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      <titleStmt>
        <title>Rionero e il brigantaggio</title>
        <author>Fortunato, Giustino</author>
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          <resp>mark-up by</resp>
          <name>Carmine Cassino</name>
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        <respStmt>
          <resp>transcription by</resp>
          <name>Carmine Cassino</name>
        </respStmt>
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          <resp>main editor</resp>
          <name>Fulvio Delle Donne</name>
        </respStmt>
      </titleStmt>
      <publicationStmt>
        <publisher>BUP - Basilicata University Press</publisher>
        <pubPlace>Potenza</pubPlace>
        <date>2026</date>
        <availability>
          <licence target="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/4.0/">Attribution-NonCommercial-ShareAlike 4.0 International (CC BY-NC-SA 4.0)</licence>
        </availability>
      </publicationStmt>
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        <listBibl>
          <bibl type="edition">"Carteggio", vol. I – 1865-1911, a cura di Emilio Gentile, Bari, Laterza, 1978, p. 232-236</bibl>
          <bibl type="bibliography" />
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          <msIdentifier>
            <idno>Basilicata_Fort.2</idno>
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              <p>Lorem ipsum dolor sit amet</p>
              <span type="notes" />
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          </msContents>
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            <objectDesc form="modern_print">
              <p>Lorem ipsum dolor sit amet</p>
            </objectDesc>
          </physDesc>
        </msDesc>
      </sourceDesc>
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      <langUsage>
        <language ident="it">Italian</language>
      </langUsage>
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        <keywords>
          <term type="form">prose</term>
          <term type="genre">historiography</term>
          <term type="function">documentary</term>
          <term type="source">literary</term>
        </keywords>
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    </profileDesc>
    
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  <text>
    <body>
      <docDate>
        <date>1910-10-20</date>
      </docDate>
      <div type="text">
        <p>
          Lettera di
          <persName key="Fortunato, Giustino" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q3771725">Giustino Fortunato</persName>
          a
          <persName key="Nitti, Francesco Saverio" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q367132">Francesco S. Nitti</persName>
        </p>
        <p>Napoli, 20 agosto 1910</p>
        <lb />
        <p>
          Carissimo
          <persName key="Nitti, Francesco Saverio" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q367132">Ciccio</persName>
          ,
        </p>
        <lb />
        <p>
          […] di ben altro e a lungo vorrei parlarti, se fossimo insieme. Vorrei soprattutto parlarti del vegognoso spettacolo di
          <placeName key="Potenza" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q3543">Potenza</placeName>
          , dove all’ultima ora è comparso, reboante…, il Guarracino!
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          Hai letto il numero unico del «Lucano»? Quante menzogne, quante falsità, quanta rettorica cafonesca e volgare!
          <persName key="Albini, Decio">Decio Albini</persName>
          che dà come «giustiziati politici» del 1822 ben 41! E la bugiarda enfatica iscrizione lapidaria del 18 agosto, affissa alla Camera Municipale? Ma, per Iddio, le maggiori concessioni possibili io feci nelle lapidi del Consiglio Provinciale; e più oltre non è possibile, senza tradire ogni più elementare pudore. Invano! Spero e credo sia stato più discreto il Guarini. Quando, quando impareremo ad essere onesti?
        </p>
        <p>
          A proposito dell’
          <persName key="Albini, Giacinto" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q3105010">Albini</persName>
          , padre. Tu mi hai scritto che egli era «uno sciocco e un ladro». Lo conobbi, e mi fu antipaticissimo. Sentii anche mormorar male di lui. Poi lo splendido elogio del
          <persName key="Racioppi, Giacomo" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q3762245">Racioppi</persName>
          me ne impose. Le tue parole mi ridanno il dubbio. Che sai di vero? Il figlio, imbecille, vorrebbe non so che cosa, da tutti, per sé – erede del nome!
