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        <title>Vento in Lucania: T. Comello</title>
        <author>Comello, Toni</author>
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          <name>Sara Petta</name>
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          <resp>transcription by</resp>
          <name>Sara Petta</name>
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          <resp>main editor</resp>
          <name>Fulvio Delle Donne</name>
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      <publicationStmt>
        <publisher>BUP - Basilicata University Press</publisher>
        <pubPlace>Potenza</pubPlace>
        <date>2026</date>
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          <licence target="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/4.0/">Attribution-NonCommercial-ShareAlike 4.0 International (CC BY-NC-SA 4.0)</licence>
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          <bibl type="edition">«La Fiera Letteraria», XIII, n. 35-36, 7 sett. 1958, p. 5.</bibl>
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            <idno>Spiritus loci -22</idno>
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        <language ident="it">Italian</language>
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      <docDate>
        <date>1958</date>
      </docDate>
      <div type="text">
        <p>
          Vento in
          <placeName key="Lucania" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q1131978">Lucania</placeName>
        </p>
        <p>
          Salimmo dalla costa campana d’arabia e di gesso, paesi abbandonati nel sole. Il treno corre nella Stretta degli
          <placeName key="Monti Alburni" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q266587">Alburni</placeName>
          , fischia nelle gallerie; dalle finestre di roccia, a intermittenze, scatta la luce, e il
          <placeName key="Basento" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q791190">Basento</placeName>
          , sotto, fra torrioni lunari, d’acque limpidissime.
        </p>
        <p>
          Su, la
          <placeName key="Lucania" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q1131978">Lucania</placeName>
          ,
          <placeName key="Potenza" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q3543">Potenza</placeName>
          , nuovissima, ci viene incontro dal monte, a passi di gigante. Le case- dieci, quindici piani – scendono a valle, fette scaglionate di un enorme frutto come una città tibetana. «
          <placeName key="Potenza" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q3543">Potenza</placeName>
          e la vita. – La scala ci affatica. – Ci riposiamo sulla piazza». Sono versi di
          <persName key="Riviello, Vito" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q4015126">Vito Riviello</persName>
          , poeta e libraio, organizzatore dei trebbi lucani, giovani d’estri e d’intelligenza, e di osca ironia: «
          <placeName key="Porte di Potenza" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q3909023">San Luca</placeName>
          e
          <placeName key="Porte di Potenza" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q3909023">Portasalza</placeName>
          si facevano la lotta. – La piazza li ha conciliati». Sono bozzetti crepuscolari, di una
          <placeName key="Potenza" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q3543">Potenza</placeName>
          scomparsa, o invisibile. Ma
          <persName key="Riviello, Vito" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q4015126">Riviello</persName>
          e i «suoi» (c’è un’aria fresca e pensosa di «Ragazzi della Via Pal» sono attivi, moderni: poeti, pittori, scultori:
          <persName key="Stolfi, Giulio" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q3769790">Giulio Stolfi</persName>
          ,
          <persName key="Falciano, Rocco">Rocco Falciano</persName>
          (nome fiero e allegro da
          <persName key="Hood, Robin" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q122634">Robin Hood</persName>
          della
          <placeName key="Basilicata" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q1452">Basilicata</placeName>
          ) e altri; attendono ai problemi della loro terra, alla sua rapida trasformazione. La
          <placeName key="Lucania" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q1131978">Lucania</placeName>
          è alta –
          <placeName key="Potenza" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q3543">Potenza</placeName>
          è a più di ottocento metri: ci soffia un vento rapido, secco, quasi freddo – e siamo di luglio!
