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        <title>Storia della denominazione di Basilicata [estratto 5]</title>
        <author>Homunculus [Giacomo Racioppi]</author>
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          <resp>transcription by</resp>
          <name>Carmine Cassino</name>
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          <name>Carmine Cassino</name>
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          <resp>main editor</resp>
          <name>Fulvio Delle Donne</name>
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        <publisher>BUP - Basilicata University Press</publisher>
        <pubPlace>Potenza</pubPlace>
        <date>2026</date>
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          <bibl type="edition">Storia della denominazione di Basilicata, Roma, Tipografia Barbera, 1874, pp. 35-36.</bibl>
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            <idno>Basilicata_Rac.5</idno>
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        <date>1874</date>
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        <p>I Normanni, che cominciavano allora a gettare le fondamenta di una potenza che un secolo dopo addivenne monarchia, volevano anche essi, con quello istinto di tutte le potestà nuove che è pure istinto della natura umana, riattaccare il presente al passato, e prendere forza dal lungo possesso e autorità dalla tradizione. Drogone s'intitola già con denominazione, io vo' dire, latina Comes totius Apuliæ et Calabria, e con denominazione greca Dux et Magister Italiæ, che era l'appellazione grecanica dell'Apulia medesima: e tutto ciò a significazione di sovranità tanto sulle popolazioni italiche quanto sulle popolazioni greche, che numerose di stirpe e d'idioma erano sparse per la bassa Italia in quei secoli. Ma non basta: egli riattacca la catena della autorità sua al passato, e s'intitola addirittura Basilicos, cioè Commissario o Delegato dell'Impero di Costantinopoli, che era la fonte storica della sovranità ; alla quale fonte ricorrevano i Principi altresì di Salerno o di Capua, nonché i Consoli di Napoli, di Gaeta o di Amalfi, solleciti di ottenere, a conferma di legittimità, il sigillo imperiale, senza aver voglia, perciò , di restare meno indipendenti e sovrani di prima.</p>
        <p>IX</p>
        <p>
          Possiamo inferire da questo documento due conseguenze: delle quali una è certa cosa, l'altra, per verità, non intendiamo di dare che come una congettura. La prima si è che ai tempi de' primi Normanni, intorno alla metà del secolo XI, l' uffizio del Basilicos era in piedi nella
          <placeName key="Italia Meridionale" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q2250397">Italia Meridionale</placeName>
          , non altrimenti che era vivo e potente, agli stessi tempi, l'uffizio del Catapano. Aggiungeremo inoltre che la dignità o l'uffizio del Basilico era ancora tra le più alte e precipue, se volle assumerla, a titolo di legittimità, il Capo della gente vincitrice, il quale già s'intitola, allo stesso tempo, Duca di tutta l'Apulia delle
          <placeName key="Calabria" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q1458">Calabrie</placeName>
          . La seconda si è che il Magistrato del Basilico reggeva già la
          <placeName key="Lucania" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q1131978">Lucania</placeName>
          intorno a questi medesimi tempi, nei quali i capi normanni occuparono e divisero tra loro le tredici città appulo-lucane intorno al
          <placeName key="Vulture" ref=" https://www.wikidata.org/wiki/Q509433">Vulture</placeName>
          ,
          <placeName key="Melfi" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q30565">Melfi</placeName>
          ,
          <placeName key="Venosa" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q52691">Venosa</placeName>
          ,
          <placeName key="Lavello" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q52593">Lavello</placeName>
          ,
          <placeName key="Acerenza" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q52511">Acerenza</placeName>
          , ecc., e che, molto probabilmente, esso risiedeva a
          <placeName key="Venosa" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q52691">Venosa</placeName>
          . Il Normanno, insediandosi in quella città che era stanza ad un alto magistrato imperiale, non è improbabile, anzi è conforme alla natura delle cose, che assumesse trai suoi titoli anche quelli dell'alto magistrato cui si sostituiva; non altrimenti che si sarebbe detto Stratego, se si fosse insediato a Reggio o a Rossano; si sarebbe detto Catapano se a Bari, ovvero a Troia, ovvero a Lucera.
        </p>
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