        </p>
        <p>
          L’ultima volta che fosti qui, mi dicesti che io, «per reazione a’ miei», ho «esagerato ed esagero» sul conto de’ Borboni. No, caro
          <persName key="Nitti, Francesco Saverio" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q367132">Ciccio</persName>
          . Nessuna reazione di fronte a’ miei, perché ho creduto e credo che essi, al ’60 e ’61, a petto de’ rioneresi, avevano mille e una ragione: furon vittime della più sozza brutalità di gente iniqua. Di tutti i 124 comuni della provincia, solo
          <placeName key="Rionero in Vulture" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q52646">Rionero</placeName>
          non ebbe, nel decennio della reazione, «attendibili», non perché
          <placeName key="Rionero in Vulture" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q52646">Rionero</placeName>
          , come scrisse
          <persName key="Del Zio, Basilide" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q3635797">Basilide Del Zio</persName>
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          , fu meno liberale (!) degli altri, ma solo perché i miei, i quali non vollero firmare la petizione per il ritiro della costituzione, assolutamente non permisero che
          <placeName key="Rionero in Vulture" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q52646">Rionero</placeName>
          avesse attendibili. Procurati la requisitoria, a stampa, dell’Ecaniz, su’ processi politici di
          <placeName key="Basilicata" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q1452">Basilicata</placeName>
          : il povero
          <persName key="Brienza, Rocco" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q3939556">Rocco Brienza</persName>
          fu condannato a 30 anni di galera per le disposizioni di quegli urbani di
          <placeName key="Rionero in Vulture" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q52646">Rionero</placeName>
          , che, improvvisati liberali al ’60, e manutengoli del
          <persName key="Crocco, Carmine (Donatello)" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q45144">Crocco</persName>
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          , furono accusatori de’ miei. (A proposito della petizione per il ritiro della costituzione. Di essa, di nanzi alla storia, il responsabile è mio prozio omonimo. Ma ciò non bastava a R. de Cesare
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          , mio nemico per causa di L. Franchetti, e a Beltrani, mio nemicissimo, perché io mi opposi alla sua nomina, condannato com’era per bancarotta fraudolenta, a direttore dell’Archivio di Napoli. Or bene, nella prima edizione della Fine di un Regno, in nota, è detto che Giovanni Beltrani assicurò il De Cesare che il ministro
          <persName key="Fortunato, Giustino" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q3771725">Fortunato</persName>
          avesse «di proprio pugno» scritta la petizione, poi che ciò gli aveva detto il padre, capo-urbano di Trani prima, appaltatore borbonico dopo. Nella seconda edizione, cotesta preziosa notizia, con la suindicata fonte, passò nel testo dell’opera. Nella terza ultima edizione, non più la fonte, e la notizia, tout bonnement, restò acquisita, come fatto non dubbio, alla storia!!) Dunque, nessuna reazione di fronte a’ miei, che nulla chiesero allo zio presidente del Consiglio, - l’unico borghese, che durante il secolo della monarchia assoluta giunse ad essere presidente del Consiglio: un volterriano, un giacobino, nemico di costituzionali e di clericali, privatamente onestissimo, politicamente angustissimo; un valoroso giurista (per oltre 40 anni procurator generale della Corte de’ Conti) che a 70 anni, di botto, fu sbalzato a capo del governo. Il Mancini voleva pubblicare le sue requisitorie alla Corte de’ Conti, che io non ho, perché nulla ereditammo da lui: una di esse, famosa per la causa del Sarno, ha or ora pubblicata l’Abignente
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          , come il Musco
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          pubblicò uno studio su le sue Decisioni, poco meno che socialiste, sul Tavoliere di Puglia. Niente ereditammo da lui, neppure la croce di Cavaliere. Ma se mio nonno fu carbonaro, mio padre fu borbonico, perché non credeva, non immaginava neppure l’unità. Borbonico, ma al pari de’ fratelli intemerato e leale. Ciò che Gennaro Araneo
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          scrisse circa la censuazione di
          <placeName key="Gaudianello">Gaudianello</placeName>
          (bada,
          <placeName key="Gaudianello">Gaudianello</placeName>
          , non
          <placeName key="Villaggio Gaudiano">Gaudiano</placeName>
          comprato da Spagnoletti) è una solenne falsità: primo tra’ consenzienti fu l’Araneo stesso;
          <persName key="Fortunato, Ernesto" ref="https://www.tucciariello.it/Personaggi/Fortunato_Ernesto/index.php">Ernesto</persName>
          voleva pubblicar tutti i documenti, ma F. Severini, nipote dell’Araneo, lo supplicò di desistere. E, credimi, io vado altero de’ miei maggiori. Quando, dopo il decennio francese, creatore della borghesia territoriale, tutti i maggiorenti del
          <placeName key="Vulture-Melfese" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q448096">Melfese</placeName>
          risalivano il
          <placeName key="Monte Vulture" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q509433">Vulture</placeName>
          , maledicendo di essere discesi nella malarica landa dell’
          <placeName key="Ofanto" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q841550">Ofanto</placeName>
          , mio nonno, cavaliere di re
          <persName key="Murat, Gioacchino" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q151173">Gioacchino</persName>
          e capo de’ veliti del Circondario del 1820, discese a
          <placeName key="Lavello" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q52593">Lavello</placeName>
          , non intimorito del malo esempio; ed egli ed i figli e i nipoti vi seppero animosamente restare. La mia famiglia era stata, per 60 anni, fittuaria del
          <persName key="Doria (Famiglia)" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q23928746">Doria</persName>
          a
          <placeName key="Castel Lagopesole" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q1131792">Lagopesole</placeName>
          : giù a
          <placeName key="Lavello" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q52593">Lavello</placeName>
          fu, prima fittuaria della Mensa Vescovile di
          <placeName key="Melfi" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q30565">Melfi</placeName>
          dal 1810 al 1840, poi censuaria di questa fino ad oggi (e poteva, come ancora potrebbe, riscattarsi a buon prezzo!) e sub-censuaria del Tavoliere dal 1807 al 1865, sempre conduttrice diretta, non mai gabellota, non mai oziosa, non mai a capo del Comune d’origine, come tante altre, come tutte le altre…Abbiamo i conti dell’azienda dal 1720 ad oggi. Invano ho pregato
          <persName key="Fortunato, Ernesto" ref="https://www.tucciariello.it/Personaggi/Fortunato_Ernesto/index.php">Ernesto</persName>
          di pubblicarli, come storia economica di una famiglia borghese dal 1720 al 1865. E lo studio, certo, sarebbe interessantissimo. L’industria suina ci dette di utile fino al 40 per cento!