        </p>
        <p>
          Ci portano a
          <placeName key="Pignola" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q52639">Pignola</placeName>
          , sull’altro versante della valle, dove i disoccupati maturano al sole sui gradini del municipio, e la chiesa taglia le raffiche come una nave incagliata. Per le strade spazzate dal vento, allato ai portoni secreti e tombali, gli anelli di pietra aspettano la cavezza dei muli. Lo Stato costruisce la scuola. «E i bambini invece che sui banchi vecchi – dice
          <persName key="Riviello, Vito" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q4015126">Riviello</persName>
          – si addormenteranno sui banchi nuovi». I bambini rachitici, denutriti: relitti di una altissima mortalità infantile. La
          <placeName key="Lucania" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q1131978">Lucania</placeName>
          è una regione di tetti nuovi, di tegole rosse. Ma come sempre le opere pubbliche hanno un sapore paternalistico, di dono provvisorio. Se il cordone ombellicale si rompe si torna nella miseria. Bisogna, a queste popolazioni, dare una fiducia più fonda, più motivata, più «in loco»: modernizzare l’agricoltura, che la ricchezza venga a questa gente dalle loro mani, non soltanto dai benefici dell’alto. Le montagne lunghe e calve sono pezzate di verde e d’ocra, intarsi di un quadro astratto; poi l’ombra delle nubi infosca i colori. L’
          <placeName key="Appennino lucano" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q3620878">Appennino</placeName>
          precipita al mare come un drago gigante e dorsuto.
        </p>
        <p>
          Facciamo trebbo a
          <placeName key="Tricarico" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q52336">Tricarico</placeName>
          , per
          <persName key="Scotellaro, Rocco" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q1112265">Rocco Scotellaro</persName>
          . Il banditore con la trombetta d’ottone e il berretto di pezza va per le strade ridendo. Canta con voce fessa: «Stasera – tutta la populazione – int’alla chiazza – alle sette – ca ‘ncè u cumezie! – Avet’a sent – cose maie sentute». La cantilena si perde; arriva la processione dei bambini che dalla chiesa (piccoli: cinque, dieci anni) portano le sedie. Il trebbo si fa sotto la tettoia del mercato nuovo, lungo la strada che guarda la valle, in piedi sulla banca di cemento per la vendita del pesce.
        </p>
        <p>
          Ai braccianti di
          <placeName key="Tricarico" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q52336">Tricarico</placeName>
          , come ai pescatori d’anguille di
          <placeName key="Comacchio" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q95097">Comacchio</placeName>
          , non formiamo merce deteriorata, abiti smessi per elemosina. Sappiamo che il nostro prodotto è criticamente qualificato. Trecento, cinquecento contadini intorno, un anello di facce cotte e dure. Spicca biondo il sindaco,
          <persName key="Lauria, Umberto">Umberto Lauria</persName>
          , giovanissimo di chiari occhi fermi, con fuoco freddo, intellettuale. Le donne sono chiuse negli scialli di lana come mandorle nere.
        </p>
        <p>
          <persName key="Alighieri, Dante" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q1067">Dante</persName>
          : Inferno, canto I. albare, da primordi. L’uscita dalla selva, dalla matrice di buio, nel non-essere. Piove la luce sui primi contorni: la baluginante coscienza. E la lotta coi mostri, i lupi violenti, le bestie dell’ignoranza e del male. E il grido d’aiuto dell'uomo. E l’arrivo di chi sa, di chi può e vuole, di colui che ha gli strumenti per condurre a salvezza. E la soluzione – storicamente cristiana -  di
          <persName key="Alighieri, Dante" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q1067">Dante</persName>
          . Così il commento e l’interpretazione. La lotta è in atto, visibile. Gli occhi sono invetrati di lacrime.
        </p>
        <p>
          Poi
          <persName key="Manzoni, Alessandro" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q1064">Manzoni</persName>
          ,
          <persName key="Levi, Carlo" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q312628">Levi</persName>
          . La prima pagina del «Cristo si è fermato a
          <placeName key="Eboli" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q80933">Eboli</placeName>
          » soffia un vento di tempesta. «Aggia scè a
          <placeName key="Roma" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q220">Roma</placeName>
          , questa sera vado a
          <placeName key="Roma" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q220">Roma</placeName>
          Roma». Un uomo grosso e felice grida e ride: vuol far valere i propri diritti di invalido mal rispettato. Una guardia interviene a calmarlo. Dopo i versi di
          <persName key="Scotellaro, Rocco" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q1112265">Rocco Scotellaro</persName>
          le donne vengono a guardarmi, gli uomini si girano il berretto fra le mani.
