
          <persName key="Flacco, Quinto Orazio" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q6197">Orazio</persName>
          in tre mesi inventò il latino.
        </p>
        <p>
          E un altro ragazzo giurò che
          <persName key="Flacco, Quinto Orazio" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q6197">Orazio</persName>
          è il più grande poeta del mondo.
        </p>
        <p>-	Non esageriamo, figliuoli, - dissi a quei piccoli venosini. – Certo una dose di verità esiste in quello che voi dite.</p>
        <p>Gli antichi poeti, dato quell’agitante nume che essi dicevano di avere nel petto (est Deus in nobis, ecc.), mi sembra ci tenessero ad essere persone quilibrate, a differenza di molti poeti moderni che, se anche non hanno il Dio nel petto, ci tengono ad essere quilibrati: tanto che se uno mi domandasse a che cosa giova lo studio degli autori classici così lontani da noi, risponderei: «nell’equilibrio: come fornitori di equilibrio mentale».</p>
        <p>
          Ora il nostro amabile
          <persName key="Flacco, Quinto Orazio" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q6197">Orazio</persName>
          , - a parte certe sonore ampollosità che si distinguono a occhio nudo, - fu esemplare per equilibrio, ed è per questo che gli vogliono bene anche quelle persone che hanno poca simpatia per i voli dei poeti.
        </p>
        <p>
          Intanto arrivò l’automobile che conduce alla stazione, e allora domandai a quei ragazzi chi era più antico e chi era più moderno: se
          <persName key="Flacco, Quinto Orazio" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q6197">Orazio</persName>
          oppure l’automobile.
        </p>
        <p>Tutto mi risposero che era più moderno l’automobile.</p>
        <p>
          -	Qui sarei molto incerto, ragazzi miei, perché può darsi che domani si scopra un’altra cosa più potente del motore, mentre un altro
          <persName key="Flacco, Quinto Orazio" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q6197">Orazio</persName>
          non sarà facile di trovare.
        </p>
        <p>-	Badi, signore, che si parte, - mi dissero.</p>
        <p>
          -	Ad ogni modo, - dissi ai piccoli venosini, - tenete a mente che
          <persName key="Flacco, Quinto Orazio" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q6197">Orazio</persName>
          volle molto bene a suo babbo e al suo paese, e sempre si ricordò di loro. Fate così anche voi.
        </p>
        <p>
          Così lasciai
          <placeName key="Venosa" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q52691">Venusia</placeName>
          e
          <persName key="Flacco, Quinto Orazio" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q6197">Orazio</persName>
          . Àpulus an lucanus? Pugliese o basilisco?
        </p>
        <p>Di tutto il mondo dove ancora fiorisce il sorriso e il pensiero.</p>
        <p>
          <persName key="Panzini, Alfredo" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q955791">Alfredo Panzini</persName>
        </p>
        <span type="notes" />
      </div>
    </body>
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</TEI>