        </p>
        <p>
          Piglio fiato…Nessuna reazione, - e nessun proposito – tuttaltro!, di «esagerare» sul giudizio intorno a’ Borboni. La nota de’ giustiziati del 1799, che è certo il più terribile documento storico contro di essi, e che io solo giunsi a compilarla esattamente, mi trovai per caso a farla, perché pensammo a
          <placeName key="Rionero in Vulture" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q52646">Rionero</placeName>
          di mettere ricordo al Granata
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          , - una delle vittime, e tra le più gloriose. Oh non io, no, esagero, contro i Borboni! Tutt’altro. Credo, anzi, che se c’è storia da rifare ab imis, e che, rifatta, molti errori di giudizio riparerà, è quella del monarcato de’ Borboni a Napoli. I quali non essi corruppero il paese. Se mai, il paese corruppe loro. E penso con te, che non mai le
          <placeName key="Regno delle Due Sicilie" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q180393">due Sicilie</placeName>
          ebbero un trentennio più felice, economicamente, di quello che corse dal 1820 al 1856. Ma da questo a ripetere, come il Misasi
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          , che il regno era l’Eden, ci corre. Benediciamo all’Unità, carissimo
          <persName key="Nitti, Francesco Saverio" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q367132">Ciccio</persName>
          , e dimentichiamo il passato; o studiamolo, per rendere giustizia alla Verità, compresi i Borboni e i poveri onesti calunniati borbonici del ’60. Viva l’Unità, - e faccia Iddio che, un giorno, tu, equo giudice, possa essere capo del Governo Unitario!
        </p>
        <span type="notes">
          <note xml:id="Nzcm8qhn0j" type="alpha">Alessandro Guarracino, deputato di Torre Annunziata nella XII e XIII Legislatura. (ndr)</note>
          <note xml:id="N2vjvthpkx" type="alpha">
            <persName key="Del Zio, Basilide" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q3635797">Basilide Del Zio</persName>
            ,
            <placeName key="Melfi" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q30565">Melfi</placeName>
            ,
            <hi rend="italic">
              le agitazioni nel
              <placeName key="Vulture-Melfese" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q448096">Melfese</placeName>
            </hi>
            , Il
            <hi rend="italic">bigantaggio. Documenti e notizie</hi>
            ,
            <placeName key="Melfi" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q30565">Melfi</placeName>
            , 1905. (ndr)
          </note>
          <note xml:id="N3xnn1z7ea" type="alpha">
            <persName key="Crocco, Carmine (Donatello)" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q45144">Carmine Crocco</persName>
            (1830-1905), brigante rionerese, agì a capo di bande borboniche dopo il 1860, in
            <placeName key="Basilicata" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q1452">Basilicata</placeName>
            , e Puglia. (ndr)
          </note>
          <note xml:id="N8rna88ivr" type="alpha">
            Raffele De Cesare (1845-1918), storico, deputato nella XX e XXI Legislatura, senatore dal 1910. Fra le sue opere:
            <hi rend="italic">La fine di un Regno</hi>
            (1895).
          </note>
          <note xml:id="N455inz4wv" type="alpha">
            <persName key="Fortunato, Giustino" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q3771725">G.Fortunato</persName>
            ,
            <hi rend="italic">Nella causa tra il comune di Sarno e il Principe Piccolomini</hi>
            , Roma 1907. Giovanni Abignente (1854-1916), deputato dalla XXI alla XXIV Legislatura, era libero docente di Storia del diritto italiano nell’Università di Napoli.
          </note>
          <note xml:id="Nmmdribhtr" type="alpha">
            A. Musco,
            <hi rend="italic">Di un economista basilicatese</hi>
            , in Strenna di
            <placeName key="Melfi" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q30565">Melfi</placeName>
            , 1900.
          </note>
          <note xml:id="Nfl128keto" type="alpha">
            G. Araneo,
            <hi rend="italic">
              Notizie storiche della città di
              <placeName key="Melfi" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q30565">Melfi</placeName>
              e dell’antico reame di Napoli
            </hi>
            , Napoli 1866.
          </note>
          <note xml:id="Npcdycwg9i" type="alpha">
            <persName key="Granata, Michele" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q3856635">Michele Granata</persName>
            (1748-1799), rionerese, professore nell’Accademia militare, fu uno dei martiri della repressione borbonica nel 1799.
          </note>
          <note xml:id="Nb66bl6jp8" type="alpha">
            Si riferice forse a
            <persName key="Misasi, Nicola" ref="https://www.wikidata.org/wiki/Q3876283">Nicola Misasi</persName>
            (1855-1923), romanziere calabrese.
          </note>
        </span>
      </div>
    </body>
  </text>
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