        </p>
        <p>
          La madre di
          <persName key="Scotellaro, Rocco" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q1112265">Rocco</persName>
          ci aspetta in cima alla scala, commossa e cauta.
        </p>
        <p>
          Facciamo trebbo a
          <placeName key="Potenza" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q3543">Potenza</placeName>
          . (Alcuni sono venuti da
          <placeName key="Tricarico" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q52336">Tricarico</placeName>
          per riascoltarci).
        </p>
        <p>Nell’ombra respirano ragazze ferigne dagli occhi di ciliegie.</p>
        <p>
          (Con
          <persName key="Riviello, Vito" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q4015126">Riviello</persName>
          abbiamo macchinato una «Francesca» un po’ frivola, falsamente ingenua, un po’ stupidella. E un Paolo, ormai senza parola: per chi sono andato all’inferno! Recito – appena una sfumatura d’ironia, lontana ogni ombra di caricatura – e, recitando, avverto l’imbarazzo, della sala, almeno dei più preparati.
        </p>
        <p>
          «Ti avrei tirato gli orecchi» - mi dice più tardi, dopo una mia «confessione»,
          <persName key="Di Gilio, Lillina">Lillina Di Gilio</persName>
          , studentessa in filosofia).
        </p>
        <p>
          Il trebbo è dedicato a
          <persName key="Sinisgalli, Leonardo" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q3830446">Leonardo Sinisgalli</persName>
          : si disegna nell’aula, netta di contorni – poltrone di gommapiuma e lucide impellicciature – il profilo chirurgico e prelatizio del poeta matematico.
        </p>
        <p>
          Andiamo per le strade, di notte.
          <placeName key="Potenza" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q3543">Potenza</placeName>
          sulla montagna è una nave con tutte le luci. Passiamo il ponte, verso la cima di
          <placeName key="Montereale">Montereale</placeName>
          . Dalla balaustra della villa, fra i pini, il paesaggio spalancato di monti e di luna. La luna è alta e fredda: sotto, il
          <placeName key="Basento" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q791190">Basento</placeName>
          come una lama d’argento.
        </p>
        <p>
          Torneremo a
          <placeName key="Potenza" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q3543">Potenza</placeName>
          , e in
          <placeName key="Lucania" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q1131978">Lucania</placeName>
          , in forze. Con «mezzi» che cercheremo a
          <placeName key="Roma" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q220">Roma</placeName>
          , a
          <placeName key="Milano" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q490">Milano</placeName>
          : una «campagnola», microfono, registratore, macchina fotografica: andremo di paese in paese al suono delle trombette e dei rotocalchi, a recitare e a raccogliere materiale. A sviluppare questo nostro tentativo di meditazione fra cultura maturata, e vergine provincia. Ad aprire piaghe, emozionalmente, e a spargervi sopra il sale di intelligenza e di idee, di libri e di indirizzi.
        </p>
        <p>
          Guardiamo con gli amici (
          <persName key="Chiappini, Tani">Tani Chiappini</persName>
          , il giovane pratese che mi ha accompagnato in
          <placeName key="Lucania" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q1131978">Lucania</placeName>
          al posto di
          <persName key="Della Monica">Della Monica</persName>
          , impegnato alla organizzazione, agita braccia e collo come una marionetta felice) il fumo che viene su dalla terra, le luci lontane: stiamo col nostro orgoglio tranquillo, con la nostra consapevolezza smagata e malinconica.
        </p>
        <p>
          Presto saremo a
          <placeName key="Roma" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q220">Roma</placeName>
          , la gran testa «incredibile».
        </p>
        <p>
          <persName key="Comello, Antonio">TONI COMELLO</persName>
        </p>
        <span type="notes" />
      </div>
    </body>
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